{"id":121,"date":"2016-05-11T17:47:32","date_gmt":"2016-05-11T15:47:32","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/?p=121"},"modified":"2016-05-11T17:47:32","modified_gmt":"2016-05-11T15:47:32","slug":"un-cannes-cannes-inutile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/2016\/05\/11\/un-cannes-cannes-inutile\/","title":{"rendered":"Un Cannes Cannes inutile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/05\/amour.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-122\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/05\/amour.jpg\" alt=\"amour\" width=\"106\" height=\"160\" \/><\/a>Che barba, che noia. Inizia Cannes e come puntualmente succede in concomitanza con i Festival cinematografici (ovvero Berlino e Venezia) i giornali saranno costretti a parlare di film che, salvo rare eccezioni, la maggior parte del pubblico pagante, poi, non andr\u00e0 a vedere in sala (o che magari neanche arriveranno al cinema). Giusto per capirsi, vi riporto i dati degli\u00a0incassi, arrotondati, degli ultimi vincitori delle varie passerelle cinematografiche, ovvero:<\/p>\n<p>Festival di Venezia<\/p>\n<p>2015: Ti Guardo (Venezuela) 55.000 euro<br \/>\n2014: Un piccione seduto su un ramo riflette sull\u2019esistenza (Svezia)314.000 euro<br \/>\n2013: Sacro GRA (Italia) 970.000 euro<br \/>\n2012: Piet\u00e0 (Corea del Sud) 372.000 euro<br \/>\n2011: Faust (Russia) 339.000 euro<\/p>\n<p>Festival di Berlino:<\/p>\n<p>2016: Fuocoammare (Italia) 693.000 euro<br \/>\n2015: Taxi Teheran (Iran) 668.000 euro<br \/>\n2014: Fuochi d\u2019artificio in pieno giorno (Cina) 76.000<br \/>\n2013: Il caso Kerenes (Romania) 109.000<br \/>\n2012: Cesare deve morire (Italia) 420.000 euro<\/p>\n<p>Festival di Cannes:<\/p>\n<p>2015: Dheepan &#8211; Una nuova vita (Francia) 143.000 euro<br \/>\n2014: Il regno d\u2019inverno &#8211; Winter Sleep (Turchia) 229.000 euro<br \/>\n2013: La vita di Adele (Francia, Tunisia) 1.506.000 euro<br \/>\n2012: Amour (Austria) 992.000 euro<\/p>\n<p>Alcuni di questi film, sia chiaro, sono davvero belli (penso al meraviglioso Amour o a Taxi Teheran, ma non solo) e avrebbero meritato una accoglienza migliore nelle sale, ma altri, da mandibola slogata per i continui sbadigli, appaiono vincitori incomprensibili agli occhi dei pi\u00f9. E qui non si tratta di fare del facile populismo, ma mi sembra che giurati e una certa critica radical (quella che premia con tre sbadigli i capolavori) viaggino, come nell&#8217;economia, a due velocit\u00e0 rispetto ai gusti del pubblico. E&#8217; vero che Hitchcock sosteneva che &#8220;Il cinema \u00e8 la vita con le parti noiose tagliate&#8221;, ma mi sembra che ormai (e lo dico vedendo, ogni anno, centinaia e centinaia di pellicole di ogni tipo e nazionalit\u00e0) la noia sia il linguaggio preferito di certi autori impegnati che proprio nei festival trovano il loro naturale approdo, trasformando queste rassegne in qualcosa di sempre pi\u00f9 distante (dalla gente), narcisista ed esclusivo. Non tutti, sia chiaro. Insomma, ogni edizione, ogni Festival, mi sembrano occasioni sprecate per cercare di avvicinare il pubblico pagante a opere d&#8217;autore che, abitualmente, non andrebbero a vedere. Una sorta di incomprensibile autolesionismo dell&#8217;industria cinematografica. Spero, gi\u00e0 da questa edizione, di potermi sbagliare magnificando, nelle mie future recensioni, un capolavoro asiatico vincitore di qualche premio, anche se sento gi\u00e0 il mio collega Bertarelli sfregarsi le mani per la quantit\u00e0 di film che da Cannes finir\u00e0 inesorabilmente come materia privilegiata dei suoi meravigliosi sconsigli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Che barba, che noia. Inizia Cannes e come puntualmente succede in concomitanza con i Festival cinematografici (ovvero Berlino e Venezia) i giornali saranno costretti a parlare di film che, salvo rare eccezioni, la maggior parte del pubblico pagante, poi, non andr\u00e0 a vedere in sala (o che magari neanche arriveranno al cinema). 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