{"id":6,"date":"2014-11-13T15:15:20","date_gmt":"2014-11-13T15:15:20","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/?p=6"},"modified":"2014-11-14T07:33:39","modified_gmt":"2014-11-14T07:33:39","slug":"cara-politica-italiana-il-tempo-degli-errori-e%e2%80%99-finito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/2014\/11\/13\/cara-politica-italiana-il-tempo-degli-errori-e%e2%80%99-finito\/","title":{"rendered":"CARA POLITICA ITALIANA IL TEMPO DEGLI ERRORI E\u2019 FINITO!"},"content":{"rendered":"<p>Vietato sbagliare quando l\u2019 eurozona si romper\u00e0! Questa la sintesi estrema del Convegno \u201cEuro, Mercati, Democrazia\u201d \u2013 per gli aficionados ricordato come Goofy 3 -, organizzato dall\u2019Associazione a\/simmetrie a Montesilvano (Pescara), sabato 8 e domenica 9 novembre. Due giorni in compagnia di economisti e politici che Alberto Bagnai ha riunito per capire se l\u2019Italia pu\u00f2 farcela. Perch\u00e9 \u00e8 questo il grande interrogativo che non deve essere dimenticato dalla politica che vuole fare gli interessi dell\u2019Italia. Come italiani stiamo perdendo troppo tempo dietro ad un ectoplasma che chiamiamo Europa. E\u2019 arrivato il momento di analizzare seriamente la situazione e, a Montesilvano, l\u2019incontro fra pro EURO e anti EURO non ha risparmiato colpi. I fautori dell\u2019 Euro rappresentati da tre docenti universitari come Lippi, Boltho e Boldrin , i no euro rappresentati dal padrone di casa, Alberto Bagnai ed economisti come Borghi, Gawronski,Giacch\u00e8 e altri docenti provenienti da Grecia, Spagna, Francia e Regno Unito. I politici sono stati le \u2018dive\u2019 della festa! Finalmente la politica ha avviato qualche prova di dialogo con gli economisti italiani e stranieri. Una vera novit\u00e0 per il palcoscenico italiano. Sar\u00e0 il segnale giusto? Forse la politica sta arrivando a capire che l\u2019abbandono dall\u2019 euro non \u00e8 una proposta folle di pochi, ma una opzione concreta per rispondere ad una moneta sballata e una UE inadatta alla gestione delle crisi. Per ovviare ad un sistema monetario ed economico bloccato che sta impoverendo intere fasce sociali a favore di pochissimi non resta che una via: eliminare il cambio fisso e restituire l\u2019ammortizzatore necessario tra economie differenti. Sino ad oggi, invece, il sistema a cambi fissi e governo UE, hanno prodotto un sistema e delle ricette che hanno favorito tassi di disoccupazione da terzo mondo anche in paesi come la Spagna (25%), entrata in Eurozona con un debito pubblico irrilevante ed ora schizzato in alto causa crisi. Le ricette di austerity dei tecnocrati europei hanno portato in Grecia ad una situazione terrificante e in Portogallo al taglio dei salari, anche nella pubblica amministrazione. Alcuni partiti hanno gi\u00e0 abbracciato la ricetta alternativa, quella di uscire dal sistema di cambi fissi. La Lega di Salvini e Fratelli D\u2019Italia della Meloni e Alemanno hanno, gi\u00e0 da mesi, inserito nel loro programma l\u2019uscita dall\u2019 eurozona. Il movimento 5 stelle di Grillo, dopo essere stato ondivago su questo argomento, ancora non ha deciso davvero e propone un referendum impossibile da realizzare, seminando dubbi sulle reali intenzioni. La vera novit\u00e0 del Convegno di Pescara la stata la presenza dei tre esponenti della minoranza PD : Cuperlo, Fassina e D\u2019 Attorre. I tre nelle interviste rilasciate a margine, hanno lasciato chiaramente intendere che l\u2019 abbandono o la rottura concordata della EUROZONA \u00e8 per loro una delle opzioni sul tavolo. L\u2019 impressione \u00e8 che presto diventer\u00e0 non UNA opzione ma la UNICA opzione possibile. Per un monolite come il Partito Democratico, sino a ieri fermo su posizioni intransigenti rispetto all\u2019 Euro e alla UE, \u00e8 un segnale non da poco. Staremo a vedere. La cosa certa \u00e8 che il processo di rottura dell\u2019Eurozona necessiter\u00e0 anche di decisioni di governo pronte e decise. E, quindi, di notevole condivisione. D&#8217;altronde se l\u2019Italia avesse abbandonato la moneta unica anni fa, si sarebbe trovata ad abbandonare l\u2019 Eurozona con un paese non ancora deindustrializzato, ricalcando in buona sostanza il modello uscita SME post 92. Oggi la situazione \u00e8 un filo pi\u00f9 complicata, visto che ogni mese che passa chiudono aziende e il tessuto industriale si disfa. Lo Stato si dovr\u00e0 fare carico di politiche di sostegno , anche nei confronti delle nuove imprese che dovranno nascere, oltre a promuovere politiche di incentivi al ritorno delle imprese che hanno delocalizzato in Cina, Romania o in altri paesi. Il tassello decisivo sar\u00e0 proprio questo. Una volta riappropriatasi della sovranit\u00e0, la politica sar\u00e0 in grado di prendere le decisioni giuste di Politica Economica? Il tempo degli errori \u00e8 terminato, vietato sbagliare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Vietato sbagliare quando l\u2019 eurozona si romper\u00e0! Questa la sintesi estrema del Convegno \u201cEuro, Mercati, Democrazia\u201d \u2013 per gli aficionados ricordato come Goofy 3 -, organizzato dall\u2019Associazione a\/simmetrie a Montesilvano (Pescara), sabato 8 e domenica 9 novembre. Due giorni in compagnia di economisti e politici che Alberto Bagnai ha riunito per capire se l\u2019Italia pu\u00f2 farcela. Perch\u00e9 \u00e8 questo il grande interrogativo che non deve essere dimenticato dalla politica che vuole fare gli interessi dell\u2019Italia. Come italiani stiamo perdendo troppo tempo dietro ad un ectoplasma che chiamiamo Europa. 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