{"id":41,"date":"2016-03-17T12:52:57","date_gmt":"2016-03-17T11:52:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/?p=41"},"modified":"2016-03-17T17:59:49","modified_gmt":"2016-03-17T16:59:49","slug":"il-delirio-della-distribuzione-cinematografica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/2016\/03\/17\/il-delirio-della-distribuzione-cinematografica\/","title":{"rendered":"Il delirio della distribuzione cinematografica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/03\/download.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-42\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/acerbi\/files\/2016\/03\/download.jpg\" alt=\"download\" width=\"194\" height=\"259\" \/><\/a>Sapete, in marzo, quanti film sono usciti o stanno per farlo? Ben 52, con punte di 13, questa settimana e, addirittura, di 14 il 31 marzo. Io mi domando e dico: ma ha un senso tutto questo? Cosa mi rappresenta farne uscire &#8220;solo&#8221; 5 il 10 marzo e quasi il triplo tre weekend dopo? Andazzo che si ripete anche negli altri mesi. E&#8217; un delitto non programmare, in modo corretto, i debutti, perch\u00e9 nel marasma di titoli si rischia di perdere pellicole che meriterebbero l&#8217;attenzione del pubblico. I giornali, che lottano ogni giorno con gli spazi, non riescono a parlarne (il Giornale \u00e8 quello che, al gioved\u00ec, ospita pi\u00f9 recensioni di tutti, 7, ma costringendo, quasi sempre, il sottoscritto e il collega Massimo Bertarelli a dover fare delle inevitabili scelte), le Tv men che meno. Si salvano i siti Internet specializzati, perch\u00e9 gi\u00e0 quelli generalisti non riescono a coprirli tutti. In pratica, se non scatta il passaparola, ci sono pellicole che rischiano di essere viste giusto dai parenti prossimi di regista ed interpreti. Ora, sia chiaro, un&#8217;offerta ricca \u00e8 sempre un fatto positivo, anche se molti di questi film hanno come unica ragione di essere il racimolare contributi. \u00a0&#8220;Nonostante la moltiplicazione delle piattaforme, resta la voglia di cinema in sala\u201d, ha commentato il presidente dell&#8217;Anica\u00a0<strong>Riccardo Tozzi<\/strong>, alla notizia della crescita, nel 2015, del numero di spettatori e incassi, \u201cma il mercato italiano non si espande\u201d. Tra le possibili cause, l\u2019alto numero di film prodotti: nel 2015 sono stati 187, rispetto ai 171 del 2014, ma con le stesse risorse: 300 milioni. \u201cQuesta non \u00e8 crescita, ma frammentazione\u201d, ha aggiunto Tozzi, \u201cil budget medio per un film italiano \u00e8 di 1, 3 milioni di euro, nel 2012 era 2,2 milioni. Bisogna produrre in modo pi\u00f9 mirato, far girare tante opere prime ai giovani con risorse inadeguate equivale a prenderli in giro\u201d. \u00a0Ogni settimana, noi critici siamo contattati dagli uffici stampa che ci chiedono il &#8220;favore&#8221; di recensire il loro film, ben consci del sovraffollamento. &#8220;Ti mando il link&#8221; \u00e8 la speranzosa frase in codice che significa &#8220;ti prego, mettilo in pagina&#8221;. Certo, ci sono, successivamente, i passaggi in blu ray o quelli sulle pay tv, ma anche l\u00ec andare a trovare due righe di recensione, per promuovere la pellicola, \u00e8 pi\u00f9 raro che scovare un milanese a Milano. Insomma, sedetevi ad un tavolo e mettetevi d&#8217;accordo. Fatelo per noi, ma soprattutto, fatelo per voi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sapete, in marzo, quanti film sono usciti o stanno per farlo? Ben 52, con punte di 13, questa settimana e, addirittura, di 14 il 31 marzo. 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