Era giusto parlarne con grande spolvero e ne hanno parlato. L’aggiudicazione della Ryder Cup 2022 è stato un trionfo storico per il golf e per tutto lo sport italiano. Ma va considerato come il punto di partenza di una nuova era per il movimento golfistico nazionale. Perché apre nuovi orizzonti e opportunità che sarebbe un errore lasciarsi sfuggire. Di questo e di tanto altro si è parlato appunto, recentemente durante gli “Stati generali del golf”, organizzati dalla Federazione Italiana Golf a Milano.
Dopo una presentazione filmata, che ha riassunto alcuni momenti particolari nella corsa alla Ryder Cup 2022, il presidente Franco Chimenti ha raccontato come si sia arrivati all’assegnazione.
“In questo lungo percorso ho avuto il supporto di una Federazione straordinaria, di un Consiglio Federale altrettanto straordinario, di Lavinia Biagiotti e di tanti validissimi compagni in questa avventura che non dimenticherò mai. In particolare è stato determinante l’appoggio del presidente del Coni Giovanni Malagò.
L’idea è nata in occasione di un Open Championship di due anni addietro, quando l’allora CEO dell’European Tour George O’Grady mi sollecitò a proporre quale sede l’Italia. Così, assieme ai miei collaboratori, ho iniziato a lavorarci e ho reso pubblica l’idea in occasione della premiazione al Circolo Golf Torino dell’Open d’Italia 2014. Già da allora pensavo a Roma, perché ha una ricezione alberghiera enorme, adatta a tale evento e un fatto di primaria importanza, da unire al suo fascino, alle sue bellezze archeologiche, al suo clima magico, che sono stati dei punti sui quali abbiamo posto fortemente l’accento. Il presidente ha poi sottolineato come la Ryder Cup possa essere una grande viatico per lo sviluppo del golf nella in Italia. “E’ una grande opportunità da interpretare e sfruttare al meglio L’Italia è diventata una star mondiale del golf e ora abbiamo un Open d’Italia che, con il suo montepremi che dal 2017 sarà di sette milioni di euro, si allinea ai più grandi eventi internazionali.”