{"id":316,"date":"2017-02-11T11:37:21","date_gmt":"2017-02-11T10:37:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/?p=316"},"modified":"2017-02-11T11:37:21","modified_gmt":"2017-02-11T10:37:21","slug":"il-de-profundis-del-cinema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/2017\/02\/11\/il-de-profundis-del-cinema\/","title":{"rendered":"Il &#8220;De Profundis&#8221; del cinema"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2017\/02\/50.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-314\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2017\/02\/50.jpg\" alt=\"50\" width=\"184\" height=\"273\" \/><\/a>\u00abQueste, adesso, te le metto dentro\u00bb, le anticipa lui, con in mano delle palline vaginali. \u00abDietro?\u00bb, sospira lei, titubante e speranzosa, chinata in posizione di attesa. \u00abNo, davanti\u00bb, decreta lui. Scandalizzati da questo scambio di battute? Non \u00e8 un dialogo estrapolato da un film porno, ma preso, paro paro, da <strong>Cinquanta sfumature di Nero<\/strong>, il film che, da gioved\u00ec, ha sentenziato probabilmente la fine del cinema inteso, nel senso pi\u00f9 nobile del termine, come arte. Da oggi, chiamatela <em>settima<\/em>, e basta, e giudicatela secondo i sacri principi del product placement e del marketing, (con una sola t, per non fraintendere) le anime diaboliche che muovono Hollywood. Perch\u00e9 se in piena era di YouPorn, dove ognuno pu\u00f2 dare libero sfogo ai propri appetiti sessuali, ben 379.702 italiani (con un incasso da quasi 2.800.000 euro) hanno sentito l&#8217;urgente bisogno di correre, nei primi due giorni di programmazione, nelle sale della penisola, nonostante Sanremo, per vedere il seguito di questo pseudo film erotico, che impallidisce anche davanti ad un fumetto come fu, negli anni Settanta,<em> Il camionista<\/em> ecco che ti viene da alzare bandiera bianca. A maggior ragione se un film come <strong>La La Land,<\/strong> meraviglioso pluricandidato ai prossimi Oscar, ha chiuso, nello stesso giorno, al secondo posto, con appena 37.431 tagliandi venduti (il giorno del debutto, in Italia, furono solo 34.454). Perch\u00e9 se, due anni fa, il boom all&#8217;esordio di <strong>Cinquanta sfumature di Grigio<\/strong> poteva starci, spiegato dalla curiosit\u00e0 morbosa che aveva legato addetti ai lavori e fan della saga letteraria, viene da chiedersi cosa sia successo a tutti quelli che uscirono dalla sala schifati, al grido di: \u00abMai pi\u00f9\u00bb. Pensavano ad una improvvisa sceneggiatura da Oscar al posto di questo ripetuto: lui mostra i pettorali, lei il seno, lui si riveste, lei pure, lui si spoglia, lei pure, ecc. ecc. Oggi, evidentemente, quello che la gente premia \u00e8 questo voyeurismo da otto euro. In fondo, \u00e8 giusto cos\u00ec. La democrazia del biglietto d&#8217;ingresso \u00e8 sacrosanta e ai cinefili non resta che adeguarsi, ma senza l&#8217;obbligo di dover capire o giustificare. Onore a Zalone che, almeno, aveva incassato con un film, altrettanto comico, ma presentato come tale e non sotto la falsa forma di un sadomaso da hard discount.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abQueste, adesso, te le metto dentro\u00bb, le anticipa lui, con in mano delle palline vaginali. \u00abDietro?\u00bb, sospira lei, titubante e speranzosa, chinata in posizione di attesa. \u00abNo, davanti\u00bb, decreta lui. Scandalizzati da questo scambio di battute? Non \u00e8 un dialogo estrapolato da un film porno, ma preso, paro paro, da Cinquanta sfumature di Nero, il film che, da gioved\u00ec, ha sentenziato probabilmente la fine del cinema inteso, nel senso pi\u00f9 nobile del termine, come arte. 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