Gli analisti promuovono la decisione dell’amministratore delegato Gianmario Tondato da Ruos di dividere in due Autogrill per isolare da una parte le attività di ristorazione e dall’altra quella dei duty free. Due business paralleli, ma che finora non hanno dimostrato grandi sinergie. Meglio quindi, secondo gli esperti, prevedere due realtà dal destino autonomo, pronte all’occorrenza a crescere con alleanze o acquisizioni. Una storia non lontana da quella della Fiat di Sergio Marchionne che, una volta messe le mani sull’americana Chrysler, ha scorporato le automobili (Fiat) da camion e macchine movimento terra (Fiat Industrial).

L’operazione Autogrill appare infatti in grado di creare valore sia nel “food” (tra i marchi più noti “Spizzico” e “aCafè”) che nel 2011 rappresentava il 69% del fatturato (complessivamente pari a  5,84 miliardi), sia nel “retail” (31%). Tanto che Citi ha alzato il target price da 9 a 11 euro, così come Equita (10 euro con giudizio “hold”, “mantenere”) e Cheuvreux (da 9 a 10,8 euro con indicazione “outperform”,”meglio del mercato”). Quest’ultima  è convinta che siamo soltanto all’inizio del big bang del gruppo Benetton. Che, non va dimenticato, ha anche messo in cantiere la fusione (carta contro carta) di Gemina e Atlantia, cioè i propri possedimenti in aeroporti e autostrade.

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