Giulia Sergas ha vissuto uno dei momenti più esaltanti della sua carriera avendo potuto alzare verso il cielo, insieme alle sue compagne di squadra, alla capitana Liselotte Neumann e alle vice capitane Annika Sorenstam e Carin Koch, la Solheim Cup. Non è stata un successo quello della compagine europea, ma un autentico trionfo perché con il punteggio di 18-10, ha inflitto alla selezione statunitense, condotta da Meg Mallon, il passivo più pesante nella storia della manifestazione. In precedenza c’era stato un 17-11 per le ragazze a stelle e strisce nel 1996, in Galles. E’ stata la quinta vittoria delle atlete continentali in tredici edizioni, la prima in America (le altre nel 1992, 2000, 2003 e 2011, tutte e quattro giocando in ‘casa’), contro le otto delle statunitensi.

La Sergas, che ha ottenuto il primo successo in carriera da professionista, sia pure in una gara a squadre, ha sentito molto la manifestazione come ha provato a spiegare con questo breve commento nel quale racconta anche come è nato il punteggio così severo per le avversarie. “Cerco le parole per riassumere le mie emozioni, ma sarà un tentativo vano… È stato un roller coaster dall’inizio della settimana fino alla fine: non é facile fare la rookie alla Solheim Cup, perché non essendo un torneo normale, tutto é amplificato al mille per mille e non si può comunque essere pronte se non si è fatta un’esperienza precedente.

La maniera in cui tutte le giocatrici sono accolte e coccolate é strepitosa, e poi il pubblico e il tifo in campo… Oltre a questo, la vittoria, che é stata la ciliegina sulla torta! La differenza tra noi e le americane l’ha fatta principalmente lo spirito di squadra. Noi eravamo tutte unite e ci spronavamo a vicenda ogni giorno, in ogni incontro. Ci siamo divertite moltissimo fuori dal campo e la sera ci confidavamo le nostre storie e le emozioni che provavamo in gara. Veramente tutte splendide atlete senza troppi grilli per la testa. Caroline Hedwall é stata la vera star della settimana: cinque matches su cinque vinti, un record incredibile. Io personalmente quando non giocavo ho tifato come mai in vita mia e quando sono scesa in campo ho sentito il supporto delle mie compagne sia prima che durante il match. L’ultimo giorno sapevamo tutte che sarebbero bastati solo tre punti e mezzo per tenere la Coppa, ma avevamo deciso che non ci saremmo risparmiate puntando a stabilire il record di punti acquisiti e ce l’abbiamo fatta! Ognuna di noi ha dato l’anima per scrivere una pagina che, penso, rimarrà indelebile nella storia della Solheim Cup arricchita da due primati: il primo successo in suolo americano e il maggior divario nel punteggio. Che colpo!!!!” Complimenti ragazze e grazie!