Guzzetti primo «pentito» di Atlante

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«Atlante? È uno strumento buono lasciato al suo destino». Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo e dell’Acri (l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria che ha investito 536 milioni nel Fondo Atlante) oggi ha espresso il proprio rammarico manifestando una sorta di pentimento. «Retrospettivamente avrei fatto meglio a non partecipare», ha detto. Il motivo? «Bisognava dare un pacco di miliardi ad Atlante per creare il mercato delle cartolarizzazioni e rompere l’oligopolio delle cinque grandi banche americane che comprano sofferenze a 13 centesimi, a 15, 16, 17 centesimi». La missione di Atlante era «fare quello che stava facendo a Siena per portare fuori dal bilancio i […]

  

Banche in sofferenza

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  Il tema del giorno a Piazza Affari è, giustamente, la fusione tra il Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano. Nasce il terzo polo bancario italiano (delle stesse dimensioni di Monte dei Paschi), si brinda al primo successo della riforma delle Popolari e alla bravura di Alberto Nagel, ad di Mediobanca, che tanto si è speso negli ultimi anni per la riuscita di questa operazione. Insomma, non c’è nessuno che, apparentemente, sia scontento (soprattutto a Roma visto che il premier Renzi e il ministro dell’Economia Padoan possono affermare di aver rimesso in moto il sistema delle aggregazioni). Magari non staranno […]

  

La barzelletta del Gacs

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  L’euforia del mercato per l’accordo raggiunto a Bruxelles dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, con il commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager è durata molto poco a Piazza Affari. L’Italia, purtroppo, è molto debole in sede europea e non è riuscita a spuntare condizioni favorevoli, come si poteva prevedere nonostante le dichiarazioni ottimistiche di ieri sera. Questa mattina il Tesoro ha spiegato per filo e per segno i dettagli dell’intesa e i dubbi si sono trasformati in certezze.  Cerchiamo di sintetizzare i punti dirimenti sui quali si sono concentrate tutte le perplessità. Innanzitutto, chiariamo che l’autorizzazione ottenuta dalla Commissione non […]

  

Il golpe di Renzi sulle Popolari

A molti di voi questa foto non dirà nulla. A noi, invece, sì. È uno scatto dell’ottobre 2002 durante l’inaugurazione della prima filiale milanese della Banca Popolare di Bari, in Piazza Diaz, a due passi dal Duomo. Al centro c’è il presidente dell’istituto Marco Jacobini. Accanto a lui si riconoscono l’ex governatore della Regione Puglia, Raffaele Fitto (oggi eurodeputato) e l’ex sindaco di Bari, Simeone di Cagno Abbrescia. La presenza dei due massimi esponenti politici pugliesi testimoniava la storicità dell’evento: un medio gruppo bancario meridionale aveva «conquistato» la capitale della finanza italiana piantando la propria bandierina. Qui sopra vedete, invece, […]

  

La banca è donna. Anche in Italia

Nel nostro blog abbiamo sempre cercato di evitare la retorica, soprattutto per ciò che riguarda alcuni argomenti sui quali l’opinione pubblica è sensibile e che scatenano profluvi verbali di moralisti, benpensanti e maitre à penser da un tot al chilo. Uno di questi è sicuramente le famigerate «quote rosa», ovverosia la discriminazione positiva di genere che da un anno a questa parte, ad esempio, obbliga le società quotate ad avere il 20% di posti in consiglio riservati alle donne. È nostra opinione che vada premiato il merito e null’altro, affermazione sicuramente antitetica a una tale normativa che svilisce i talenti […]

  

Nelle banche comandano i “bisnonni”

Le banche italiane sono guidate da un plotone di ultra-settantenni che sovraintendono ai crediti e agli equilibri della grande finanza italiana. Non che l’anagrafe rappresenti una colpa, al contrario può essere una preziosa riserva in termini di esperienza, soprattutto tra i tanti capitani d’azienda che hanno costruito da soli la propria fortuna. Qualche dubbio, tuttavia, sorge quando si constata che all’estero la situazione è molto diversa da quella della Penisola, al punto da richiamare alla memoria le parole pronunciate due anni fa dall’inventore delle Tod’s, Diego Della Valle, contro Giovanni Bazoli e Cesare Geronzi, che appunto a suo dire erano […]

  

Campari, mai per caso

  Campari è una multinazionale e  piace alla Borsa proprio per la sua capacità di rifornire i bar e le aristocratiche cave à liqueurs dei salotti buoni da New York a Mosca, da San Paolo a  Sidney. Un vantaggio competitivo che le consente di ammortizzare la debolezza del mercato europeo.   Ecco perché, malgrado i problemi delle vendite in Italia (tra recessione e stretta del nuovo impianto normativo), Citi consiglia ai propri clienti di investire su Campari giudicandola «one of the best midcaps in Italy»: il giudizio è buy (comprare) con un target price di 6,75 euro.   Per gli esperti di Mediobanca la casa dello […]

  

Bonsai #22 – Bergamo supera Siena

        Effetti del caos derivati. Il valore del marchio del Monte dei Paschi di Siena è inferiore a quello di Ubi Banca. È quanto emerge dal rapporto BrandFinance Banking 500 pubblicato da The Banker. Il brand della banca senese è sceso dal 150 al 154simo posto della classifica mondiale, scavalcato in 140 sima posizione dall’istituto guidato da Victor Massiah. Unicredit è il  marchio bancario con il valore più elevato d’Italia. Si tratta di un risultato significativo dal momento che Unicredit ha perso nel 2012 quasi il 40% di valore del proprio marchio. Ma in questo avvio d’anno il marchio si è apprezzato […]

  

#AddioMonti 4 – Anche Unicredit paga la stangata!

Unicredit sconta la sua «italianità». Non è un fatto nuovo, come tutte le banche del nostro Paese è stata fortemente penalizzata in Borsa negli ultimi due anni per la scelta di investire nei Btp e anche perché esposta a un mercato in evidente recessione. La maggior parte degli asset ponderati per rischio del gruppo (il 26%) è proprio in Italia. La cura-Monti, fatta di tante tasse e pochi tagli, rischia di peggiorare la situazione proprio quando il piano elaborato dall’ad Federico Ghizzoni l’anno scorso dovrebbe dare i suoi migliori frutti. Secondo gli analisti di Barclays, infatti, l’attività di banca commerciale in Italia può […]

  

L’«insostenibile» leggerezza di Intesa

L’Essere è leggero e l’averne consapevolezza è un peso difficilmente sostenibile. Certo, gli analisti finanziari di Barclays non sono proprio i massimi esperti di Martin Heidegger e di Milan Kundera, ma una questione ontologica l’hanno centrata: guardare nell’essenza di Intesa Sanpaolo è un esercizio che richiede un surplus di analisi. L’istituto guidato da Enrico Tomaso Cucchiani non è solo la prima banca italiana per numero di filiale e anche per capitalizzazione di Borsa, ma ha anche conseguito buoni risultati nel corso del 2012. Il problema, la domanda fondamentale, però, è proprio questa: questa performance appartiene alla sostanza stessa della banca oppure è un […]

  

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