Altro che ripresa e sogno del posto fisso, in Italia chi ha perso l’impiego è spesso costretto a cercare 15 mesi prima di trovare un rimedio, il doppio rispetto a quanto accadrebbe in Germania. È quanto emerge dall‘Employee Labour Trust Index promosso da Gi Group, la prima agenzia italiana per il lavoro, su Italia, Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e Polonia. A  settembre il Vecchio continente era infatti diviso in due sul reimpiego: si va dai 7,76 mesi ritenuti necessari in Germania per ricollocarsi, in caso di perdita di lavoro, ai circa 8 mesi di Regno Unito e Polonia, fino agli oltre 16 mesi necessari in Spagna e ai quasi 15 dell’Italia. La media in Europa si attesta a 11 mesi.

A far serpeggiare un generale scetticismo tra i lavoratori si aggiunge la scarsa fiducia in tutte le istituzioni che regolano o influenzano il mercato (38,16 punti); tiene un po’ meglio l’Unione Europea (soprattutto per gli spagnoli e gli italiani), mentre i tedeschi non si fidano del tutto, esprimendo il valore più basso dopo gli inglesi. Il pessimismo maggiore è registrato, per contro, verso i partiti politici e soprattutto da parte degli italiani (20,85).

È, invece, da segnalare la relativa tenuta delle Agenzie per il Lavoro private, specie in Spagna, dove registrano il punteggio più alto a livello Paese e in Italia, dove, anche se ottengono valutazione più bassa rispetto a Francia, Regno Unito e Germania, sono comunque al secondo posto a livello locale dopo la UE.

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