Mediobanca: Italia ostaggio del Fiscal Compact
Il report di Mediobanca Securities sulle elezioni italiane ha fatto molto rumore. La precisa analisi di Antonio Guglielmi, sostanzialmente, indica due possibilità strettamente politiche dopo il 25 febbraio:
- un pronto ritorno alle urne perché un’eventuale asse Bersani-Monti non avrebbe la forza necessaria per portare avanti un cammino riformista.
- un ricorso al bazooka della Bce, l’Omt, per mettere il Paese al riparo da un nuovo attacco speculativo sui titoli di Stato nel caso in cui a prevalere fosse il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, «sgradito» ai mercati internazionali. Un’altra incognita sullo spread, secondo Mediobanca, sarebbe poi rappresentata dalla variabile politica connessa al recupero del centrodestra.
Ovviamente, la scelta di mettersi sotto la tutela dell’Eurotower darebbe un grosso dispiacere ad Angela Merkel e alla Germania, contrari all’uso di risorse comunitarie per l’acquisto di titoli di Stato dei Paesi dell’area euro.
Ma ci sono due questioni, che Mediobanca ha affrontato, che danno l’esatta dimensione della situazione in cui si trovi l’Italia.
Questa tabella misura che cosa significhi per il nostro Paese rispettare il Fiscal Compact, ossia l’impegno assunto in sede Ue a riportare il rapporto debito/Pil al 60% come previsto dal Trattato di Maastricht entro un determinato periodo di tempo (20 o 30 anni come nella simulazione di Piazzetta Cuccia). Ovviamente, non si tratta solo di un giogo perché al Fiscal Compact è abbinato l’Erf (fondo di riscatto europeo) che comprerebbe il debito pubblico degli stati membri eccedente quel 60 per cento. Per l’Italia si tratterebbe di circa 950 miliardi di euro, con un risparmio annuo sulla raccolta di 24 miliardi (l’1,5% del Pil). Non è poco.
Il prezzo, però, salatissimo. Nei primi anni il governo italiano è tenuto a ripagare il Fondo con un certo quantitativo di entrate per rimborsare sia il capitale che gli interessi. Nei primi anni si tratta di una botta da 62 miliardi di euro, pari a 2-3 manovre finanziarie!!!
Questa circostanza, aggiunge Mediobanca, comporterebbe un taglio della spesa pubblica del 16% e costringerebbe qualsiasi governo italiano a 25 anni di avanzo primario per restituire il debito nei confronti dell’Erf. Lo spazio di manovra per le politiche economiche su base nazionale, soprattutto in un contesto recessivo come quello attuale (e che dunque di qualche aiutino necessiterebbe), sarebbe ridottissimo.
Ecco perché, conclude Mediobanca, la priorità è ridurre il debito e un buono strumento potrebbe essere la Cassa Depositi e Prestiti (che nel suo piccolo ha consentito già di deconsolidare piccole controllate statali come Sace e Fintecna). Potrebbe servire anche per il patrimonio immobiliare da 425 miliardi, enorme ma frammentato tra Comuni, Province e Regioni e soprattutto per i 100 miliardi di azioni quotate e per i 30 miliardi di concessioni. Senza contare i 125 miliardi di oro detenuti dalla Banca d’Italia.
Per «usare» meglio la Cdp serve un accordo politico ma alle forze politiche italiane è spesso mancata la maturità per prendere decisioni comuni nell’interesse del Paese. L’oro di Bankitalia è un tema delicato, ma sarebbe un ottimo collaterale per l’emissione dei futuri Eurobond (cioè il debito pubblico comune europeo per finanziare investimenti). La Germania, però, di Eurobond non vuol sentirne nemmeno parlare.
Wall & Street



Quali le conseguenze operative in termini prospettici degli scenari tracciati?A me paiono 2 soli:o EVADERE in termini fiscali(già oggi è spropositato il prelievo fiscale quando c’è,per fortuna,un reddito certo,figurarsi,poi,se il prelievo viene ulteriormente accresciuto-è una tragica certezza!-persino,come già oggi avviene-vedi IMU e IRPEF-in assenza di reddito-immobili sfitti!),o EVADERE in senso geografico,scappando da quest’italietta e UE.Tertium non datur!
Guardate la prima foto sulla 1a pagina dei 3: Sarkozy sembra dire: glielo facciamo credere a questo qua (rivolto alla Merkel, parla di Monti) che lo tratteremo alla ns. pari, così lui ci casca !
L’INCAPACITA’ DI POCHI E’ STATA LA ROVINA DI MOLTI. PERCHE’ NON PROCESSARE TUTTI GLI ARTEFICI DI QUESTI DISASTRI EUROPEI ED ACCERTARE TUTTE LE LORO RESPONSABILITA’ NELLA CONDUZIONE DI QUESTA IRREALE ED ASTRATTA UNIONE DEGLI STATI EUROPEI?
Il fiscal compact elimina un concorrente pericoloso, operazione che è cominciata con l’euro, le cessioni di sovranità, la perdita di un governo nazionale che difenda gli interessi italiani. Esproprieranno l’Italia per ripianare i buchi, le truffe dei derivati e del mare di capitali fasulli che la finanza euro-anglosassone ha creato dal nulla.
NEL PRECISO MOMENTO DELL’ENTRATA IN VIGORE DEL FISCAL COMPACT L’EUROPA CADRA’. INIMMAGINABILI LE CONSEGUENZE PER CIASCUNO DI NOI DEL TERREMOTO FINANZIARIO CHE NE CONSEGUIRA’.
Pur essendo incompetente, a me è sembrato subito che il fiscal compact fosse una corda al collo del Paese, un impegno impossibile da rispettare. Abbiamo seguito le indicazioni europee e il preteso rimedio si è rivelato peggiore del male. Abbiamo pagato per rinunciare alla nostra sovranità monetaria ed entrare nell’euro. Il risultato è stato un folle incremento dei prezzi dei generi di largo consumo e una perdita catastrofica del valore d’acquisto di pensioni e salari.
La mancanza di una vera banca centrale ci espone alle più micidiali scorribande finanziarie.
Le nostre aziende chiudono per lo Stato insolvente e la stretta del credito, la mancata concessione di mutui e la folle tassazione sulla casa ha bloccato l’edilizia.
Qualcuno è in grado di indicare almeno qualche vantaggio procurato dall’euro, che non sia l’ipotetico e non dimostrabile risparmio sugli interessi?
Quali i motivi per introdurre una moneta sostanzialmente estera che non possiamo controllare?
Mi sembra che i Paesi che non hanno introdotto l’euro se la stiano passando niente male, mentre la Grecia sta affondando in un silenzio surreale e i rimanenti “Pigs” non godono affatto di una buona salute.
Perché non è possibile tornare alla nostra lira?
Mi sembra che per restare nell’euro il prezzo sia insostenibile, magari anche superiore a quello che dovremmo pagare abbandonandolo.
Anche se la cosa non è realizzabile sul piano della coerenza e della volontà politica, mi piacerebbe conoscere gli altri motivi che impediscono anche solamente di affrontare l’argomento.
AH CHE BELLO! BELLISSIMO, TOCCANTE…
“MONTONE” TRA I SUOI DUE PADRONI.