L’oro brillerà meno del previsto.  A sostenerlo sono gli analisti di Credit Suisse e quelli di Goldman Sachs: la banca elvetica ha abbassato le stime  del 9,5% a 1.580 dollari l’oncia per quest’anno e del 12,8% per il prossimo; quella americana vede il biondo metallo rispettivamente a 1.545 e 1.350 dollari l’oncia. In questo contesto qual è la strategia migliore per gli italiani che durante la crisi hanno cercato nei lingotti e nelle monete auree un rifugio per i propri risparmi falcidiati dal crollo della Borsa? Giriamo la domanda a  Roberto Binetti, fondatore e amministratore delegato di Confinvest Fl, storico operatore italiano nel mondo dell’0ro monetato che ha gli uffici nel cuore di Milano, a due passi dalla sede di Bankitalia.

«L’oro rallenterà la corsa al rialzo? Difficile, se non impossibile rispondere con certezza. Le opinioni sono comunque  discordanti», precisa Binetti: «Per esempio, Graham Tuckell, promotore del maggiore fondo di investimento in oro con asset per oltre 147 miliardi di dollari, è convinto che le quotazioni saliranno a 4.000 dollari l’oncia. Altri analisti americani lo prevedono a breve a 2.000-2.500 dollari. Noi di Confinvest, che da 25 anni elaboriamo le quotazioni di settore  pubblicate da tutti i quotidiani, siamo meno ottimisti; crediamo tuttavia, visto la grave situazione economica e finanziaria, che il trend sarà ancora in rialzo. E riteniamo che le quotazioni si stabiliranno entro due anni attorno ai 2.000 dollari. In questo periodo, comunque, consigliamo alla nostra clientela di acquistare; proprio per sfruttare questo assestamento. Se all’inizio degli anni 2000, noi di Confinvest, consigliavamo d’investire in oro fisico il 5% del mobiliare posseduto, oggi prevedere un 20-25% è una scelta da buon padre di famiglia».

 Quanto può rendere questa scelta? Qual è l’orizzonte  temporale minimo  necessario?

«Se analizziamo il mercato dell’oro da investimento rileviamo che dal 2000  ad oggi l’oro ha avuto un incremento del 700%.  Nessun strumento di investimento ha ottenuto simili risultati. L’arco temporale medio per un buon investimento in oro fisico riteniamo sia da due a cinque anni».

Che cosa conviene fare con i Marenghi e le Sterline ereditate dai nonni?

«Se non si ha bisognoso di immediata  liquidità, è meglio tenere  strette le monete d’oro che si trovano per eredità o nelle cassette di sicurezza.  Nel caso invece si necessiti di liquidità, Confinvest è a disposizione dei lettori de Il Giornale e del Giornale.it per perizie gratuite e liquidazioni con assegni circolari o bonifici senza commissioni alle quotazioni ufficiali».

Nelle  città italiane sono fioriti migliaia di negozi «Compro-oro». Come si riconoscono gli intermediari qualificati?

«I Compro-oro, un dolente argomento. In Italia ci sono per difetto circa 25.000 negozi di questo tipo».

Questi esercizi possono acquistare o vendere monete e lingotti?

«Se non sono autorizzati dalla legge 7/2000, assolutamente no! Bisogna fare molta attenzione. La legge 7/2000 ha tolto il Monopolio che caratterizzava il settore, ma la norma  permette l’intermediazione di lingotti aurei (da 900 millesimi a 1.000 di caratura) e di monete d’oro solo previa autorizzazione della Banca d’Italia. Per i trasgressori sono previste gravi sanzioni, anche di natura penale. Esiste comunque un elenco presso la Banca d’Italia, i soggetti autorizzati sono poco meno 500  in tutta la Penisola. Questi stessi hanno l’obbligo di denunciare le operazioni sospette (per esempio di riciclaggio),  e devono avere un capitale sociale pari a quello di una Spa, con il relativo collegio sindacale. Proprio per rendere più trasparente il settore, Confinvest fornisce consulenza gratuita a quanti vogliano comperare o vendere oro sia per via telefonica sia tramite il proprio sito web (www.confinvest.it)».

Meglio  acquistare i  lingotti  o  le monete?

«C’è poca differenza. Noi di Confinvest, fino ad un valore d’investimento di 100.000 euro circa, consigliamo di puntare sulle monete.  Anzi consigliamo solo una moneta: la Sterlina Elisabetta II (di  prima qualità), così da assicurarsi in prospettiva una maggiore facilità nel rimetterla sul mercato. La Sterlina nell’immaginario collettivo è infatti la moneta più conosciuta al mondo e vendibile in qualsiasi Stato. La Sterlina d’oro ha raddoppiato il proprio valore dal 2010».

Perché un piccolo risparmiatore dovrebbe preferire l’oro fisico rispetto agli  strumenti finanziari che hanno il biondo metallo come sottostante? Come per esempio gli Etf del settore?

«Sono cose differenti. L’oro cartaceo è più speculativo, ovvero una scommessa sul rialzo o la diminuzione delle quotazioni dell’oro con interventi a breve termine, in genere da uno a sei mesi. L’oro fisico, invece, viene considerato il vero ed unico bene rifugio in caso di incertezza dell’economia o in previsione di tempi cupi come accade ora».

Quanto costa investire in oro monetato? Si paga l’Iva o altre tasse?

«Quando s’investe in oro fisico bisogna ovviamente chiedere la regolare fattura e la certificazione di autenticità. Non si paga invece l’Iva, che è stata tolta con la legge 7/2000, e  bisogna individuare  le strutture che non facciano pagare le commissioni».

E i costi di custodia ?

«Normalmente l’oro fisico è meglio tenerlo nelle cassette di sicurezza della propria banca di fiducia. Attualmente molti  istituti non fanno peraltro più pagare il canone».

L’oro da investimento deve essere dichiarato nella denuncia dei redditi?

«L’oro da investimento non deve essere dichiarato all’acquisto».

Conviene diversificare il portafoglio puntando anche sul platino, che negli ultimi tre anni è stato un po’ meno volatile dell’oro?

«Nessuna possibilità di diversificazione con altri metalli preziosi sia per problemi fiscali sia perché la loro successiva vendita risulterebbe molto, molto difficoltosa. Mi permetta un’ultima considerazione: con l’oro nessuno ha mai perso denaro! Ma attenzione, non fidarsi mai degli operatori poco professionali».

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