{"id":109,"date":"2016-05-05T09:41:47","date_gmt":"2016-05-05T07:41:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/?p=109"},"modified":"2016-05-05T09:41:47","modified_gmt":"2016-05-05T07:41:47","slug":"toh-un-corrotto-non-di-destra-il-cinema-si-ravvede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/2016\/05\/05\/toh-un-corrotto-non-di-destra-il-cinema-si-ravvede\/","title":{"rendered":"Toh, un corrotto non di destra. Il cinema si ravvede"},"content":{"rendered":"<div id=\"insertbox_text\">\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/05\/ministro.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-110\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/05\/ministro.jpg\" alt=\"ministro\" width=\"150\" height=\"214\" \/><\/a>Toh, un politico corrotto che non \u00e8 forzatamente di centrodestra. Abituati, come siamo, a veder rappresentate, al cinema, le peggio sciagure, sempre affibbiate al solito schieramento elettorale, sorprende che il regista Giorgio Amato si sia limitato a descrivere il suo <strong>Ministro<\/strong> senza attribuirgli un partito. Rendendo, cos\u00ec, trasversale, per non dire universale, la sua denuncia del malaffare della nostra Politica. Richiamando, alla mente, quelle commedie che, a fine anni Sessanta, riscrissero il genere dotandosi di una apparente superficialit\u00e0 che, in realt\u00e0, venava la comicit\u00e0 di dramma, fotografia fedele dell&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Con la struttura dell&#8217;opera teatrale, va in scena questo affresco davvero riuscito nel quale un imprenditore (l&#8217;ottimo GianMarco Tognazzi), invita a casa sua un Ministro (il Fortunato Cerlino di Gomorra), disposto a qualsiasi cosa pur di ottenere un appalto che gli salverebbe la ditta. Cos\u00ec, con l&#8217;aiuto del cognato e socio Michele (Edoardo Pesce), i due preparano, all&#8217;onorevole, una seratina dove tutto dovr\u00e0 filare liscio come l&#8217;olio pur di arrivare all&#8217;agognata firma. Dalle bottiglie di Sassicaia alla cocaina, dal coniglio \u00abcome piace a lui\u00bb all&#8217;escort pagata per compiacerlo, Franco (Tognazzi) ha pianificato ogni cosa per portare a casa il risultato. Peccato che i suoi piani si guastino quasi subito. La prostituta ha un incidente e toccher\u00e0 al cognato rimediare al volo una sostituta che si palesa nella figura di una ballerina di burlesque cinese, molto colta, che per tutta la serata terr\u00e0 in sospeso il padrone di casa, sulla sua volont\u00e0 di andare fino in fondo per esaudire i desideri del Ministro. Oltretutto, la moglie di Franco, Rita (Alessia Barela), si mette subito di traverso al marito, dirottando la serata verso un destino dal finale inatteso.<\/p>\n<p>Basso budget, ma cast ispirato, regista talentuoso e sceneggiatura che si trasforma quasi in thriller. Peccato solo per gli ultimi minuti che regalano un doppio colpo di scena che stona con tutto il tono del film. Fosse finito cinque minuti prima, sarebbe stato perfetto. Comunque, avercene di pellicole cos\u00ec.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Toh, un politico corrotto che non \u00e8 forzatamente di centrodestra. Abituati, come siamo, a veder rappresentate, al cinema, le peggio sciagure, sempre affibbiate al solito schieramento elettorale, sorprende che il regista Giorgio Amato si sia limitato a descrivere il suo Ministro senza attribuirgli un partito. Rendendo, cos\u00ec, trasversale, per non dire universale, la sua denuncia del malaffare della nostra Politica. Richiamando, alla mente, quelle commedie che, a fine anni Sessanta, riscrissero il genere dotandosi di una apparente superficialit\u00e0 che, in realt\u00e0, venava la comicit\u00e0 di dramma, fotografia fedele dell&#8217;Italia. 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