Per una volta Wall & Street esuleranno brevemente dal loro territorio di competenza. Non si possono chiudere gli occhi dinanzi allo scenario frammentato che viene fuori dalle elezioni. Però se ne può parlare in maniera simpatica.

E lo facciamo citando il simpatico Pinuccio, un compagno di liceo di Wall che di professione fa l’ingegnere e per questo motivo si «diletta» di statistica. Ieri sera Pinuccio si è messo davanti al computer sul sito del Viminale e ha controllato i dati provenienti dai seggi. Ha notato quali erano le circoscrizioni dalle quali provenivano meno notizie e ha cominciato a tracciare un quadro possibile dei risultati immaginando – circoscrizione per circoscrizione – che i voti mancanti si dislocassero come quelli fino ad allora pervenuti. «Maccheronicamente» la si può definire una proporzione, anche se sarebbe meglio dire estrapolazione. In termine tecnico (che si usa anche in economia quando si cerca di prevedere l’andamento dei mercati) si chiama deviazione standard minima: cioè si predispone un modello matematico secondo cui i dati tendono a concentrarsi verso l’evento che ha maggiori probabilità di accadere.

Ebbene Pinuccio ha azzeccato il sorpasso del centrosinistra sul centrodestra al Piemonte in Senato. Ma, attendendosi una vittoria del centrodestra alla Camera, si è accorto di aver «toppato». Si è dimenticato di sommare i voti del Trentino Alto Adige ai dati nazionali presumendo che, essendo Trento e Bolzano divisi in collegi uninominali, i voti fossero da scartare dal computo nazionale come avviene in Val d’Aosta. Pinuccio è un ingegnere e non un esperto di sistemi elettorali e l’errore è ammesso. Insomma, se Bersani vincerà alla Camera, dovrà ringraziare i connazionali di lingua tedesca. La sua fortuna è stata stringere un accordo elettorale con il Südtiroler Volkspartei, partito di maggioranza relativa laddove si parlano il tedesco e il ladino.

A Wall & Street i modelli matematici interessano molto perché le analisi che vi propongono su quelli si fondano, ma ancor di più interessa questo grafico.

Come vedete oggi in Borsa l’indice Ftse-Mib è arretrrato dopo l’iniziale rally appena si è profilata una situazione sfavorevole a un’entente cordiale tra Bersani e Monti. Certo, con un mercato che guadagnava il 4%, con Generali che era arrivata a un +10% nel corso della giornata, le prese di profitto sono scattate automaticamente. E questo non si può trascurare perché in Borsa l’imperativo è guadagnare. E non è un caso che stasera anche il Dow Jones abbia evidenziato uno dei maggiori cali dallo scorso mese di novembre perdendo l’1,55%.

Wall & Street ve l’hanno già raccontato tre settimane fa: ai mercati non solo non piace l’instabilità, ma non piace nemmeno che vengano messe in discussione le parti in commedia. E da stasera tra Pdl e Movimento 5 Stelle un’assunzione acritica delle politiche di austerity non è più così scontata…

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