{"id":457,"date":"2018-08-06T18:09:21","date_gmt":"2018-08-06T18:09:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/?p=457"},"modified":"2018-08-08T16:31:09","modified_gmt":"2018-08-08T16:31:09","slug":"chi-e-marcello-foa-il-ritratto-di-chi-lo-conosce-davvero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/2018\/08\/06\/chi-e-marcello-foa-il-ritratto-di-chi-lo-conosce-davvero\/","title":{"rendered":"Chi \u00e8 Marcello Foa? Un giornalista perbene: la RAI lo merita?"},"content":{"rendered":"<p>Riprendo nel mio Blog un ritratto di Marcello Foa, scritto da chi lo conosce davvero bene e pubblicato dal quotidiano &#8221; L&#8217; Arena &#8221; di Verona\u00a0 Domenica 5 agosto .<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Stefano Lorenzetto . Per chi non\u00a0 lo conoscesse https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stefano_Lorenzetto . \u00a0 <a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/files\/2018\/08\/Foa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-458\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/files\/2018\/08\/Foa-300x168.jpg\" alt=\"Foa\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/a><\/p>\n<p>Silvio Berlusconi \u00e8 andato a farsi ossigenare il sangue all\u2019ospedale San Raffaele, ma temo che qualcosa sia andato storto nel microcircolo, perch\u00e9 le sue sinapsi non sembrano aver tratto beneficio dalla terapia. Solo un marcato ottenebramento cerebrale pu\u00f2 infatti giustificare il pasticcio che il leader di Forza Italia ha combinato in Rai.<\/p>\n<p>Marcello Foa, designato dalla Lega (ma anche dal Movimento 5 stelle) alla presidenza del servizio pubblico, \u00e8 stato per 22 anni stimato e stipendiato dall\u2019editore Berlusconi quale caporedattore e inviato speciale del<em> Giornale<\/em>. Adesso per\u00f2 il politico Berlusconi tutto d\u2019un tratto si accorge che non gli piace pi\u00f9 per questioni di metodo: Matteo Salvini avrebbe dovuto discutere preventivamente con lui la candidatura. In tal modo l\u2019ex Cavaliere, ridotto a tenere insieme i cocci di un partito che arranca attorno all\u20198 per cento in attesa di autoestinguersi, ha incassato la prima vittoria dopo ripetute batoste elettorali. Complimenti. Pirro non avrebbe saputo fare di meglio.<\/p>\n<p>Secondo me, l\u2019astuto Salvini, che finora ha portato a spasso l\u2019amico Silvio in tutti i modi, ha creato di proposito l\u2019incidente. Imponendo il nome di Foa, ha sospinto Forza Italia in un cul de sac (pi\u00f9 cul che sac), e ora potr\u00e0 annettersi con comodo le residue truppe azzurre, avendo buon gioco nel predicare che Berlusconi ha impallinato un suo ex dipendente pur di dare manforte al Pd e alle altre forze &#8211;\u00a0parola grossa &#8211; di sinistra, che non lo volevano alla guida della Rai in quanto sovranista, antieuropeista, populista, no euro, filo Putin, e via demonizzando.<\/p>\n<p>Per poter azzoppare il successore di Monica Maggioni, la sgangherata compagnia di giro \u00e8 stata costretta a ravanare su Twitter. Alla fine lo hanno impiccato a un sostantivo, \u00abdisgusto\u00bb, utilizzato tempo fa per commentare una dichiarazione del presidente Sergio Mattarella. Esercizi di una ridicolaggine assoluta: se si andasse a scartabellare in archivio fra tweet o articoli vergati in passato dai detrattori di Foa, salterebbe fuori materia pi\u00f9 che sufficiente per provocare un\u2019ecatombe.<\/p>\n<p>Ma l\u2019uomo del giorno \u00e8 davvero come viene descritto dalla stampa? Poteva trasformarlo in babau solo chi non lo aveva mai visto in faccia prima d\u2019ora. Siccome io ci ho lavorato insieme per anni, ho stentato a riconoscerlo nelle ricostruzioni giornalistiche.<\/p>\n<p>Quando Concetto Vecchio di <em>Repubblica<\/em> mi ha cercato al cellulare per chiedermi chi diavolo fosse questo Foa, da pochi minuti indicato come presidente della Rai, mi trovavo in una clinica psichiatrica (tranquilli, non come paziente), quindi nel luogo pi\u00f9 idoneo per esprimermi sulle vicende di viale Mazzini. Da sempre esse hanno connotazioni manicomiali, come potrebbe ben testimoniare il nostro concittadino Alfredo Meocci, che di quella gabbia di matti fu per una breve stagione il direttore generale. Al telefono con Vecchio, la prima definizione che mi \u00e8 salita alle labbra per Foa \u00e8 stata di due parole: persona perbene. Nei giorni successivi ho avuto la consolazione di sentir ripetere questo stesso giudizio da molti esponenti delle istituzioni e dei partiti che hanno avuto modo di apprezzarne la correttezza. Segno che sul suo conto non mi ero sbagliato.<\/p>\n<p>Come abbia potuto proprio Berlusconi porsi alla guida della canea di mestatori che hanno trasformato Foa nella controfigura di Belzeb\u00f9, \u00e8 per me incomprensibile. Devono avergli forzato la mano i falchi. Del resto \u00e8 notorio che, escluso il fidato Gianni Letta, l\u2019uomo si avvale da anni di una corte di consiglieri poco consigliabili, alcuni dei quali, essendo da lui lautamente retribuiti, hanno tutto l\u2019interesse ad appiccare incendi per poi ricavare profitti dal loro spegnimento. O davvero l\u2019ex presidente del Consiglio pensa che Foa sia inadatto a governare la Rai a causa di qualche vecchio tweet un po\u2019 urticante? Vorrebbe dire che si \u00e8 rimangiato quanto mi disse in un\u2019intervista nel 2000. Gli ricordai che Giancarlo Galan aveva definito Umberto Bossi un \u00abpazzo furioso\u00bb, sostenendo che \u00abcon lui non \u00e8 nemmeno il caso di prendere un caff\u00e8\u00bb, e gli chiesi dunque per quale motivo fosse tornato ad allearsi con il Senat\u00f9r che lo aveva tradito. \u00abSticks and stones will break my bones, but names will never hurt me\u00bb, mi rispose Berlusconi con un detto anglosassone. Cio\u00e8: bastoni e pietre mi spezzano le ossa, ma gli epiteti mi fanno un baffo. E aggiunse: \u00abCon Bossi ce ne siamo dette di tutti i colori, per\u00f2 \u00e8 venuto il momento di dare una lezione allo strumentalismo della sinistra, che ieri voleva la Lega tutta per s\u00e9\u00bb. Pare che oggi il leader di Forza Italia abbia cambiato idea, visto che preferisce la sinistra al Carroccio.<\/p>\n<p>Ho lavorato con Foa negli anni Novanta, quando Vittorio Feltri mi arruol\u00f2 come suo vicedirettore vicario al <em>Giornale<\/em>, dove il mio collega era stato assunto da Indro Montanelli. Nonostante la giovane et\u00e0 (32 anni), era gi\u00e0 capo della redazione esteri, quella messa in piedi dallo stesso Montanelli, comprendente mostri sacri del calibro di Vittorio Dan Segre, uno dei fondatori dello Stato d\u2019Israele, gi\u00e0 inviato di guerra al seguito della Brigata ebraica durante la Resistenza in Italia, poi ambasciatore di Tel Aviv e infine corrispondente da Gerusalemme per <em>Le Figaro<\/em> e il <em>Corriere della Sera<\/em>.<\/p>\n<p>Brillante, poliglotta, autorevole nelle analisi e acuto nei giudizi, gi\u00e0 allora Foa aveva un punto di vista su tutto e lo esprimeva sempre con equilibrio, senza acredine, sfoggiando l\u2019invidiabile neutralit\u00e0 del milanese munito di passaporto svizzero.<\/p>\n<p>Di quel periodo ricordo due episodi sgradevoli, entrambi provocati da me, non certo da lui. Il\u00a0primo fu un ordine di servizio per impedirgli di mandare nel mio ufficio un giovanissimo stagista con le pagine di esteri da vistare. L\u2019aspirante redattore infatti dimostrava un\u2019unica dote: rideva in continuazione, specialmente quando gli segnalavi una cappellata nel bozzone. Con il tempo l\u2019apprendista dev\u2019essere parecchio migliorato, perch\u00e9 oggi dirige un quotidiano nazionale.<\/p>\n<p>Il secondo episodio accadde una domenica pomeriggio, giorno che di solito mi vedeva da solo al comando. Durante la riunione di redazione, detta in gergo messa cantata, Foa si mise a perorare l\u2019importanza di un avvenimento di sua competenza, chiedendo con decisione una pagina in pi\u00f9 per poterlo trattare in modo acconcio. Al che io, gi\u00e0 stufo di celebrare quell\u2019assurdo rito pomeridiano, gli ricordai che degli esteri al nostro direttore non importava una benamata cippa. Intendiamoci, la cosa era assolutamente vera. Non appena segnalavi a Feltri qualsiasi fatto che fosse accaduto non dico fuori dai patri confini, ma appena sotto la linea del Po, cominciava a sbuffare. In pi\u00f9, per ragioni di bilancio, lo stratega orobico aveva chiuso tutte le sedi estere del <em>Giornale<\/em>, lasciando in piedi solo quella di Washington, che tuttavia venne ristretta nel perimetro dell\u2019abitazione di Alberto Pasolini Zanelli, storico corrispondente dagli Stati Uniti. Alfredo Pallavisini, il nostro uomo in Germania, fu declassato a semplice collaboratore; Luca Romano, figlio dell\u2019ex ambasciatore a Mosca, venne richiamato bruscamente da Londra e messo nelle condizioni di doversene andare; Federico Fubini, oggi vicedirettore ad personam del <em>Corriere della Sera<\/em>, si vide ridimensionare nel ruolo di sentinella a Bruxelles.<\/p>\n<p>Foa, che evidentemente gi\u00e0 mal tollerava lo svilimento quotidiano del proprio lavoro, quella domenica reag\u00ec con fermezza inusitata al mio casermesco rilievo verbale. Non ottenne la pagina in pi\u00f9 che reclamava, per\u00f2 dimostr\u00f2 a tutti gli astanti, e a me per primo, di quale pasta fosse fatto. La stessa che oggi servirebbe ai piani alti dell\u2019azienda radiotelevisiva di Stato: acciaio avvolto nel velluto.<\/p>\n<p>Abbiamo ricordato insieme questo episodio lo scorso 10 maggio a Padova (anzi, gliel\u2019ho ricordato io, perch\u00e9 lui se l\u2019era completamente dimenticato: un\u2019ulteriore riprova della sua nobilt\u00e0 d\u2019animo). Non ci sentivamo e non ci vedevamo da vent\u2019anni esatti. Mi aveva cercato per chiedermi di presentare alla libreria Feltrinelli il suo nuovo libro, <em>Gli stregoni della notizia. \u00a0 Atto secondo<\/em>, un seguito del primo saggio uscito con lo stesso titolo nel 2006 da Guerini e associati e adottato come testo da sette universit\u00e0. Quel pomeriggio verniosservai che, dopo aver letto il sottotitolo, Come si fabbrica informazione al servizio dei governi , non ero molto sicuro che l\u2019autore sarebbe arrivato all\u2019indomani. Il pubblico rise di gusto, credendo che fosse una battuta. Passati meno di tre mesi, pare che sia diventata una profezia.<\/p>\n<p>Marcello Foa \u00e8 uno stregone corretto. Durante il dibattito a Padova, per esempio, ha ammesso con franchezza di aver creduto ad alcune colossali menzogne confezionate dagli spin doctor dei padroni del mondo. Una per tutte: quella sulle (inesistenti) armi di distruzione di massa custodite negli arsenali chimici di Saddam Hussein, che consent\u00ec al presidente George W. Bush di scatenare la guerra contro il dittatore iracheno, poi condannato all\u2019impiccagione. \u00abAvrei dovuto indagare con pi\u00f9 scrupolo e non fidarmi delle verit\u00e0 preconfezionate\u00bb, si \u00e8 scusato. Conoscendolo da sempre come strenuo difensore degli Stati Uniti e di Israele, la sua confessione mi ha impressionato.<\/p>\n<p>Laureato in scienze politiche alla Statale di Milano, Foa esord\u00ec nel giornalismo a Lugano nel 1984, alla <em>Gazzetta Ticinese<\/em>, per passare poi al <em>Giornale del Popolo<\/em>. Cinque anni dopo Montanelli lo chiam\u00f2 al <em>Giornale<\/em>, e l\u00ec \u00e8 rimasto fino al 2011, quando lo hanno nominato amministratore delegato del gruppo editoriale Media Ti Holding, che pubblica il <em>Corriere del Ticino<\/em>, quotidiano della Svizzera italiana fondato nel 1891, e possiede anche Tele Ticino, prima emittente privata della Confederazione elvetica, e Radio 3i, la pi\u00f9 ascoltata dai ticinesi.<\/p>\n<p>Tra i fondatori dell\u2019Osservatorio europeo di giornalismo, Foa si \u00e8 specializzato nelle indagini accademiche sulla\u00a0 manipolazione mediatica. \u00c8 docente di giornalismo internazionale e comunicazione all\u2019Universit\u00e0 della Svizzera italiana e per anni ha insegnato la stessa materia al <span style=\"text-decoration: underline\">master di giornalismo della Cattolica di Milano<\/span>.<\/p>\n<p>Eppure Paolo Gentiloni ha ironizzato sostenendo che, con Foa presidente, la Rai avrebbe corso il rischio di dover uscire dall\u2019Eurovisione. Nonostante sia di una decina d\u2019anni pi\u00f9 vecchio del collega ticinese, l\u2019ex premier del Pd divent\u00f2 giornalista professionista quando Foa era gi\u00e0 da oltre un lustro sulla tolda di comando agli esteri del <em>Giornale<\/em>. Inoltre Paolo il freddo pu\u00f2 vantare nel proprio curriculum unicamente la direzione della <em>Nuova Ecologia<\/em>, che non \u00e8 l\u2019edizione italiana del<em> New York Times<\/em>, bens\u00ec il mensile della Legambiente. Ecco, questo \u00e8 lo spessore professionale di coloro che si sono impancati a giudici di Foa, sbarrandogli il passo in viale Mazzini. Forse temevano che insegnasse ai direttori e ai redattori della Rai come si tiene la schiena dritta. Del resto, per anni costoro si sono contentati di avere come presidente un tizio che una domenica d\u2019estate chiam\u00f2 al telefono l\u2019unico giornalista di turno, il mio amico Gianni Gennari, ingiungendogli di mandare subito una squadra di tecnici nella sua casa di villeggiatura umbra perch\u00e9 gli si era guastata l\u2019antenna del televisore.<\/p>\n<p>Quali benemerenze avrebbe mai potuto vantare Foa agli occhi di gente simile? Il fatto di aver offerto la prima pagina del<em> Corriere del Ticino<\/em> a Ferruccio de Bortoli, accogliendolo come editorialista quando lasci\u00f2 per la seconda volta la direzione dell\u2019altro <em>Corriere<\/em>, quello di via Solferino?<\/p>\n<p>Che il mio amico italo-svizzero sia estraneo a certi giochi di Palazzo mi \u00e8 apparso definitivamente chiaro il giorno del nostro incontro alla Feltrinelli di Padova. Si era portato una decina di numeri del <em>Corriere del Ticino<\/em> e mi ha chiesto a bruciapelo: \u00abA settembre vorrei procedere con una rinfrescata alla prima pagina. Saresti disposto a darmi una mano?\u00bb. \u00c8 talmente raro incontrare giornalisti ancora innamorati del loro mestiere che gli ho risposto d\u2019istinto in modo affermativo. \u00c8 cominciato cos\u00ec fra di noi uno scambio di idee e di prove grafiche, durato fino al 20 luglio, quando mi ha comunicato che andava in vacanza e che avremmo ripreso in mano il progetto il 1\u00b0 agosto. Invece una settimana dopo era presidente della Rai. Per me questa \u00e8 la prova regina che davvero la sua designazione \u00e8 stata inaspettata, non cercata, e dettata unicamente dalla fiducia professionale che il governo pentastellato ripone in lui.<\/p>\n<p>Il giorno in cui la commissione di vigilanza lo ha stoppato, grazie all\u2019inedita alleanza Forza Italia, Pd, Liberi e uguali, gli ho scritto: \u00abMi spiace. Ma ricorda sempre la frase di Karen Blixen in <em>La mia Africa<\/em>: \u201cQuando Dio vuole punirci, esaudisce i nostri desideri\u201d. Dio ti vuole bene\u00bb.<\/p>\n<p>Tornatene a Lugano, Marcello. Ci sar\u00e0 un motivo se and\u00f2 a morirci in esilio volontario quel galantuomo di Giuseppe Prezzolini, convinto che il popolo italiano si dividesse in due categorie, i furbi e i fessi. Lo scrittore affermava che i fessi hanno dei princ\u00ecpi, i furbi soltanto dei fini; che i furbi non usano mai parole chiare, i fessi qualche volta; che i fessi si preoccupano di produrre la ricchezza, i furbi solo di distribuirla. E invitava a non confondere i furbi con gli intelligenti, perch\u00e9 quest\u2019ultimi spesso sono fessi pure loro. Mi pare che tu ne abbia avuto la riprova, no?<\/p>\n<p><em><a href=\"http:\/\/www.stefanolorenzetto.it\">www.stefanolorenzetto.it<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Riprendo nel mio Blog un ritratto di Marcello Foa, scritto da chi lo conosce davvero bene e pubblicato dal quotidiano &#8221; L&#8217; Arena &#8221; di Verona\u00a0 Domenica 5 agosto . &nbsp; Stefano Lorenzetto . Per chi non\u00a0 lo conoscesse https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stefano_Lorenzetto . \u00a0 Silvio Berlusconi \u00e8 andato a farsi ossigenare il sangue all\u2019ospedale San Raffaele, ma temo che qualcosa sia andato storto nel microcircolo, perch\u00e9 le sue sinapsi non sembrano aver tratto beneficio dalla terapia. Solo un marcato ottenebramento cerebrale pu\u00f2 infatti giustificare il pasticcio che il leader di Forza Italia ha combinato in Rai. 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