{"id":636,"date":"2019-04-07T18:46:53","date_gmt":"2019-04-07T18:46:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/?p=636"},"modified":"2019-04-07T19:30:21","modified_gmt":"2019-04-07T19:30:21","slug":"oro-a-quando-il-rimpatrio-per-l-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/2019\/04\/07\/oro-a-quando-il-rimpatrio-per-l-italia\/","title":{"rendered":"Oro : a quando il rimpatrio per l&#8217; Italia?"},"content":{"rendered":"<p>Iniziamo questo aggiornamento trimestrale, dal <em><strong>dato degli acquisti di Oro del 2018 delle Banche Centrali. Con 651 tonnellate (75% in pi\u00f9 rispetto al 2017) si registra il valore pi\u00f9 alto dalla fine del sistema Bretton Woods (1971), quando fu interrotta la convertibilit\u00e0 del dollaro in Oro.<\/strong> <\/em>Il 58% degli acquisti sono stati realizzati dalle banche centrali di Russia, Turchia e Kazakistan. Anche alcune banche centrali europee hanno aumentato le loro riserve auree, tra queste l\u2019Ungheria e la Polonia.<br \/>\n&gt; Dal 2010 al 2018, gli acquisti netti (comprensivi delle vendite) delle banche centrali sono stati pari a 4300 tonnellate di Oro (139 milioni di Once) con Russia e Cina che si sono accaparrate il 75% di quest\u2019ammontare. Tale tendenza, difficilmente potr\u00e0 cambiare e ci\u00f2 \u00e8 in larga parte motivato dalla politica di bilancio americana, fuori controllo da ormai troppo tempo. Il debito pubblico USA che era pari a 5 trilioni nel 2000, \u00e8 raddoppiato a 10 trilioni nel 2008, per raddoppiare ulteriormente a 20 trilioni nel 2017. Alla fine di Marzo del 2019 ha superato i 22 trilioni e si prevede che il budget federale USA chiuder\u00e0 l\u2019anno in deficit per circa 1 trilione di dollari.<br \/>\n&gt; Anche per questo, negli ultimi 6 anni, la percentuale di debito americano detenuto dagli investitori internazionali \u00e8 scesa dal 50% al 40%. Inoltre, dal 29 Marzo 2019, la BRI (la banca delle banche centrali) ha cambiato le regole sull\u2019Oro, decidendo che l\u2019Oro presente nei portafogli delle banche sia trattato come attivit\u00e0 Risk Free e quindi equivalente al cash. Pur non essendo certamente un ripristino del Gold Standard che probabilmente mai avverr\u00e0 , \u00e8 comunque il primo segnale dopo quasi 50 anni che l\u2019Oro torna a essere moneta per il sistema bancario.<br \/>\n&gt; Il mercato aveva tuttavia da tempo iniziato ad accumulare Oro e Argento e ci\u00f2 risulta evidente, analizzando la domanda di investimento di metallo fisico degli ultimi dieci anni (2009-2018) e confrontandola con quella dei dieci anni precedenti (1999-2008). La stima, senza includere gli acquisti di ETF\/Future o prodotti similari, indica valori 4 volte superiore negli ultimi 10 anni. C\u2019\u00e8 da dire che la produzione annuale di Oro, nel medesimo periodo, \u00e8 stata nettamente inferiore agli acquisti dei privati, delle Banche Centrali e dell\u2019industria orafa. Ed \u00e8 per tale motivo se negli ultimi anni <em><strong>(a causa della perdita di fiducia) molti paesi hanno deciso di rimpatriare l\u2019Oro di propriet\u00e0 depositato presso le banche centrali internazionali (USA e GBP principalmente).<\/strong><\/em><br \/>\n&gt; <em>Ricordiamo le difficolt\u00e0 della Germania nel recuperare il loro stock dalla FED (avvenuto solo in parte e dopo trattative complesse con tensioni tra i due paesi). Da ultima la richiesta del Venezuela con il rifiuto della Banca d&#8217;Inghilterra di riconsegnarlo.<\/em><br \/>\n&gt; Adesso \u00e8 il parlamento della Romania che sta discutendo la proposta per rimpatriare la quasi totalit\u00e0 dell\u2019Oro nazionale depositato, anche in questo caso, presso la Banca d&#8217;Inghilterra (60 tonnellate).<br \/>\n&gt;<em><strong> Il nostro paese, con 1200 tonnellate (delle 2450 di propriet\u00e0) depositate presso Banche centrali di altri paesi (USA, GBP e Banca dei Regolamenti Internazionali), per ora sta discutendo se quest\u2019Oro sia degli Italiani o della Banca d&#8217;Italia e quindi a disposizione della BCE. Probabilmente la domanda pi\u00f9 importante da farsi \u00e8 se le 1200 tonnellate dell\u2019Oro italiano siano ancora presso queste istituzioni.<\/strong><\/em><br \/>\n&gt; Gli altri paesi si sono mossi in anticipo mentre i nostri governi passati non hanno fatto nulla(come al solito direi)\u00a0 e ,\u00a0 tra i maggiori detentori di Oro, l\u2019Italia (terzo paese al mondo per stock di riserve auree) \u00e8 l\u2019unico che non sta ancora concretamente discutendo il rimpatrio. Il governo gialloverde si dovr\u00e0 attivare al pi\u00f9 presto tentando di recuperare le perdite di tempo dei governi precedenti.<br \/>\n&gt; <em>Ricordo che la Francia (quarto paese al mondo per stock) gi\u00e0 detiene il 100% del suo Oro sul proprio territorio e la Germania (secondo paese al mondo per stock) sta recuperando quasi interamente i lingotti depositati all\u2019estero.<\/em><br \/>\n&gt; Difficile non ritenere che una parte del nostro Oro (a nostra insaputa) non abbia gi\u00e0 intrapreso la via orientale.<br \/>\n&gt; In ogni modo, l\u2019eccessiva domanda rispetto alla produzione annuale non \u00e8 limitata all\u2019Oro ma \u00e8 strutturale da 6 anni anche per l\u2019argento (ultimo surplus nel 2012).<br \/>\n&gt; Le societ\u00e0 minerarie, con prezzi del Silver cos\u00ec bassi, hanno ridotto fortemente l\u2019attivazione di nuovi progetti.<br \/>\n&gt; Nel 2018 la produzione di Silver in USA \u00e8 calata del 10% raggiungendo il valore pi\u00f9 basso da 70 anni. Bisogna tornare all\u2019anno successivo alla fine della seconda guerra mondiale per vedere una produzione di Silver pi\u00f9 bassa di quella del 2018, che peraltro fu un periodo condizionato da scioperi significativi nel settore minerario.<br \/>\n&gt; Nel 2000 l\u2019America produceva annualmente circa 64 milioni di once di Silver e nel 2018 la produzione \u00e8 stata al di sotto delle 30 milioni di once.<br \/>\n&gt; Senza un marcato rialzo del prezzo del Silver le aziende minerarie non aumenteranno la loro capacit\u00e0 produttiva e ne espanderanno l\u2019attivit\u00e0 esplorativa.<br \/>\n&gt; Abbiamo visto che cosa abbia comportato un deficit strutturale per il Palladio e l\u2019impatto che questo ha avuto sui prezzi. <em><strong>Oggi un oncia di Palladio vale il 50% in pi\u00f9 di un oncia di Platino ed il suo valore \u00e8 superiore ad un oncia d\u2019Oro.<\/strong><\/em><br \/>\n&gt; Mentre per il Palladio la probabilit\u00e0 di essere sostituito dal Platino in moltissimi suoi utilizzi \u00e8 quantomai concreta (nell\u2019ultima settimana \u00e8 infatti sceso del 10% ed il Platino \u00e8 salito del 5%), per il Silver l\u2019unico sostituto che presenta le medesime caratteristiche e propriet\u00e0 \u00e8 l\u2019Oro.<br \/>\n&gt; Il metallo giallo vale 85 volte in pi\u00f9 dell\u2019Argento quindi di fatto nessuna possibilit\u00e0 che l\u2019Oro possa compensare un impennata dei prezzi del Silver dovuta all\u2019effetto scarsit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Iniziamo questo aggiornamento trimestrale, dal dato degli acquisti di Oro del 2018 delle Banche Centrali. 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