Il costo (ignoto) dell’Eurexit

euro-banconote-monete20170119 - Mediobanca 0120170119 - Mediobanca 02Bagnai 01tabella-sapirEichengreen 01Riccardo PuglisiRose 01Draghi 01

Il dibattito lo ha aperto l’ottimo Nicola Porro pubblicando due settimane fa un report che Mediobanca Securities aveva inviato ai clienti corporate più fidati (ogni copia, come ha sottolineato Porro nel suo articolo, è siglata; anche la nostra, il che ne attesta l’originalità e la divulghiamo proprio perché il suo arrivo sulla stampa ne ha depotenziato l’originaria segretezza): l’uscita dall’euro (o Eurexit che dirsi voglia) per l’Italia non sarebbe un dramma, almeno fino alla fine di quest’anno. Secondo i calcoli degli esperti di Piazzetta Cuccia, siamo al punto di non ritorno per un’eventuale ridenominazione del nostro debito in una nuova […]

  

Letta fa un cadeau da un miliardo alle banche

  La Legge di Stabilità contiene un aiuto da almeno un miliardo per le principali banche italiane, che nel 2014 dovrebbero così veder aumentare l’utile per azione di una media del 7% e l’anno successivo del 5%, con un risparmio sul carico fiscale rispettivamente di 560 e 502 milioni. A fare i conti sono gli analisti di Mediobanca Securities, analizzando l’ultima bozza del provvedimento allo studio del governo Letta: la prospettiva è che le banche e i gruppi assicurativi del nostro Paese possano dedurre le perdite sui crediti in cinque anni e non più in 18 anni come adesso. La misura […]

  

Bonsai #27 – La Borsa fa jogging con Giuliani

  La maxi-raccolta ottenuta da Azimut a febbraio (440,5 milioni) colpisce  gli analisti di Mediobanca che promuovono il gruppo del risparmio gestito guidato da Pietro Giuliani, l’ingegnere nato alla Iveco con il bernoccolo dello jogging e della finanza. Il giudizio in pagella è «meglio del mercato» (outperform) con in più l’indicazione che nel medio periodo il titolo Azimut potrebbe portarsi a quota 13 euro in Piazza Affari (è il cosiddetto target price). Lo studio, firmato da Gianluca Ferrari, sottolinea in particolare come la raccolta di febbraio sia «sana» perché non gonfiata da grandi one-off. La raccolta netta di risparmio gestito nei […]

  

Bersani, Grillo e il cioccolato belga

Non è la prima volta che in Italia un governo opera in regime di prorogatio (cioè resta in carica per il disbrigo degli affari correnti). Accadde nel 1996 al governo Dini per 127 giorni, mentre solo un giorno in meno durò il governo Andreotti V nel 1979. Insomma, l’Italia è per prassi abituata all’ingovernabilità. La Prima Repubblica è piena di esecutivi balneari, che duravano giusto per il periodo feriale (in modo tale da permettere a Dc e Psi di riorganizzarsi al proprio interno). E anche la Seconda Repubblica è nata all’insegna di quei vecchi rituali perché ai suoi albori fu commesso il […]

  

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