{"id":259,"date":"2017-01-07T20:09:47","date_gmt":"2017-01-07T20:09:47","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/?p=259"},"modified":"2017-01-07T20:10:53","modified_gmt":"2017-01-07T20:10:53","slug":"argento-e-oro-aggiornamento-trimestrale-che-accade-alle-materi-prime","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/2017\/01\/07\/argento-e-oro-aggiornamento-trimestrale-che-accade-alle-materi-prime\/","title":{"rendered":"Argento e ORO .. Aggiornamento trimestrale . Che accade alle materie prime?"},"content":{"rendered":"<p>Si \u00e8 appena chiuso un 2016 con il segno positivo per i metalli preziosi ed in particolare per le mining shares nonostante la pressione in vendita dell&#8217;ultimo trimestre.<br \/>\nAlcune miniere durante il primi tre trimestri sono salite anche del 600%\/700% e la maggior parte del 200%\/300% , prima di perdere circa la met\u00e0 del rialzo.<br \/>\nCi\u00f2 conferma che la manipolazione inizia a faticare nel controllare la volatilit\u00e0 dei prezzi del settore.<br \/>\nD&#8217;altronde i temi per aumentare l&#8217;allocazione del risparmio mondiale su Oro, Argento e mining sono sempre pi\u00f9 evidenti.<br \/>\nPensate che la Presidenza Obama conclude il suo mandato con un debito pubblico raddoppiato.<br \/>\nCi sono voluti 232 anni per accumulare 10 trilioni di dollari di debito in America e Obama&amp;Co ci hanno messo solo 8 anni per farne altri 10.<br \/>\nNon era facile ed \u00e8 solo grazie alla quantit\u00e0 di debito e quindi di moneta immessa nel sistema che gli indici azionari USA sono ai massimi storici.<br \/>\nInoltre, la politica fiscale annunciata da Trump (Corporate Tax al 15% dal 35%) e la politica di tassi di interesse in rialzo avviata dalla Fed non potr\u00e0 che accelerare la crescita del debito pubblico ed infatti si prevede che ci vorranno solamente altri 5\/6 anni per fare altri 10 trilioni e raggiungere cos\u00ec i 30 trilioni di dollari di debito pubblico.<br \/>\nIn ogni modo mai l&#8217;America avrebbero potuto ripagare i 20 di trilioni di USD se non inflazionandoli e quindi diminuendone drasticamente il potere di acquisto, perci\u00f2 non pu\u00f2 stupire che il governo americano stia per avviare politiche di &#8220;deficit spending&#8221; disinteressandosi degli impatti sul dollaro e su chi detiene il debito USA.<br \/>\nAnche la situazione delle Banche tende ad aggravarsi e, pur essendo stata ritardata la crisi terminale della Deutsche Bank, questa volta al centro dell&#8217;attenzione sono finite le banche italiane schiacciate da 360 miliardi di euro di crediti inesigibili (non performing). La nazionalizzazione di molte delle nostre banche sembra essere lo scenario pi\u00f9 probabile \u00e8 di fatto gi\u00e0 avviato, tuttavia ci\u00f2 che appare poco comprensibile \u00e8 come mai gli stati abbiano dato in gestione l&#8217;emissione della moneta ad istituti di credito privati, senza n\u00e9 un congruo corrispettivo e senza n\u00e9 prevedere adeguate garanzie per evitare di trovarsi in situazioni come quella attuale.<br \/>\nSono cose note ma che vale la pena ricordare: abbiamo privatizzato gli utili di chi ha ricevuto (senza bando di gara&#8230;&#8230;) il compito di governare la moneta ma all&#8217;occorrenza le perdite le nazionalizziamo.<br \/>\nD&#8217;altronde le stesse banche centrali sono da diverso tempo assimilabili a degli Hedge Funds proprio a causa delle dimensioni delle attivit\u00e0 presenti in bilancio.<br \/>\nMagari prima o poi dovremmo salvare anche loro e a quel punto forse potremmo riportare sotto il controllo pubblico la sovranit\u00e0 monetaria e quindi la gestione di uno di quei beni &#8211; la moneta &#8211; che pi\u00f9 di altri dovrebbero appartenere alla collettivit\u00e0.<br \/>\nSi tratta di una ipotesi non concretizzabile poich\u00e9 difficilmente gli stati potranno liberarsi dalla zavorra di questo debito &#8220;imposto&#8221;.<br \/>\nTornando alla banche centrali, si era gi\u00e0 parlato della Bank of Japan e del suo ruolo di primo azionista della maggior parte delle aziende quotate alla borsa giapponese, oltre a quello di finanziatore unico delle nuovi emissioni di titoli governativi.<br \/>\nTant&#8217;\u00e8\u00a0 che sono in diversi a sostenere che il prossimo caso di iperinflazione di uno dei paesi del G7 interesser\u00e0 proprio lo Yen.<br \/>\nVale la pena analizzare anche la situazione della banca centrale Svizzera (SNB), la cui moneta continua ad attirare capitali proprio perch\u00e9 il paese e&#8217; da sempre considerato un porto sicuro.<br \/>\nEbbene le attivit\u00e0 totali della SNB presenti in bilancio superano il GDP annuale della Svizzera. Neppure il Giappone \u00e8 arrivato a tanto pur essendoci molto vicino.<br \/>\nIl 75% delle sue riserve \u00e8 investito in valute estere e quindi una svalutazione dell&#8217;euro o del dollaro metterebbe in fortissima difficolt\u00e0 la SNB. Oltretutto le banche svizzere (quali UBS, Credit Suisse, etc.) hanno delle dimensioni tali rispetto all&#8217;economia Svizzera\u00a0 (oltre 5 volte il GDP) che mai e poi mai potranno essere nazionalizzate in caso di necessit\u00e0. Sono realmente &#8220;too big to be saved&#8221;.<br \/>\nL&#8217;esempio della Svizzera \u00e8 emblematico poich\u00e9 mostra come anche il paese da sempre considerato tra i pi\u00f9 sicuri in realt\u00e0 non lo sia pi\u00f9 e ormai possiamo assimilarlo a tutti gli altri. In crisi e&#8217; il sistema monetario mondiale con i suoi 240 miliardi di dollari di debito e il reset non potr\u00e0 essere posticipato ancora per molto se si vorranno evitare fenomeni iperinflattivi e realizzare una transizione ordinata alle nuove regole monetarie ancora da\u00a0 concordare\/negoziare.<br \/>\nConcluderei con due storie particolarmente interessanti, raccontate da fonti autorevoli, che forse avrete letto ma che credo valga la pena commentare.<br \/>\nLa prima riguarda l&#8217;Oro della Germania. Il lento rimpatrio prosegue ed ha portato la Bundesbank a detenere alla fine di quest&#8217;anno il 47% dell&#8217;Oro dei tedeschi sul proprio territorio. Tuttavia lo scorso 21 dicembre il Der Spiegel ha riportato in un suo articolo una dichiarazione dell&#8217;agenzia pubblica tedesca DPA-AFX che sostiene che le riserve di Oro della Germania depositate presso la Federal Reserve sono formate da un credito in Oro e non da un deposito di Oro fisico. A questo punto aggiungerei che abbiamo la quasi certezza che le riserve di Oro dei tedeschi all&#8217;estero non ci sono pi\u00f9!<br \/>\nLa seconda \u00e8 una dichiarazioni di Ted Butler, considerato l&#8217;analista con pi\u00f9 esperienza nel mercato del Silver (pubblica analisi sull&#8217;Argento da oltre 20 anni).<br \/>\nEbbene quello che Butler sostiene \u00e8 che la manipolazione del Silver sta per concludersi. Dalle sue evidenze la banca JPM negli ultimi anni, mentre manteneva i prezzi particolarmente bassi partecipando alla grande manipolazione del paper Silver, ha accumulato la pi\u00f9 grande posizione &#8220;long&#8221; della storia sull&#8217;Argento.<br \/>\nButler stima in almeno 500 milioni le once detenute da JMP. Inoltre, a suo avviso, non sembra che la banca stia accumulando altro argento mentre ci sono segnali che stia\u00a0 cercando di uscire dallo short sul paper silver. Quindi Butler ritiene che avere JPM dalla parte dei long \u00e8 chiaramente un segnale estremamente positivo e che il prezzo del Silver dovrebbe iniziare a salire velocemente gi\u00e0 nel 2017.<br \/>\nConcluderei con una breve considerazione sull&#8217;inflazione.<br \/>\nLa salita dei prezzi sta accelerando a livello globale ed anche in Europa nel mese di novembre i prezzi sono aumentati dello 0,6% portando il dato annuale all&#8217;1,1%.<br \/>\nSe a Dicembre si confermer\u00e0 una crescita mensile di tale entit\u00e0 vorrebbe dire che l&#8217;inflation target del 2% della BCE sarebbe quasi raggiunto e quindi la Banca Centrale dovr\u00e0 probabilmente riconsiderare l&#8217;entit\u00e0 e la durata del Quantitative Easing annunciato.<br \/>\nIn ogni modo, la doppia bolla ancora presente nei mercati &#8211; rendimenti reali negati sui Bond e rapporto prezzo utili in America sopra il 50% rispetto alla media storica &#8211; render\u00e0, nell&#8217;attuale scenario inflativo, veramente complesso proteggere il valore del risparmio senza una porzione significativa dell&#8217;asset allocation sull&#8217;Oro e sull&#8217;Argento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si \u00e8 appena chiuso un 2016 con il segno positivo per i metalli preziosi ed in particolare per le mining shares nonostante la pressione in vendita dell&#8217;ultimo trimestre. 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