{"id":156,"date":"2016-06-09T14:56:33","date_gmt":"2016-06-09T12:56:33","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/?p=156"},"modified":"2016-06-09T14:56:33","modified_gmt":"2016-06-09T12:56:33","slug":"harry-potter-non-fa-la-magia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/2016\/06\/09\/harry-potter-non-fa-la-magia\/","title":{"rendered":"&#8220;Harry Potter&#8221; non fa la magia"},"content":{"rendered":"<div id=\"insertbox_text\">\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/06\/now.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-157\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/06\/now-200x300.jpg\" alt=\"now\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/06\/now-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/06\/now-683x1024.jpg 683w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/06\/now.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a>Nel 2013 usc\u00ec un film, <strong>Now you see me &#8211; i maghi del crimine<\/strong>, per molti versi sorprendente. I quattro ladri (a fin di bene, come fossero dei moderni Robin Hood) protagonisti della storia, infatti, abili, nel loro rispettivo campo, con la magia, riuscivano a portare a termine colpi incredibili grazie ad inspiegabili giochi di prestigio, illusione, escapologia, che spiazzavano lo stesso spettatore, ingannato, come le vittime della pellicola, dall&#8217;abile uso della macchina da presa del regista Louis Leterrier. Insomma, come assistere ad uno spettacolo dal vivo di Dynamo e restare a bocca aperta senza capirci nulla. Poi, certo, il film spiegava il perch\u00e9 e il percome, ma senza far venir meno il piacere dell&#8217;effetto sorpresa, vero motore trainante del titolo. Tutto questa \u00abmagia\u00bb, viene un po&#8217; a mancare nel sequel <strong>Now you see me 2<\/strong>, migliore come intreccio di trama rispetto al precedente, ma al di sotto delle aspettative in quello che \u00e8 il vero motivo che spinge ad andarlo a vedere: lo spettacolo magico che si cela dietro ai vari colpi.<\/p>\n<p>A un anno di distanza dagli avvenimenti del precedente film, ritroviamo i Quattro Cavalieri (con la new entry Caplan che si aggiunge a Eisenberg, Harrelson, Franco), impegnati a smascherare Owen, un magnate della tecnologia desideroso di rubare la privacy della gente. Il loro intervento, per\u00f2, fallir\u00e0 svelando al mondo intero il coinvolgimento dell&#8217;agente FBI Dylan (Ruffalo), vera mente dei Cavalieri. Che si ritrovano, loro malgrado, a Macao, alle prese con il facoltoso Walter (Radcliffe, imbarazzante come cattivo). Questi, per restituire dignit\u00e0 e libert\u00e0 ai Cavalieri, chiede loro di rubare il potente chip posseduto da Owen. Sullo sfondo, i Cavalieri ritrovano anche lo scettico Thaddeus (Freeman) e l&#8217;affarista Arthur (Caine), desiderosi di vendetta dopo la d\u00e9b\u00e2cle del primo episodio. Per quasi novanta minuti, il film sembra una emanazione di Ocean&#8217;s Eleven, lasciando poco o nulla all&#8217;effetto magia. Che compare (meglio tardi che mai) solo nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora, regalandoci un interessante epilogo a suon di illusioni, con colpi di scena che, in parte, ripagano della delusione accumulata. Il problema \u00e8 arrivarci.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel 2013 usc\u00ec un film, Now you see me &#8211; i maghi del crimine, per molti versi sorprendente. 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