{"id":143,"date":"2016-05-31T13:31:21","date_gmt":"2016-05-31T11:31:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/?p=143"},"modified":"2016-05-31T13:31:21","modified_gmt":"2016-05-31T11:31:21","slug":"le-sceneggiature-dei-film-decise-dalla-pubblicita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/2016\/05\/31\/le-sceneggiature-dei-film-decise-dalla-pubblicita\/","title":{"rendered":"Le sceneggiature dei film? Decise dalla pubblicit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/05\/fast.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-144\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/05\/fast.jpg\" alt=\"fast\" width=\"284\" height=\"177\" \/><\/a>Le sceneggiature cinematografiche? Ormai, le decidono gli sponsor. Che esista la pubblicit\u00e0 (pi\u00f9 o meno) occulta nei film non lo scopriamo certo oggi. Ma se una volta i prodotti degli sponsor venivano inseriti quasi con arte all&#8217;interno di una trama, adesso \u00e8 evidente come molte scene vengano costruite per mostrare, senza ritegno, la marca di aperitivo, quella del cellulare, il modello di auto, la bibita gassata, l&#8217;hotel che ospita e via dicendo. Creando pi\u00f9 un senso di fastidio che la voglia di comprare l&#8217;oggetto proposto. E&#8217; un po&#8217; come nei giornali. L&#8217;inserzionista compra lo spazio e tu devi costruire, intorno all&#8217;ingombro pubblicitario, la pagina da offrire al lettore. E&#8217; chiaro che senza queste entrate molti film non esisterebbero, per\u00f2 si arriva, a volte, a degli eccessi senza misura. Un fenomeno cos\u00ec esteso che hanno istituito dei premi apposti, con tanto di categorie, per l&#8217;attore pi\u00f9 Brand (nel 2016, ha vinto Mark Wahlberg), il film con pi\u00f9 product placement (nettamente vincitore Fast and Furious 7 con ben 48 prodotti e brand identificabili posizionati all&#8217;interno del film), pellicola candidata agli Oscar con pi\u00f9 marchi presenti (ha vinto The Martian) e via dicendo. \u00a0<a href=\"http:\/\/brandchannel.com\/2016\/02\/24\/2016-brandcameo-product-placement-awards-022416\/\">http:\/\/brandchannel.com\/2016\/02\/24\/2016-brandcameo-product-placement-awards-022416\/<\/a><\/p>\n<p>Insomma, dal 1951, anno nel quale in African Queen, Con Bogart e la Hepburn, venne introdotta una bottiglia di Gin Gordon&#8217;s, le strategie di marketing hanno &#8220;colonizzato&#8221; molte pellicole (007 vi dice qualcosa?). Intenzionali o meno, questi spot visivi dentro il film sono diventati, ormai, parte di esso, tanto che il pubblico, dopo l&#8217;iniziale sorpresa (e fastidio) non ci fa pi\u00f9 caso, avendo imparato a convivere con l&#8217;onnipresenza di certi marchi. Giusto? Sbagliato? Al giorno d&#8217;oggi e con quel che passa il convento (vedi, crisi) si deve fare di necessit\u00e0 virt\u00f9. Piuttosto che niente, \u00e8 meglio piuttosto, si suole dire. Per\u00f2, se lo facessero in maniera meno sfacciata, tutto sommato, non guasterebbe.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le sceneggiature cinematografiche? Ormai, le decidono gli sponsor. Che esista la pubblicit\u00e0 (pi\u00f9 o meno) occulta nei film non lo scopriamo certo oggi. 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