{"id":361,"date":"2017-10-20T17:13:37","date_gmt":"2017-10-20T15:13:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/?p=361"},"modified":"2017-10-20T17:13:37","modified_gmt":"2017-10-20T15:13:37","slug":"la-battaglia-dei-sessi-troppo-melo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/2017\/10\/20\/la-battaglia-dei-sessi-troppo-melo\/","title":{"rendered":"La Battaglia dei Sessi? Troppo mel\u00f2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2017\/10\/battaglia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-362\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2017\/10\/battaglia-203x300.jpg\" alt=\"battaglia\" width=\"203\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2017\/10\/battaglia-203x300.jpg 203w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2017\/10\/battaglia.jpg 655w\" sizes=\"(max-width: 203px) 100vw, 203px\" \/><\/a>Qualche lettore, magari, ricorder\u00e0 La battaglia dei sessi. Nulla di peccaminoso o legale, come potrebbe far indurre il nome. Era il 1973 e con quel termine ci si rifer\u00ec a due partite di tennis che opposero, nel giro di pochi mesi, Bobby Riggs, campione in pensione (aveva 55 anni), rispettivamente contro Margaret Court (la prima) e Billie Jean King (la seconda). Riggs aveva lanciato la sfida al mondo femminile, definendosi \u00abporco maschilista\u00bb e affermando come, nonostante la sua et\u00e0, fosse in grado di battere tranquillamente la miglior tennista donna in attivit\u00e0, a dimostrazione che le femmine non potevano pretendere, come accadeva in quei tempi, di avere stesso trattamento economico dei tennisti uomini (stava nascendo la WTA). Vinta la prima sfida contro la Court (all&#8217;epoca, numero uno), tocc\u00f2 alla King, icona del tempo, raccogliere il guanto di sfida di Riggs per un incontro che, il 20 settembre 1973, si svolse davanti a 30mila spettatori e venne visto, in televisione, da oltre 90 milioni di persone. Non vi anticipiamo come and\u00f2 a finire per non togliervi il gusto della sorpresa. Il film racconta tutto questo e molto di pi\u00f9. Con il tono tipico della cinematografia dei due registi, Jonathan Dayton e Valerie Faris, si d\u00e0 ampio spazio alla parte non sportiva, un melo dove i protagonisti vivono le loro storie sentimentali controverse. Riggs, scommettitore accanito, \u00e8 in crisi con la moglie che, pur amandolo, non pu\u00f2 stare con un eterno bambinone. La King, invece, sposata, scopre l&#8217;attrazione per il sesso femminile, finendo per innamorarsi della parrucchiera Marilyn Barnett (la cui relazione fin\u00ec in tribunale), in un periodo nel quale era impensabile venire allo scoperto. Ecco, il mel\u00f2 prende troppo il sopravvento, togliendo spazio all&#8217;impatto non solo sportivo ma soprattutto sociale che quella storica partita ebbe sul paese. Ci si accontenta di raccontare gli avvenimenti senza approfondire o allargare lo sguardo, con poco coraggio, non sfruttando lo stato di grazia dei due bravissimi protagonisti, Emma Stone e Steve Carell (mai apprezzato abbastanza per il suo valore). Un match ball sprecato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Qualche lettore, magari, ricorder\u00e0 La battaglia dei sessi. Nulla di peccaminoso o legale, come potrebbe far indurre il nome. Era il 1973 e con quel termine ci si rifer\u00ec a due partite di tennis che opposero, nel giro di pochi mesi, Bobby Riggs, campione in pensione (aveva 55 anni), rispettivamente contro Margaret Court (la prima) e Billie Jean King (la seconda). 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