La riunione dei sette Paesi più industrializzati al mondo si è conclusa con una missione precisa: job creation, creare posti di lavoro. Il vertice del G7 a Londra era informale e al momento tutto si è fermato a una dichiarazione di intenti. In sostanza chiacchere, ma anche all’interno del Fondo monetario internazionale si allarga il fronte di quanti non sopportano più la cappa di austerity imposta dalla Germania di Frau Merkel con i panzer dello spread, e vogliono rivedere le misure anti-crisi per assicurare i necessari aiuti all’economia reale e far ripartire l’occupazione.  Che cosa si può fare per rimediare a una piaga sociale sempre più profonda? Wall & Street ha cercato di dare una risposta con la recente  guida con tutti i consigli per trovare lavoro articolata in tre capitolo: che cosa possono fare i ragazzi di 18 anni,  in procinto di terminare le superiori, i neolaureati di 25 anni che stanno per affrontare il mondo delle imprese, e agli over 50 licenziati a causa della recessione. Oggi, dopo la bussola per creare una propria impresa di successo e quella per individuare le facoltà universitarie che assicurano un impiego, diamo voce all’avvocato giuslavorista, Tommaso Dilonardo, fondatore e presidente di Work in Progress, che  avanza tre proposte per far ripartire il nostro mercato del lavoro:

  1. Eliminazione di tutti gli oneri fiscali e contributivi relativi alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, per un arco di tempo di un anno per le aziende che si obbligano a non licenziare, e a non mettere in cassa integrazione, i propri dipendenti a tempo indeterminato:  Il cosiddetto “cuneo fiscale”, per un anno, resterebbe nelle casse dei datori di lavoro. Tra i possibili neo assunti a tempo indeterminato rientrerebbero anche coloro che già lavorano con un contratto atipico alle dipendenze dell’imprenditore interessato alla norma, che potrebbero però essere assunti a tempo indeterminato non prima della data di scadenza del contratto atipico. Per questi lavoratori, si potrebbe prevedere, in caso di assunzione a tempo indeterminato, una transazione automatica riferita a eventuali doglianze sul contratto atipico scaduto.
  2. Intervento sui contratti atipici. Possibilità di concludere contratti a tempo determinato, che non necessitano di motivazione, per un tempo massimo di 36 mesi.Attualmente il limite è posto a dodici mesi. Eliminazione delle rigidità relative ai contratti a progetto e alle partite Iva introdotte dalla Legge Fornero.
  3. Interpretazione autentica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Attualmente ci sono incertezze gravi sia di tipo sostanziale sia di tipo processuale. Non si può comprendere con esattezza quale sia il diritto né quale procedimento giudiziario preveda la legge per tutelare un dato diritto. Ciò nuoce ai lavoratori, ai datori di lavoro e agli uffici giudiziari.
Di certo aiutare le imprese a liberarsi dal credit crunch così da ritrovare la strada del lavoro è un imperativo per l’Italia, dove il governo Letta è chiamato a rimediare alle macerie lasciate dai tecnici di Mario Monti e al fallimento della riforma Fornero: nel nostro Paese la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 38%, in pratica 4 giovani su 10 non hanno uno stipendio e sono quindi costretti a farsi mantenere dai genitori. Senza contare che, secondo le stime di Rete Imprese Italia, sono stati oltre un milione i posti di lavoro andati in cenere nel corso del 2012 e altri 650mila sono a rischio quest’anno.

Wall & Street

 

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