{"id":937,"date":"2025-08-28T08:47:20","date_gmt":"2025-08-28T06:47:20","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/?p=937"},"modified":"2025-08-28T08:47:20","modified_gmt":"2025-08-28T06:47:20","slug":"quanto-conta-il-presidente-usa-per-wall-street-unanalisi-sul-dow-jones-dal-1945-al-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/2025\/08\/28\/quanto-conta-il-presidente-usa-per-wall-street-unanalisi-sul-dow-jones-dal-1945-al-2025\/","title":{"rendered":"Quanto conta il presidente USA per Wall Street? Un\u2019analisi sul Dow Jones dal 1945 al 2025"},"content":{"rendered":"<p>Ogni quattro anni, gli Stati Uniti scelgono il loro nuovo presidente. \u00c8 un evento politico, certo, ma anche uno dei momenti pi\u00f9 osservati dai mercati finanziari di tutto il mondo. La domanda che molti si pongono \u00e8 semplice: quanto conta davvero chi siede alla Casa Bianca per l\u2019andamento della Borsa?<\/p>\n<p>In questo articolo proveremo a rispondere con i numeri, analizzando l\u2019andamento del Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari pi\u00f9 rappresentativi dell\u2019economia americana, durante i mandati presidenziali dal 1945 a oggi.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo non \u00e8 solo quello di capire se esiste una ciclicit\u00e0 legata ai cambi di presidenza, alle elezioni, o al contesto politico, ma anche quello di stabilire quale partito ha fatto meglio e quale ha fatto peggio in termini di performance del mercato.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cf.ungeracademy.it\/gethelpit51395466?sl=blog_ilgiornale-presidenti-usa&amp;utm_source=blog_ilgiornale-presidenti-usa\"><strong>Vuoi un aiuto per migliorare il tuo approccio al trading? 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Pu\u00f2 essere rieletto una sola volta, per un massimo di 8 anni consecutivi. Le elezioni si tengono a novembre, ma il nuovo presidente entra ufficialmente in carica il 20 gennaio dell\u2019anno successivo, in occasione della cerimonia di insediamento (Inauguration Day).<\/p>\n<p>Tuttavia, dal 1945 a oggi, ci sono state tre eccezioni importanti a questa scansione regolare, causate da eventi straordinari:<\/p>\n<ol>\n<li>Harry S. Truman, subentr\u00f2 il 12 aprile 1945 a Franklin D. Roosevelt, morto mentre era in carica.<\/li>\n<li>Lyndon B. Johnson, divenne presidente il 22 novembre 1963, dopo l\u2019assassinio di John F. Kennedy.<\/li>\n<li>Gerald Ford, assunse la presidenza il 9 agosto 1974, in seguito alle dimissioni di Richard Nixon durante lo scandalo Watergate.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In tutti gli altri casi, i presidenti hanno cominciato il proprio mandato regolarmente il 20 gennaio successivo all\u2019elezione.<\/p>\n<p>Queste date di inizio mandato saranno fondamentali per l\u2019analisi che segue, in modo da valutare l\u2019effettiva performance del mercato durante un\u2019amministrazione.<\/p>\n<h3>Dow Jones: perch\u00e9 \u00e8 l\u2019indice migliore per analizzare l\u2019impatto delle presidenze USA<\/h3>\n<p>Per valutare l\u2019impatto delle presidenze statunitensi sui mercati finanziari abbiamo scelto, come accennato in precedenza, di utilizzare il Dow Jones Industrial Average ($INDU), spesso abbreviato in Dow Jones.<\/p>\n<p>Il Dow Jones \u00e8 uno degli indici azionari pi\u00f9 storici e rappresentativi al mondo. Nato nel 1896, prende il nome da Charles Dow, uno dei padri del giornalismo finanziario moderno. L\u2019indice \u00e8 composto da 30 grandi aziende statunitensi leader nei rispettivi settori, e rappresenta una sorta di termometro dell\u2019economia americana.<\/p>\n<p>Anche se oggi l\u2019S&amp;P500 \u00e8 spesso considerato un benchmark pi\u00f9 completo (copre 500 aziende), e il Nasdaq \u00e8 diventato popolare per via delle big tech, il Dow Jones ha un vantaggio chiave per il nostro scopo: \u00e8 l\u2019indice per cui disponiamo di dati pi\u00f9 lunghi, coerenti e comparabili nel tempo.<\/p>\n<p>Siccome la nostra analisi parte dal 1945, il Dow Jones \u00e8 un indice sufficientemente longevo da coprire l\u2019intero arco temporale che ci interessa, senza ricorrere a ricostruzioni artificiali o a dati di qualit\u00e0 incerta.<\/p>\n<p>Inoltre, il Dow Jones ha una forte valenza simbolica: \u00e8 l\u2019indice che molti presidenti hanno citato nei loro discorsi, proprio perch\u00e9 riflette in modo immediato la percezione che Wall Street ha dell\u2019economia americana.<\/p>\n<h3>Come ha reagito il Dow Jones a ogni presidente USA: l\u2019analisi storica completa<\/h3>\n<p>In Figura 1 abbiamo riportato le performance complessive del Dow Jones Industrial Average sotto ogni presidente degli Stati Uniti dal 1945 a oggi. Il calcolo \u00e8 stato effettuato a partire dalla data di insediamento fino alla fine effettiva del mandato, includendo le eccezioni gi\u00e0 descritte.<\/p>\n<p>La prima cosa che colpisce osservando il grafico \u00e8 l\u2019estrema eterogeneit\u00e0 dei risultati, ovvero la forte variabilit\u00e0 tra un presidente e l\u2019altro: alcuni hanno guidato il Paese in periodi di grande crescita dei mercati, altri si sono trovati ad affrontare fasi storiche molto difficili.<\/p>\n<p>Le barre blu rappresentano i presidenti democratici, quelle rosse i repubblicani. Tra i casi pi\u00f9 negativi spiccano Richard Nixon, con un calo del 28% durante il suo mandato, e George W. Bush, che chiude con un -26%, penalizzato dallo scoppio della bolla dot-com e dalla crisi finanziaria del 2008. \u00c8 interessante notare come gli unici due presidenti con rendimenti chiaramente negativi siano stati entrambi repubblicani, un dato che va in contrasto con l\u2019idea diffusa di una maggiore affinit\u00e0 tra mercati e partito repubblicano.<\/p>\n<p>Jimmy Carter, democratico, ha registrato una performance praticamente piatta, con un modesto -1%.<\/p>\n<p>All\u2019estremo opposto troviamo Bill Clinton, con un incredibile +228%: un periodo storico caratterizzato da forte crescita economica, bilanci pubblici in surplus e boom tecnologico, che ha reso la sua presidenza il miglior ciclo borsistico del dopoguerra. Ottimi risultati anche per Barack Obama (+148%), protagonista della ripresa post-crisi 2008, e per Ronald Reagan (+147%), che ha beneficiato della fine dell\u2019iperinflazione e dell\u2019espansione finanziaria degli anni \u201980.<\/p>\n<div id=\"attachment_938\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura1.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-938\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-938\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura1-300x164.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"164\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura1-300x164.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura1-1024x561.png 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura1-768x421.png 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura1.png 1366w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-938\" class=\"wp-caption-text\">Figura 1. Performance del Dow Jones in base al presidente USA in carica.<\/p><\/div>\n<h3>Alternanza tra Democratici e Repubblicani: esiste un ciclo politico nei mercati?<\/h3>\n<p>Osservando la Figura 1, oltre alla variabilit\u00e0 delle singole presidenze, emerge un altro elemento interessante: una sorta di ciclicit\u00e0 politica. Negli Stati Uniti, un presidente pu\u00f2 restare in carica per un massimo di otto anni, ma raramente si assiste a una lunga egemonia di uno stesso partito.<\/p>\n<p>A colpo d\u2019occhio, si nota infatti come non ci siano mai stati periodi decennali consecutivi dominati da una sola forza politica. Democratici e Repubblicani si sono alternati con una certa regolarit\u00e0, e questa alternanza ha inevitabilmente influenzato anche l\u2019andamento del mercato.<\/p>\n<p>Questo ci porta a porci una nuova domanda: se smettessimo di guardare alle singole figure e ci concentrassimo sui partiti, quali sono stati i rendimenti del Dow Jones durante i periodi a guida democratica rispetto a quelli repubblicani? \u00c8 possibile individuare una tendenza pi\u00f9 chiara analizzando i dati in questo modo? Per rispondere, nel prossimo paragrafo andremo ad aggregare i risultati in base all\u2019appartenenza politica dei presidenti, confrontando l\u2019effetto complessivo delle due visioni economiche sui mercati finanziari.<\/p>\n<h3>Il confronto delle equity line dal 1945 al 2025<\/h3>\n<p>In Figura 2, abbiamo riportato l\u2019equity line cumulativa di due strategie ipotetiche: una che investe solo durante i mandati presidenziali Democratici e l\u2019altra che lo fa esclusivamente durante quelli Repubblicani. Il backtest parte dal 1945 e si estende fino al 20 gennaio 2025, utilizzando un capitale di 10.000 dollari per ogni operazione.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 notare chiaramente, le due equity non si sovrappongono mai: quando una strategia \u00e8 attiva, l\u2019altra resta ferma. Questo avviene per via dell\u2019alternanza politica naturale tra i due partiti, gi\u00e0 evidenziata in precedenza.<\/p>\n<p>A colpo d\u2019occhio, si nota una netta differenza tra le due curve. La strategia che opera durante i periodi democratici raggiunge un net profit di circa 53.000 dollari. Al contrario, la strategia legata ai presidenti repubblicani si ferma attorno ai 39.000 dollari complessivi, con una crescita visibilmente pi\u00f9 contenuta. Tradotto in termini annualizzati, si tratta di un rendimento medio annuo del 6,7% per i Democratici, contro un 4,9% per i Repubblicani.<\/p>\n<p>Questa differenza, pur non essendo enorme, \u00e8 consistente e regolare nel tempo. In particolare, si osserva come negli ultimi decenni i mandati repubblicani abbiano avuto un impatto molto pi\u00f9 debole sui mercati: la curva rossa appare quasi piatta durante gli anni 2000 e solo leggermente positiva nel ciclo pi\u00f9 recente, suggerendo che in questa fase storica i mercati abbiano reagito meglio a presidenze democratiche.<\/p>\n<div id=\"attachment_939\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura-2.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-939\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-939\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura-2-300x172.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura-2-300x172.png 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura-2-1024x587.png 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura-2-768x441.png 768w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/files\/2025\/08\/Figura-2.png 1311w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-939\" class=\"wp-caption-text\">Figura 2. In blu, risultati sotto il mandato Democratico. In rosso, sotto il mandato Repubblicano.<\/p><\/div>\n<h3>Conclusioni: davvero il partito al potere influisce sull\u2019andamento del mercato?<\/h3>\n<p>L\u2019analisi dei dati storici dal 1945 al 2025 mostra con chiarezza che l\u2019alternanza politica negli Stati Uniti ha avuto un impatto visibile sul comportamento dei mercati, almeno sul Dow Jones. Pur non essendo l\u2019unico fattore in gioco, l\u2019appartenenza politica del presidente in carica sembra influenzare in modo consistente il rendimento dell\u2019indice.<\/p>\n<p>In particolare, le equity line costruite sulla base dei mandati Democratici e Repubblicani rivelano una netta superiorit\u00e0 in termini di performance per i periodi a guida democratica, con un rendimento annuo medio del 6,7% contro il 4,9% dei periodi repubblicani.<\/p>\n<p>Naturalmente, non si pu\u00f2 ridurre l\u2019andamento dei mercati a una semplice questione di partito. Ogni presidente ha dovuto confrontarsi con contesti macroeconomici, crisi globali e cicli differenti. Tuttavia, i dati suggeriscono che alcune linee guida politiche, come una maggiore spesa pubblica, politiche redistributive o un atteggiamento pi\u00f9 favorevole alla regolamentazione, potrebbero aver creato condizioni pi\u00f9 favorevoli per il mercato nel suo complesso.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cf.ungeracademy.it\/gethelpit51395466?sl=blog_ilgiornale-presidenti-usa&amp;utm_source=blog_ilgiornale-presidenti-usa\"><strong>Vuoi un aiuto per migliorare il tuo approccio al trading? Clicca qui &gt;&gt;&gt;<\/strong><\/a><\/p>\n<p>Alla prossima,<\/p>\n<p>Andrea Unger<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ogni quattro anni, gli Stati Uniti scelgono il loro nuovo presidente. \u00c8 un evento politico, certo, ma anche uno dei momenti pi\u00f9 osservati dai mercati finanziari di tutto il mondo. La domanda che molti si pongono \u00e8 semplice: quanto conta davvero chi siede alla Casa Bianca per l\u2019andamento della Borsa? In questo articolo proveremo a rispondere con i numeri, analizzando l\u2019andamento del Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari pi\u00f9 rappresentativi dell\u2019economia americana, durante i mandati presidenziali dal 1945 a oggi. L\u2019obiettivo non \u00e8 solo quello di capire se esiste una ciclicit\u00e0 legata ai cambi di presidenza, alle elezioni, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/2025\/08\/28\/quanto-conta-il-presidente-usa-per-wall-street-unanalisi-sul-dow-jones-dal-1945-al-2025\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1123,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3723],"tags":[297602,461088,22963,461128],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/937"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1123"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=937"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/937\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":941,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/937\/revisions\/941"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/analisi-tecnica\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}