{"id":223,"date":"2016-07-06T12:11:02","date_gmt":"2016-07-06T12:11:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/?p=223"},"modified":"2016-07-06T12:11:02","modified_gmt":"2016-07-06T12:11:02","slug":"oro-e-argento-volano-al-rialzo-grande-recupero-per-mining-stocks","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/2016\/07\/06\/oro-e-argento-volano-al-rialzo-grande-recupero-per-mining-stocks\/","title":{"rendered":"Oro e Argento volano al rialzo, grande recupero per Mining stocks"},"content":{"rendered":"<p>Il secondo trimestre si \u00e8 chiuso con una forte accelerazione al rialzo del Silver (+35% dall&#8217;inizio dell&#8217;anno), del Gold (+28%) e delle Gold&amp;Silver Stocks.<br \/>\nLe azioni minerarie su Oro e Argento segnano in larga parte rialzi a tre cifre e la maggior parte di queste aziende \u00e8 salita di quasi il 200% dai minimi del 2015.<br \/>\n\u00c8 un segnale molto incoraggiante che sembrerebbe indicare la difficolt\u00e0 da parte delle bullion bank di mantenere i prezzi dei metalli preziosi stabili.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 da dire che lo scenario finanziario di riferimento invece di migliorare si \u00e8 ulteriormente deteriorato ed in maniera significativa.<br \/>\nLa crisi del sistema bancario europeo, mai risolta, sta entrando in una nuova fase di intensit\u00e0. Certamente non \u00e8 la Brexit la causa della crisi anche se l&#8217;uscita dell&#8217;Inghilterra dal progetto europeo ha messo ancor pi\u00f9 in evidenza tutta la fragilit\u00e0 del sistema finanziario.<br \/>\nPensate che nel Venerd\u00ec nero post Brexit i mercati azionari mondiali hanno perso circa 2 Trilioni di USD di capitalizzazione. Non si era mai registrata nella storia una simile perdita in un solo giorno. Se includiamo anche quanto accaduto il luned\u00ec seguente, le Banche Europee hanno perso in 2 giorni, intorno al 25% del loro valore.<br \/>\nLa lista degli istituti di credito in difficolt\u00e0 \u00e8 lunga, anzi lunghissima ed interessa quasi tutti i paesi: Germania, Francia, Spagna, Italia, Svizzera, Inghilterra.<br \/>\nOltretutto, salvare gli istituti di credito \u00e8 sempre pi\u00f9 complesso e in Italia lo sappiamo bene visto l&#8217;iter autorizzativo difficile che ha dovuto superare il nostro paese per ricapitalizzare le due banche venete, peraltro con soldi quasi interamente privati e non pubblici del neonato fondo Atlante.<br \/>\nBisognerebbe chiedersi cosa accadr\u00e0 quando sull&#8217;orlo del fallimento ci sar\u00e0 uno dei colossi bancari europei! A titolo di esempio la Deutsche Bank ha Attivit\u00e0 in bilancio pari al 70% del PIL della Germania e contratti derivati per circa 25 volte il PIL;<br \/>\nlo Stato Tedesco non sembra grande abbastanza per assorbire una banca in dissesto di tali dimensioni.<br \/>\nIl tema chiave \u00e8 quello delle sofferenze che continuano a crescere ed anche il trend delle cosiddette delinquency, cio\u00e8 la percentuale di debitori che hanno smesso di pagare le rate di mutuo, che \u00e8 in rialzo tanto in Europa quanto in America.<br \/>\nProprio in America la percentuale di aziende morose ha raggiunto livelli superiori a quelli della crisi del 2008 e questo \u00e8 ancora pi\u00f9 preoccupante se si considera che tra la fine del 2016 ed il 2017 sono in scadenza debiti per un ammontare estremamente pi\u00f9 alto rispetto a quello degli anni precedenti.<br \/>\nCome potranno le aziende far fronte al pagamento di questi debiti se gi\u00e0 oggi hanno grosse difficolt\u00e0 nel pagare le rate?<br \/>\nIl tentativo disperato delle Banche Centrali di portare i tassi di interesse a valori negativi non ha al momento prodotto i risultati sperati.<br \/>\nInoltre tutto ci\u00f2 sta implicando un crollo delle rendite finanziarie ed alla fine di Giugno le obbligazioni con rendimento negativo ammontavano a circa 12 trilioni di USD.<br \/>\nLa Germania e la Francia hanno in circolazione pi\u00f9 di 1 trilione di obbligazioni con rendimenti sotto lo zero ed anche il debito italiano sino alla scadenza dei 3 anni presenta rendimenti negativi.<br \/>\nIl memorabile Greenspan (ex presidente della Fed) intervistato sulla CNBC ha dichiarato che una situazione tanto grave non l&#8217;aveva mai vista neanche nel 1987 (quando fallirono centinaia tra le Saving Banks) ed a suo avviso in contesti come quello che stiamo vivendo se ne uscir\u00e0 con un alta inflazione.<br \/>\nChi compra Oro e Argento cerca proprio protezione dal fallimento del sistema bancario e dalla grande inflazione o se preferite dalla svalutazione delle monete cartacee.<br \/>\n\u00c8 la domanda cresce ed in maniera vigorosa!<br \/>\nBasti pensare che nei primi 6 mesi di quest&#8217;anno sono state comprate solamente tramite Etf e Fondi di investimento circa 20 milioni di once d&#8217;Oro che \u00e8 un ammontare pari al 41% della produzione mondiale annuale del metallo Giallo.<br \/>\nMai si erano visti acquisti di tale entit\u00e0 negli ultimi 10 anni e nell&#8217;anno record che fu il 2009, furono acquistate 21 mln di once d&#8217;Oro ma nel corso dell&#8217;intero anno.<br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217;Argento, la fortissima domanda di fisico sta comportando anche una discesa significativa delle riserve depositate sul Comex.<br \/>\nEbbene restano riserve per solo 23 milioni di once che \u00e8 il valore pi\u00f9 basso degli ultimi 10 anni.<br \/>\nConsiderate che nel 2011 quando il prezzo del Silver raggiunse i 49 Usd l&#8217;oncia, le riserve di argento sul Comex erano, seppur di poco, pi\u00f9 alte (26,4 Mln) dei valori attuali ed inoltre i contratti aperti erano molti meno &#8211; 750 milioni di once verso il miliardo di questi giorni.<br \/>\nUn altro dato interessante riguarda l&#8217;America che nel 2015, includendo lingotti \u00e8 monete, \u00e8 diventata il paese con i maggiori acquisti di argento fisico al mondo.<br \/>\nNon possiamo escludere che possa essere anche la Federal Reserve ad aver cambiato strategia e per salvare il sistema finanziario potrebbe aver deciso di portare avanti una politica di svalutazione del dollaro verso Oro. Ci\u00f2 consentirebbe di avere uno shock dei prezzi dei beni reali e quindi una rivalutazione sia degli attivi delle banche e sia dei collaterali dati a garanzia dei prestiti.<br \/>\nIn ogni modo si percepisce che qualcosa di importante sui metalli sta per accadere e probabilmente non siamo cos\u00ec distanti dal &#8220;repricing&#8221; del Gold e del Silver verso USD.<br \/>\nD&#8217;altronde negli ultimi 25 anni il debito mondiale \u00e8 cresciuto di 10 volte, passando da 20 a 230 Trilioni di dollari &#8211; 90 Trilioni dei quali creati negli ultimi 10 anni, mentre va ricordato che ai prezzi correnti ogni anno la produzione mondiale di Oro \u00e8 pari a circa 110 miliardi di USD di quella di Silver a circa 16 miliardi di USD.<br \/>\nSono quindi irrisori i controvalori delle Once nuove che arrivano sul mercato mentre risultano troppi i trilioni di nuova moneta che annualmente entrano in circolazione.<br \/>\nQuesta considerazione \u00e8 ancora pi\u00f9 evidente se analizziamo l&#8217;incidenza di tutti gli investimenti in Gold e Silver rispetto al totale dello stock delle attivit\u00e0 finanziare nel mondo. Potr\u00e0 sembrare strano ma il peso dell&#8217;Oro \u00e8 solo dello 0,58% ed il peso del Silver \u00e8 un irrilevante 0,013%. Nel 1980 il peso, seppur non particolarmente alto, risultava ben pi\u00f9 alto (5% per il Gold e 0,25% per il Silver).<br \/>\nNon \u00e8 inverosimile attendersi un recupero di questo peso nei prossimi anni, sapendo che se ritornassimo vicini ai valori percentuali del 1980 il Gold dovrebbe valere 10.000 USD l&#8217;oncia ed il Silver 320 USD l&#8217;oncia.<br \/>\nSono valori altissimi e li ho voluti indicare solo per far comprendere quanto siano sottovalutati i metalli rispetto alle dimensioni raggiunte dal sistema finanziario mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il secondo trimestre si \u00e8 chiuso con una forte accelerazione al rialzo del Silver (+35% dall&#8217;inizio dell&#8217;anno), del Gold (+28%) e delle Gold&amp;Silver Stocks. 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