Vi ricordate il Signor Bonaventura che  si ritrovava ricco, sotto la sua bombetta rossa, per l’immancabile colpo di fortuna? In attesa dell’improbabile intervento della Dea bendata, con cui Sergio Tofano animava  le strisce del Corriere dei Piccoli, prova Borsa Italiana a vendere la bombola dell’ossigeno ai piccoli e medi imprenditori italiani schiacciati dalla crisi. Quelli – per intenderci –  che rappresentano l’ossatura produttiva del nostro Paese, ma che sono stati lasciati senza respiro dal credit crunch: da tempo le banche non erogano quasi più credito al sistema industriale, perché strette dal cappio creato dall’esplosione delle sofferenze (ammontano già a 130 miliardi i prestiti che famiglie e imprese non riescono a restituire al proprio istituto di credito) e dai parametri patrimoniali di Basilea 3. Da lunedì prossimo, 25 marzo, in Piazza Affari ci sarà infatti anche il segmento Extramot-pro, dedicato appunto alla compravendita delle obbligazioni delle aziende, anche non quotate; comprese cambiali finanziarie e project bond. Extramot-proche sarà riservato agli  investitori professionali, offre requisiti di ammissione e informativa meno stringenti rispetto al mercato regolamentato, riducendo in questo modo tempi e costi di quotazione, pur rimanendo all’interno dell’infrastruttura di Piazza Affari. I primi strumenti a debuttare sul nuovo segmento saranno le obbligazioni di Cerved Technologies, società di controllo di Cerved Group, da poco finita nelle mani del fondo inglese di private equity  Cvc.  «Con questa iniziativa – ha rimarcato Pietro Poletto, responsabile dei mercati obbligazionari di Borsa Italiana – riteniamo di poter svolgere un ruolo importante nel processo di conversione delle fonti di finanziamento delle aziende dal canale tradizionale bancario a quello delle emissioni di strumenti di debito in atto in tutta Europa».

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