{"id":297,"date":"2017-01-04T17:52:07","date_gmt":"2017-01-04T16:52:07","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/?p=297"},"modified":"2017-01-04T17:52:07","modified_gmt":"2017-01-04T16:52:07","slug":"quei-beffardi-dieci-centesimi-in-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/2017\/01\/04\/quei-beffardi-dieci-centesimi-in-piu\/","title":{"rendered":"Quei beffardi dieci centesimi in pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/06\/the-end1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-169\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/06\/the-end1-300x188.jpg\" alt=\"the-end1\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/06\/the-end1-300x188.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/06\/the-end1.jpg 447w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Anno nuovo, vita vecchia. Almeno, nelle sale cinematografiche. Ieri, sono andato al cinema per recuperare il film di Siani, che non avevo ancora visto, in modo da poterlo inserire nella pagina delle recensioni. Costo del biglietto? 10,10 euro. Ho chiesto alla signora della cassa: &#8220;Ma \u00e8 in 3D?&#8221;. Lei, quasi ingenuamente, mi ha risposto, sorpresa dalla mia domanda: &#8220;No, \u00e8 normale&#8221;. Le ho spiegato che 10,10 euro per un film non mi sembrava tanto normale, ma era come parlare con un risponditore automatico: &#8220;No, Si, Grazie di averci chiamato&#8221;. Io mi domando: ma qualche esercente (non tutti, per fortuna) ha visto il dato delle entrate di questo Natale 2016? Ma veramente siamo convinti che aumentando in questo modo i prezzi di ingresso risolveremo il problema delle sale sempre pi\u00f9 deserte, sconfiggendo lo streaming illegale? Io non dico che si debba applicare ogni giorno la lodevole iniziativa del secondo mercoled\u00ec del mese a due euro, ma santa pazienza una via di mezzo non converrebbe a tutti? Ma siamo certi che una famiglia media, al giorno d&#8217;oggi, sia disposta a pagare 40,40 centesimi per novanta minuti di film, quando con quei soldi si porta a casa mezzo carrello della spesa settimanale (certo, quando va bene)? La matematica, fino a prova contraria, non \u00e8 un opinione. Se tu fai pagare 7 euro (come fanno in molte sale) invoglierai di pi\u00f9, magari, una coppia di ragazzi ad entrare (costo 14 euro, se offre lui) che non un singolo che davanti ai \u00a010 euro potrebbe avere ben pi\u00f9 di un tentennamento. Di questo passo, il cinema in prima visione diventer\u00e0 una forma d&#8217;arte riservata solo a pochi, a chi potr\u00e0 permettersela. La maggior parte degli italiani finir\u00e0 per rinunciarvi, ricorrendo sempre pi\u00f9, come gi\u00e0 avviene, a forme illecite di fruizione. E&#8217; questo che vogliamo? Far diventare esclusivo\u00a0anche l&#8217;andare in sala? E poi, qualcuno mi spieghi quei dieci centesimi in pi\u00f9. E&#8217; il sovrapprezzo da pagare per il quasi quarto d&#8217;ora di trailer e spot pubblicitari che il povero (visto quello che ha pagato) spettatore deve sorbirsi dopo che \u00e8 passato l&#8217;orario di programmazione del film? Ah, saperlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Anno nuovo, vita vecchia. Almeno, nelle sale cinematografiche. Ieri, sono andato al cinema per recuperare il film di Siani, che non avevo ancora visto, in modo da poterlo inserire nella pagina delle recensioni. Costo del biglietto? 10,10 euro. Ho chiesto alla signora della cassa: &#8220;Ma \u00e8 in 3D?&#8221;. Lei, quasi ingenuamente, mi ha risposto, sorpresa dalla mia domanda: &#8220;No, \u00e8 normale&#8221;. 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