{"id":880,"date":"2019-12-27T14:59:13","date_gmt":"2019-12-27T14:59:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/?p=880"},"modified":"2019-12-27T15:06:01","modified_gmt":"2019-12-27T15:06:01","slug":"pop-bari-tesi-di-visco-non-convincono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/2019\/12\/27\/pop-bari-tesi-di-visco-non-convincono\/","title":{"rendered":"Pop Bari : Tesi di Visco non convincono"},"content":{"rendered":"<p><em><strong>Oggi ospito nel mio Blog un amico che ha scritto due articoli (a mio modestissimo parere) molto lunghi ma davvero interessanti. Per chi avr\u00e0 la pazienza di arrivare in fondo.D&#8217; altronde se si approfondiscono gli argomenti \u00e8 impossibile essere brevi. Alla fine di questi due articoli ognuno rifletter\u00e0 se davvero Bankitalia debba restare cos\u00ec oppure debba essere riformata da capo a piedi.<br \/>\n<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title margin-bottom-30\">Verit\u00e0 e bugie sulla Popolare di Bari (BPB). L\u2019analisi di Liturri<i><strong>.<\/strong><\/i><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"entry-thumbnail margin-bottom-30\">\n<div class=\"post-thumbnail\">\n<div class=\"thumb-w\"><img loading=\"lazy\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/banca-popolare-bari-Imagoeconomica_215973-kb4C-835x437@IlSole24Ore-Web-710x372.jpg\" alt=\"popolare di Bari\" width=\"710\" height=\"372\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><em><strong>Che cosa \u00e8 successo davvero alla Popolare di Bari (BPB) e quali sono le prospettive per la banca commissariata nell\u2019approfondimento dell\u2019analista Giuseppe Liturri<\/strong><\/em><span id=\"more-87716\"><\/span><\/p>\n<p>Ci sono cose che sappiamo di sapere. Ci sono cose che sappiamo di non sapere. E poi ci sono cose che non sappiamo di non sapere.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio quest\u2019ultima categoria ad essere quella pi\u00f9 pericolosa e difficile. Questa dichiarazione del segretario di Stato alla difesa USA Donald Rumsfeld, famoso per il ruolo avuto durante la seconda guerra del Golfo contro l\u2019Iraq, dopo l\u2019attentato alle Torri Gemelle, si presta alla perfezione nel descrivere la crisi della Banca Popolare di Bari (BPB).<\/p>\n<p>Ovviamente qui si parler\u00e0 delle prime due, nella consapevolezza di omettere la terza, sconosciuta per definizione ma decisiva.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Sappiamo di sapere che molti in questo paese, fanno fatica a distinguere la differenza tra un\u2019attivit\u00e0 soggetta a tutela costituzionale<\/strong>\u00a0attraverso l\u2019art. 47 e regolata da ben due soggetti pubblici (Banca d\u2019Italia e Consob, e a livello UE: BCE, EBA, ESMA)\u00a0<strong>ed un banco di frutta al mercato<\/strong>, ovvero una normale attivit\u00e0 industriale e commerciale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non si spiegherebbero altrimenti gli\u00a0<em>alti lai<\/em>\u00a0di personaggi pi\u00f9 o meno autorevoli e sedicenti competenti, tutti intonati allo stesso modo: lo spreco del denaro dei contribuenti per proteggere chi ha imprudentemente (senza educazione finanziaria, aggiungono quelli che hanno frequentato le buone universit\u00e0) affidato i propri risparmi alla BPB.<\/p>\n<p>Questi commentatori\u00a0<strong>sanno di sapere che (ma fingono di non saperlo)<\/strong>\u00a0che:<\/p>\n<div class=\"entry-stuff clear margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-between center-block text-center\">\n<div id=\"outbrain_widget_0\" class=\"OUTBRAIN\">\n<div class=\"ob-widget ob-one-column-layout AR_2\">\n<div class=\"ob-widget-section ob-first\"><\/div>\n<div class=\"ob-pixels\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<ul>\n<li>Proprio per la evidenziata peculiarit\u00e0 del bene risparmio, deve essere possibile andare in banca, trovare un interlocutore affidabile, preparato e corretto ed attendersi che le proposte di investimento siano adeguate al proprio profilo di rischio ed livello di conoscenza degli strumenti finanziari;<\/li>\n<li>Il regime di vigilanza \u00e8 proprio il presidio posto per impedire un eccessivo azzardo morale, cio\u00e8 l\u2019assunzione di rischi nella consapevolezza che un eventuale dissesto possa essere comunque sanato dall\u2019intervento pubblico. L\u2019azzardo morale non deve essere impedito dal rischio che la banca salti, ma dalla presenza dell\u2019autorit\u00e0 di vigilanza che sorveglia sia il rischio assunto dalla banca che dal risparmiatore. Non ha quindi senso invocare il fallimento della banca per sanzionare chi ha assunto rischi inappropriati. Sarebbe come invocare il crollo della tribuna pericolante di uno stadio per sanzionare chi vi \u00e8 entrato. No, \u00e8 compito degli organi di vigilanza impedire sia che il proprietario dello stadio lo apra al pubblico e sia che il pubblico vi acceda. Questo non significa imputare alla vigilanza qualsiasi crollo di una tribuna, ma invece pretendere che, qualora accada, tutti gli strumenti preventivi siano stati posti in essere.<\/li>\n<li>Si \u00e8 addirittura sentito parlare di improponibili paragoni con gli azionisti della startup, appena fallita, Bio-On che perdono tutto ed azionisti di BPB che\u2026 perdono tutto ugualmente. Infatti, da ormai 3 anni quasi un quarto di questi ultimi cercano inutilmente di vendere le proprie azioni, senza trovare compratori e, nella migliore delle ipotesi, potrebbero ricevere il rimborso del 30% dell\u2019investimento dal Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR), qualora fosse esteso agli azionisti di BPB e ci fossero le condizioni per accedervi. Anzi, sono proprio gli azionisti di BPB ad essere penalizzati rispetto a quelli di una qualsiasi altra impresa: la presenza di ben 2 soggetti vigilanti, avrebbe dovuto tutelarli ed abbassare il loro livello di rischio. Invece si ritrovano per strada come un azionista di una qualsiasi altra impresa.<\/li>\n<li><strong>Sappiamo di sapere anche che \u00e8 ormai partita la caccia all\u2019untore<\/strong>. Al banchiere disonesto che\u00a0<em>\u2018ha rubbbato tutto\u2019<\/em>\u00a0ed ha finanziato gli amici degli amici senza il rispetto di alcuna regola, compiendo malversazioni di ogni tipo. Anche questo luogo comune non regge e va almeno corretto, se non ribaltato. Banca d\u2019Italia ha ripetutamente affermato che le cause delle gigantesche sofferenze bancarie successive al 2012, sono soprattutto di tipo macroeconomico e per una minima parte attribuibili a malversazioni. Infatti, si tende spesso a dimenticare che l\u2019Italia \u00e8 stata interessata da una doppia recessione (2008-2009 e 2012-2014) in cui sono andati in fumo quasi un quarto della produzione industriale e circa 10 punti di PIL. In conseguenza di tale epocale distruzione di valore che non ha precedenti in tempo di pace, tutto il sistema bancario ha subito ingenti perdite sui prestiti. La differenza tra banche che hanno retto l\u2019urto e quelle che hanno ceduto, sta nella disponibilit\u00e0 di un cuscinetto di capitale sufficientemente ampio per assorbire le perdite ed in una pi\u00f9 rigorosa politica di erogazione del credito. Chi ha retto ha diversificato maggiormente il rischio, sia per la dimensione degli affidamenti e sia per la concentrazione settoriale. Non \u00e8 un mistero che le maggiori sofferenze di BPB (e delle altre banche che l\u2019hanno preceduta nelle difficolt\u00e0) siano concentrate nel settore immobiliare. Ma qualcuno ha mai notato che il numero delle compravendite di abitazioni nel 2015 si era dimezzato ed i prezzi erano scesi del 30% rispetto ai massimi di met\u00e0 del primo decennio? Business plan che sembravano ben promettere sono diventati all\u2019improvvisa carta straccia, mega centri commerciali sono rimasti delle scatole vuote. Chi era in grado di prevedere un tale sconquasso? Quali conseguenze avrebbe potuto avere su banche che erano cresciute troppo e troppo in fretta come la BPB? Ancora una volta, qui non si sta assolvendo d\u2019ufficio nessuno, a Bari<a href=\"https:\/\/bari.repubblica.it\/cronaca\/2019\/12\/19\/news\/popolare_bari_decine_di_nuovi_fascicoli_di_indagini_aperti_per_truffa_aggravata_ai_risparmiatori-243868409\/\">\u00a0ci sono<\/a>\u00a0ben 7 fascicoli di indagine aperti. Si cerca solo di riportare al centro una barra spostata troppo banalmente sulla \u2018<em>reductio ad hitlerum\u2019<\/em>\u00a0di qualsiasi atto proveniente dal management della BPB, perdendo di vista la prospettiva macroeconomica.<\/li>\n<li><strong>Sappiamo di sapere che la trasformazione in SpA da parte della BPB non avrebbe risolto alcun problema.<\/strong>\u00a0Nella vulgata dominante, tale trasformazione avrebbe reso contendibile il controllo della banca e favorito l\u2019ingresso di nuovi investitori. Peccato che quella riforma, nata per decreto nel gennaio 2016 ad opera del governo Renzi, fu letteralmente fatta a pezzi nel dicembre successivo da una\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/popolare-sondrio-popolare-bari-azionisti-consiglio-stato-bankitalia\/\">sentenza<\/a>\u00a0del Consiglio di Stato ed \u00e8 tuttora presso la Corte di Giustizia UE. La BPB per ben due volte aveva convocato l\u2019assemblea dei soci per procedere alla trasformazione ed altrettante volte fu bloccata dai giudici. Ma, ove mai la trasformazione fosse andata in porto, qualcuno crede che, una volta resa contendibile la banca, un investitore sarebbe entrato in BPB senza chiedere un pesantissimo sconto sui valori di bilancio, considerato che nel 2016 i problemi della banca erano tutti gi\u00e0 ben presenti e che i multipli a cui quotavano altre banche in Borsa erano abbondantemente pi\u00f9 bassi di quelli espressi dal valore dell\u2019azione posto ad un irrealistico \u20ac9,53? Un nuovo investitore avrebbe immediatamente e verosimilmente iperdiluito il valore di quelle azioni. Altro che strumento per superare i problemi della banca che, viceversa, sarebbero solo emersi pi\u00f9 in fretta.<\/li>\n<li><strong>Sappiamo di sapere che la pratica del cosiddetto mis-selling (vendita fraudolenta) non \u00e8 derubricabile a sporadici episodi<\/strong>. A far comprendere la pericolosit\u00e0 di quanto \u00e8 accaduto in Italia, soprattutto tra 2012 e 2014, ci aiuta un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.esma.europa.eu\/sites\/default\/files\/library\/2015\/11\/jc_2014-62_placement_of_financial_instruments_with_depositors_retail_investors_and_policy_holders_self_placement.pdf\">documento<\/a>\u00a0pubblicato dai supervisori europei (EBA, ESMA, EIOPA) il 31 luglio 2014. In esso si esprime preoccupazione per la diffusa pratica di collocare ad un pubblico al dettaglio strumenti finanziari particolarmente rischiosi emessi dalla stessa banca ed il cui livello di rischio risulta difficilmente apprezzabile dal piccolo risparmiatore. Proprio tra 2013 e 2015, la BPB raccoglieva presso il pubblico in gran parte al dettaglio, circa \u20ac700 milioni, arrivando quasi a raddoppiare il patrimonio netto, tra aumenti di capitale (a pagamento e via conversione di prestiti in azioni) ed obbligazioni subordinate. Se la massima autorit\u00e0 europea nel 2014 aveva ritenuto opportuno un intervento di tale durezza e chiarezza, forse era in atto una massiccia campagna di trasferimento del rischio a (parzialmente) inconsapevoli risparmiatori? O qualcuno crede che i regolatori facevano solo accademia? In questo, BPB \u00e8 solo un episodio di un\u2019unica lunghissima catena che parte dagli obbligazionisti di Banca Etruria, passa per quelli di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/tutte-le-incognite-sulla-popolare-di-bari-e-i-confronti-con-popolare-vicenza-e-veneto-banca\/\">Veneto Banca e Popolare Vicenza<\/a>\u00a0e termina, speriamo, a Bari. Di fronte a questo sistemico raggiro del risparmiatore, regge poco la vulgata di chi crede si sia trattato solo di avidit\u00e0 ed ignoranza finanziaria. Basta scorrere le decisioni dell\u2019Arbitro per le Controversie Finanziari (ACF) presso la Consob: quasi il 10% dei ricorsi riguarda la BPB e quasi il 90% delle decisioni sono favorevoli ai risparmiatori, un\u2019autentica galleria degli orrori. Bisogna quindi mettere le cose in prospettiva e questo porta a concludere che, soprattutto tra 2012 e 2015 tutte le banche italiane avevano un drammatico bisogno di capitale, in conseguenza delle perdite subite a causa dei prestiti inesigibili, e non c\u2019era altra via d\u2019uscita che attingere al risparmio privato, soprattutto al dettaglio, quello pi\u00f9 debole e facilmente aggredibile. Se l\u2019autorit\u00e0 europea di vigilanza arriva a diffondere pubblicamente un documento per porre un freno a questa pratica, fatevi una domanda e datevi da soli una risposta sulle dimensioni del fenomeno. In una delibera CONSOB del 2018 che sanziona gli amministratori della BPB (recentemente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.popolarebari.it\/content\/dam\/bpb\/Gruppo\/NewsEEventi\/Notizie\/Comunicato%20stampa%20esito%20Corte%20di%20Appello%20DEF.pdf\">confermata<\/a>\u00a0dalla Corte di Appello di Bari), in occasione dell\u2019aumento di capitale del 2014, il 23% delle sottoscrizioni proveniva da precedente dismissione di altri strumenti finanziari, dei quali circa la met\u00e0 erano di una classe di rischio inferiore rispetto ai nuovi strumenti sottoscritti. C\u2019\u00e8 bisogno di altre prove per poter affermare che il problema non \u00e8 quello della pagliuzza del direttore di banca disonesto o del risparmiatore avido, ma quello della trave di una sistematica operazione di finanziamento\/capitalizzazione di banche in difficolt\u00e0, eseguita distogliendo risparmio privato da altri impieghi, con modalit\u00e0 non consentite dalla legge, sotto gli occhi consapevoli di tutta la catena di comando delle banche coinvolte e dei regolatori nazionali ed europei, che non solo non potevano non sapere, ma sapevano perfettamente di sapere, come conferma il documento dei regolatori?<\/li>\n<li><strong>Sappiamo di sapere che l\u2019acquisizione della TERCAS ha costituito probabilmente l\u2019inizio della fine per BPB<\/strong>. Infatti quella operazione ha determinato nuovo fabbisogno di capitale per la banca (raccolto nel discutibile modo che sappiamo) ed ha portato in carico alla stessa una rilevante massa aggiuntiva di prestiti in sofferenza. Ma su questo argomento sono anche\u00a0<strong>numerose le cose che sappiamo di non sapere<\/strong>, soprattutto dopo la lettura\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/media\/approfondimenti\/2019\/pop-bari\/approfondimenti-popBari.pdf\">dell\u2019approfondimento<\/a>\u00a0pubblicato da Banca d\u2019Italia il 16 dicembre.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In esso, si descrive chiaramente la situazione di carenze nell\u2019organizzazione, nei controlli interni e nella gestione del rischio di credito, riscontrata dalla Vigilanza sin dal 2010 e la continua interlocuzione con gli organi della banca affinch\u00e9 fossero adottate idonei rimedi. A causa di quelle carenze, a BPB era vietato espandere la propria attivit\u00e0. Finch\u00e9\u00a0<em>\u201c\u2026In considerazione degli interventi posti in essere e delle relazioni fornite dall\u2019internal audit e dal Collegio Sindacale, nel giugno 2014 vengono rimossi i suddetti provvedimenti restrittivi\u2026\u201d<\/em>\u00a0ed a luglio 2014 la Banca d\u2019Italia autorizz\u00f2 la BPB ad acquisire il controllo di Tercas. Ma i contatti erano partiti sin dall\u2019ottobre 2013, successivamente alla lettura delle relazione di ispezione del Dott. Barbagallo al consiglio della BPB di cui si \u00e8 letto in questi giorni sui giornali e per la quale Bankitalia ha ritenuto addirittura di fare un\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bancaditalia.it\/media\/comunicati\/documenti\/2019-02\/cs-20191217-precisazioni.pdf\">comunicato stampa<\/a>. In tale documento si parla del finanziamento ELA rimborsato da TERCAS a Banca d\u2019Italia a novembre 2013 contestualmente all\u2019erogazione di un mutuo di pari importo da BPB a TERCAS. Insomma, sin dal novembre 2013, nonostante fosse ancora vigente il divieto di espandere l\u2019attivit\u00e0, BPB si era lanciata mani e piedi a sostegno di TERCAS. E indovinate da dove aveva appena preso i soldi BPB? Dalle operazioni di finanziamento LTRO della BCE. Interessante! Alla fine del giro, BCE\/Bankitalia si \u00e8 ritrovata creditrice di BPB per il finanziamento LTRO, anzich\u00e9 di TERCAS per il finanziamento ELA, ed il cerino TERCAS (pur garantito da titoli) \u00e8 rimasto in mano a BPB. E dopo tale operazione, che gi\u00e0 legava pesantemente BPB a TERCAS, Bankitalia avrebbe mai negato l\u2019autorizzazione all\u2019acquisizione?<\/p>\n<p>Dopo 4 anni in cui la banca era stata fatta oggetto di rilievi di una certa gravit\u00e0, a Banca d\u2019Italia \u00e8 sufficiente una relazione di organi interni per considerare la banca idonea ad assumere rischi di tale rilevanza, visto che si parla proprio di \u2018salvataggio\u2019? In altre parole Bankitalia ha chiesto all\u2019oste come fosse il vino e ci ha pure creduto? C\u2019\u00e8 da restare senza parole. A peggiorare il quadro, a febbraio 2015 arriv\u00f2 pure il \u2018faro\u2019 di Margrethe Vestager che apr\u00ec un\u2019indagine per aiuti di Stato a causa della natura pubblica del FITD (che aveva erogato un contributo di \u20ac330 milioni alla BPB a sostegno dell\u2019acquisizione) ed a fine 2015 arriv\u00f2 pure la decisione ufficiale che confermava l\u2019ipotesi iniziale. Ad inizio 2016 la BPB rimbors\u00f2 quella somma che le fu contestualmente versata dallo schema volontario del FITD, messo in piedi nottetempo per superare i rilievi della DG Comp di Bruxelles. Solo a marzo 2019, il Tribunale UE ha annullato quella decisione, dando ragione all\u2019Italia ed alla BPB. Nel frattempo, l\u2019integrazione tra le due banche era rimasta sub judice per pi\u00f9 di un anno, con le immaginabili conseguenze sul piano operativo.<\/p>\n<p>La decisione di Banca d\u2019Italia del luglio 2014 desta ancora pi\u00f9 perplessit\u00e0 soprattutto se si fa attenzione a quanto accaduto ad ottobre scorso, quando la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/popolare-sondrio-salta-l-acquisizione-caricento-ACF5l4s\">BCE non ha autorizzato<\/a>\u00a0l\u2019acquisizione di CariCento da parte della Popolare di Sondrio, con la motivazione che quest\u2019ultima deve prima procedere alla riduzione dei rischi. Quindi alla Sondrio \u00e8 stata vietata un\u2019acquisizione di una banca che costituirebbe appena meno di un decimo della propria raccolta e dei propri impieghi. Peccato che invece BPB nel 2014 venne autorizzata, dopo anni di divieto, ad acquisire un banca che aveva dimensioni solo di poco inferiori (TERCAS aveva raccolta ed impieghi, rispettivamente per 5 e 6 miliardi) e veniva da un commissariamento. Evidentemente ci sono degli elementi che ci sfuggono e sappiamo di non sapere.<\/p>\n<p>Per chiudere questo capitolo, si evidenzia che, proprio in quei caldi mesi dell\u2019estate 2014, Bankitalia era impegnata su altri due fronti: caldeggiare il tentativo di acquisizione da parte di Popolare Vicenza, sia di Banca Etruria che di Veneto Banca, condotto sulla stessa falsariga di BPB\/TERCAS. Cio\u00e8 prendere una banca sana (o presunta tale) e chiamarla a farsi carico di una banca in difficolt\u00e0. Dai nomi delle banche appena elencate, non pare sia stata una buona idea.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Sappiamo di non sapere quando \u00e8 il momento in cui l\u2019attivit\u00e0 di vigilanza deve chiudere le tribune ed impedire l\u2019accesso del pubblico o favorirne preventivamente l\u2019evacuazione ordinata\u00a0<\/strong>(per restare in metafora). L\u2019esperienza della liquidazione delle banche venete e della ricapitalizzazione precauzionale di Mps a carico dello Stato, ci ha insegnato che la linea rossa, varcata la quale si deve suonare la sirena, \u00e8 piuttosto mobile. Tutti ricorderete il famoso\u00a0<em>\u2018Mps \u00e8 risanata, ora investire \u00e8 un affare\u2019<\/em>\u00a0pronunciato da Matteo Renzi il 22 gennaio 2016. Per tutto quell\u2019anno si inseguirono voci su un\u2019operazione di mercato finalizzata a portare grandi investitori internazionali (il famoso fondo del Qatar) nel capitale di Mps. Fin\u00ec tutto miseramente a luglio 2017 con lo Stato costretto ad intervenire, probabilmente con somme maggiori di quelle necessarie 18 mesi prima, e gli obbligazionisti subordinati costretti a subire una conversione in azioni e quindi, di fatto, una falcidia (burden sharing) in ossequio alle norme europee. Per non parlare delle somme investite e bruciate dai fondi Atlante 1 e 2 nelle banche venete. Stesso film per la BPB. Per tutto il 2018 e 2019 si sono inseguite voci relative a piani di rafforzamento del capitale grazie a provvidenziali \u2018<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/popolare-di-bari-tutte-le-grane-di-de-bustis-che-tenta-il-contrattacco\/\">cavalieri bianchi<\/a>\u2019. Piani che facevano a sportellate con la realt\u00e0: chi mai investirebbe in una banca in quelle condizioni da anni, con sofferenze lorde per circa \u20ac2 miliardi coperte al 40% circa, e quindi con sofferenze nette pari a \u20ac1,2 miliardi, pari a 3 volte il patrimonio netto? Quali ingenti svalutazioni e tagli dei costi avrebbe dovuto richiedere per avere un decente rendimento del capitale investito? A Bari, cos\u00ec come ad Arezzo, Vicenza, Siena, la linea rossa, oltre la quale bisogna solo pensare ad un ordinato intervento dello Stato, in nome della tutela costituzionale conferita al bene risparmio, pare essere stata oltrepassata da parecchio. Nondimeno, \u00e8 lo Stato che si deve fare carico di perseguire chi ha male amministrato o ha male vigilato. Anche se bisogna ammettere che il regolatore rischia di sbagliare sempre: sia quando sgombra le tribune o le chiude preventivamente e poi non accade nulla, sia quando le tribune crollano.<\/li>\n<li><strong>Sappiamo di sapere che il 13 dicembre la banca \u00e8 stata\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/popolare-bari-lo-schiaffo-di-visco-a-de-bustis-e-le-baruffe-nel-governo-sul-salvataggio\/\">commissariata<\/a>\u00a0ed il 15 dicembre il Governo ha emanato un\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.camera.it\/leg18\/126?tab=&amp;leg=18&amp;idDocumento=2302&amp;sede=&amp;tipo=\">decreto legge che\u00a0<\/a>prevede la dotazione di \u20ac900 milioni a favore di Invitalia (agenzia di propriet\u00e0 del Ministero dell\u2019Economia) affinch\u00e9 quest\u2019ultima capitalizzi la controllata Banca del Mezzogiorno \u2013 Mediocredito Centrale SpA (MCC). La banca cos\u00ec capitalizzata potr\u00e0 assumere partecipazioni in istituzioni finanziarie (anche del Mezzogiorno) secondo\u00a0<em>\u201c\u2026criteri di mercato\u2026\u201d.<\/em>\u00a0Tali partecipazioni potranno poi confluire, previa scissione, in un una nuova societ\u00e0 le cui azioni saranno direttamente di propriet\u00e0 del MEF.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A questa decisione si \u00e8 aggiunta\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fitd.it\/Comunicazioni\/ListaComunicazioni\">quella\u00a0<\/a>del 18 dicembre del Comitato di gestione del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) che ha espresso una valutazione favorevole affinch\u00e9 il Consiglio deliberi l\u2019erogazione di un sostegno finanziario alla Banca Popolare di Bari, che potrebbe raggiungere anche \u20ac500 milioni, attraverso la sottoscrizione di un\u2019obbligazione subordinata AT1.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Sappiamo di non sapere perch\u00e9 il FITD, come riportato dalla stampa,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/banca-popolare-di-bari-che-cosa-si-bisbiglia-fra-tesoro-bankitalia-mcc-e-fitd\/\">dovrebbe intervenire<\/a>\u00a0senza ricorrere allo Schema Volontario<\/strong>\u00a0(come accaduto per Carige). Significa forse che la situazione \u00e8 talmente compromessa che non c\u2019\u00e8 bisogno di passare per veicoli particolari ma il FITD interviene per adempiere al suo ruolo istituzionale di garanzia dei depositanti?<\/li>\n<li><strong>Sappiamo di non sapere cos\u2019altro \u00e8 accaduto il 13 dicembre<\/strong>. Dal famoso audio\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/popolare-di-bari-green-bond\/\">registrato<\/a>\u00a0il 10 dicembre, ma anche da quanto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nicolaporro.it\/tutte-le-carte-segrete-sulla-popolare-di-bari\/\">riportato<\/a>\u00a0da Nicola Porro sul suo sito, emerge un quadro di sostanziale controllo della situazione. Con tanto di carta intestata di Bankitalia, erano illustrate iniziative tattiche (sottoscrizione obbligazione AT1 da parte del FITD entro fine dicembre e cessione crediti problematici a MCC) e strategiche (trasformazione in SpA ed ingresso di MCC entro maggio 2020). Gioved\u00ec 12, il presidente di BPB,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/gianvito-giannelli-chi-e-il-nuovo-presidente-della-popolare-di-bari-al-posto-di-jacobini\/\">Gianvito Giannelli<\/a>, parlando ad un convegno a Bari si scus\u00f2 per il suo ritardo, parlando di un consiglio che si era protratto a lungo ma il cui esito era stato \u2018risolutivo\u2019. Poi, all\u2019improvviso venerd\u00ec pomeriggio l\u2019escalation con la convocazione degli amministratori da parte di Bankitalia e la\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/popolare-bari-lo-schiaffo-di-visco-a-de-bustis-e-le-baruffe-nel-governo-sul-salvataggio\/\">nomina dei Commissari<\/a>\u00a0e, la sera stessa, il disastroso esito di un Consiglio dei ministri che non riusc\u00ec a deliberare perch\u00e9, aldil\u00e0\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/ecco-la-guerra-fra-pd-e-italia-viva-sul-decreto-salva-popolare-di-bari\/\">dell\u2019occasione per regolare certi vecchi<\/a>\u00a0conti all\u2019interno del Pd, la sorpresa fu grande anche per parecchi ministri. Allora cosa \u00e8 accaduto? C\u2019entra forse qualcosa l\u2019esito dell\u2019ispezione approfondita in corso sui crediti dallo scorso giugno? C\u2019entra forse qualcosa il fatto che la Consob\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/popolare-bari-carige-tim-ecco-i-primi-dossier-che-trovera-savona-in-consob\/\">chiede da tempo<\/a>\u00a0la divulgazione dei conti aggiornati della banca e questa ha giustificato il proprio diniego con quanto previsto dal regolamento Market Abuse Regulation che consente di ottenere un ritardo nel caso in cui le informazioni possano determinare un \u2018rischio sistemico\u2019 (come confermato anche da Bankitalia)? L\u2019uso di quelle parole apre la porta agli scenari pi\u00f9 inquietanti sulla reale portata delle perdite patrimoniali della BPB e saranno i Commissari a rivelarne a breve l\u2019effettiva entit\u00e0.<\/li>\n<li><strong>Sappiamo di sapere<\/strong>\u00a0quale potrebbe essere il destino dell\u2019azienda bancaria che verosimilmente continuer\u00e0 ad operare con nuovi organi di direzione e controllo e nuovi azionisti di controllo (MCC), ma\u00a0<strong>sappiamo di non sapere<\/strong>\u00a0cosa accadr\u00e0 ad azionisti ed obbligazionisti subordinati (circa \u20ac290 milioni, di cui 2\/3 presso risparmiatori al dettaglio). \u00c8 poco probabile che siamo in presenza di una ricapitalizzazione precauzionale sul modello di Banca Mps: in quel caso la banca era in bonis. Qui i dubbi sono numerosi. \u00c8 pi\u00f9 probabile che ci si avvii verso l\u2019alternativa tra risoluzione secondo la direttiva BRRD o, meno probabile, liquidazione coatta amministrativa (LCA) sul modello delle banche venete. Tutto dipende dalle perdite che sveleranno i Commissari. Su questo tema, l\u2019approfondimento di Bankitalia \u00e8 stato tranciante: la liquidazione senza cessione di attivit\u00e0 e passivit\u00e0 ad un\u2019altra banca\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/perche-la-liquidazione-della-popolare-di-bari-sarebbe-un-disastro-non-solo-per-la-puglia-report-bankitalia\/\">provocherebbe<\/a>\u00a0la falcidia anche di parte dei depositi superiori a \u20ac100mila (oltre ovviamente ad azioni ed obbligazioni) e costringerebbe il FITD al rimborso di \u20ac4,5 miliardi a favore di depositanti sotto \u20ac100mila. La continuit\u00e0 operativa della banca, con passaggio ad altra banca, deve necessariamente prevedere l\u2019intervento dello Stato. La scelta tra risoluzione e LCA dipender\u00e0 dalla valutazione del rischio per la stabilit\u00e0 sistemica e dall\u2019importanza di continuare ad assicurare i servizi finanziari della banca. La risoluzione prevede anche l\u2019intervento dello Stato, previo sacrificio di azionisti ed obbligazionisti fino al 8% del passivo. In ogni caso, la risoluzione non potr\u00e0 comportare per i creditori della banca un esito peggiore rispetto alla LCA. \u00c8 forse il caso di notare che il patrimonio netto della BPB al 30 giugno era di circa \u20ac420 milioni. Se consideriamo che le sofferenze nette sono pari a \u20ac1,2 miliardi e che i crediti in bonis sono pari a circa \u20ac7 miliardi, ci vuole poco a capire che il rischio di applicare per la prima volta il bail-in \u00e8 piuttosto elevato o, in alternativa, di assistere ad un\u2019operazione simile a quelle delle banche venete, in cui il sacrificio degli obbligazionisti subordinati, unitamente a \u20ac4,8 miliardi di contributo dello Stato a Banca Intesa San Paolo (e \u20ac12 miliardi di garanzie), consent\u00ec di salvare i depositanti e le aziende bancarie. Tutto sommato, il conto della BPB dovrebbe essere ben inferiore.<\/li>\n<li>Infine,\u00a0<strong>sappiamo di sapere che<\/strong>\u00a0quel \u201c\u2026secondo criteri di mercato\u2026\u201d messo in bella evidenza nel\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/decreto-banca-popolare-di-bari-ecco-il-testo-ufficiale-mcc-invitalia\/\">decreto legge<\/a>\u00a0di domenica 16 dicembre, \u00e8 destinato con buona probabilit\u00e0 a rimanere nel libro delle buone intenzioni. La situazione della banca \u00e8 tale che, secondo criteri di mercato, \u00e8 molto probabile che nessuno ci metterebbe una lir\u2026 euro e quindi quei 900 milioni dovranno andare sotto la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/tutte-le-incognite-sulla-popolare-di-bari-e-i-confronti-con-popolare-vicenza-e-veneto-banca\/\">tagliola<\/a>\u00a0della Vestager che speriamo che almeno questa volta ci risparmi i tempi lunghi della<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/economia\/quel-pasticciaccio-fra-bankitalia-tercas-e-popolare-di-bari\/\">\u00a0vicenda Tercas<\/a>. A quel punto i cittadini italiani potranno ancora una volta valutare se le regole della Ue sono rispettose degli interessi nazionali e se sono applicate allo stesso modo anche negli altri Paesi.<\/li>\n<\/ul>\n<div id=\"essb_displayed_bottom_1057657479\" class=\"essb_links essb_counter_modern_right essb_displayed_bottom essb_share essb_template_metro-bold-retina essb_1057657479 print-no\">\n<ul class=\"essb_links_list\">\n<li class=\"essb_item essb_link_facebook nolightbox\"><\/li>\n<li class=\"essb_item essb_link_twitter nolightbox\"><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Perch\u00e9 non convincono tesi e parole della Banca d\u2019Italia su Vigilanza e Banca Popolare di Bari. L\u2019analisi di Giuseppe Liturri<\/strong><\/em><span id=\"more-87980\"><\/span><\/p>\n<p>La Banca d\u2019Italia \u00e8 da sempre uno degli snodi cruciali della vita economica del nostro Paese. Molto \u00e8 cambiato da quando essa fa parte dell\u2019Eurosistema ed \u00e8 di fatto una \u2018filiale\u2019 della Banca Centrale Europea, ma il peso resta tuttora rilevante. Ogni intervento pubblico del suo governatore \u00e8 sempre al centro dell\u2019attenzione dei media e della comunit\u00e0 finanziaria per la sua autorevolezza.<\/p>\n<p>Tuttavia, sono numerose le perplessit\u00e0 su quanto dichiarato nelle ultime settimane a proposito di Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 e della crisi della Banca Popolare di Bari (BPB). Dopo aver\u00a0<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/visco-bankitalia-lancia-prima-il-sasso-sul-mes-e-poi-nasconde-la-mano\/\">scritto<\/a>\u00a0dettagliatamente sul primo episodio,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/19_dicembre_23\/visco-banca-d-italia-popolare-bari-nulla-nascondere-7f5a4dc6-24f2-11ea-9531-c9ac2e82635a.shtml?refresh_ce-cp\">l\u2019intervista<\/a>\u00a0rilasciata luned\u00ec 23 dicembre al\u00a0<em>Corriere della Sera<\/em>\u00a0inanella una serie di affermazioni che hanno lasciato allibiti numerosi addetti ai lavori e che non reggono alla prova dei fatti. Ignazio Visco sembra il novello\u00a0<em>Cicero pro domo sua.<\/em><\/p>\n<p>Ecco il commento ai passaggi pi\u00f9 significativi.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026 La vigilanza sulle banche ha svolto il suo compito, con il massimo impegno e io reputo positivamente. La scelta di porre in amministrazione straordinaria questa banca \u00e8 il risultato, come sempre in questi casi, di un\u2019attenta analisi, \u00e8 un atto possibile in termini di legge\u00a0<span style=\"text-decoration: underline\">solo dopo aver rilevato gravi perdite o carenze nei sistemi di governo societario\u201d.<\/span><\/em><\/p>\n<p>Questa affermazione fa a pugni con quanto dichiarato nel documento di approfondimento pubblicato da Bankitalia il 16 dicembre, in cui si parla di \u2018stasi operativa\u2019, \u2018forti conflittualit\u00e0\u2019 tra gli organi di direzione e controllo della banca e \u2018stallo gestionale\u2019, tutto gi\u00e0 in atto tra le fine del 2018 e l\u2019inizio del 2019. Strano che quelle situazioni non fossero stare ritenute sufficienti per il commissariamento almeno 10\/12 mesi fa. Cos\u2019altro sarebbe dovuto accadere per adottare il provvedimento sin da quel momento? A via Nazionale attendevano che il consiglio rivelasse di indossare una cintura con esplosivo e fosse sul punto di azionarla? Secondo Visco, quando \u00e8 possibile definire tardivo un intervento? Quando la banca \u00e8 totalmente insolvente? Il Testo Unico Bancario (TUB) \u00e8 infarcito di articoli che forniscono ampio potere di iniziativa alla Banca Centrale, anche e soprattutto preventivo.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026Ma la vigilanza non pu\u00f2 intervenire nella conduzione della banca, che spetta agli amministratori scelti dagli azionisti. La banca deve seguire delle regole, la vigilanza verifica che ci\u00f2 effettivamente accada\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Stupisce che si ritenga opportuno ribadire l\u2019ovvio. E quando la vigilanza riscontra l\u2019effettiva violazione di regole, come desumibili dalle deliberazioni della Consob del settembre 2018, con le quale si sanzionano gli amministratori con oltre \u20ac2 milioni (confermati in Corte d\u2019Appello) per le condotte relative all\u2019aumento di capitale del 2014\/15, cosa fa? Consente che numerosi amministratori (Presidente in testa) siano confermati dall\u2019assemblea dei soci nel 2019 ed addirittura consente che quegli stessi amministratori negozino con MCC e FITD il piano di rafforzamento del capitale. Secondo Visco, questo \u00e8 un modo appropriato di vigilare?<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026Dal 2007 abbiamo posto in amministrazione straordinaria circa 80 intermediari: pi\u00f9 della met\u00e0 \u00e8 tornata alla gestione ordinaria, per quelli liquidati o aggregati con altre banche, non vi sono state, nella generalit\u00e0 dei casi, perdite per depositanti e risparmiatori\u2026.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Stupisce come non siano stati cos\u00ec solerti anche con la BPB. Qui incredibilmente Visco omette di specificare che le perdite per i risparmiatori ci sono state, eccome. \u00c8 pur vero che i depositanti sono rimasti indenni, ma le perdite imposte ad obbligazionisti subordinati delle 4 banche assoggettate a risoluzione nel novembre 2015, delle 2 banche venete liquidate nell\u2019estate 2017 e di MPS (seppur convertite in azioni) hanno costituito una epocale distruzione di valore mai capitata prima di allora a soggetti diversi dagli azionisti, i cui effetti si sono propagati a tutto il settore bancario il cui indice di borsa nel 2016 scese del 60% ed \u00e8 tuttora alla met\u00e0 rispetto ai massimi del 2015.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026 La soluzione ordinata delle crisi bancarie, di per s\u00e9 non semplice, \u00e8 complicata dal nuovo approccio europeo in materia di gestione delle crisi e aiuti di Stato. Ma questo non ha niente a che fare con l\u2019essere arbitro e giocatore\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Peccato che il ruolo di Bankitalia avrebbe dovuto essere quello di sostenere la negoziazione del governo nel confronto con la UE su questi temi. Chi, se non loro, avrebbero dovuto argomentare con forza che applicare il divieto di aiuti di Stato ad una banchetta con 4 miliardi di raccolta come TERCAS era una autentica follia giuridica ed economica, come ha poi riconosciuto il Tribunale UE? Vogliamo parlare del ruolo avuto durante la trattativa per il bail-in? In cui, solo dopo, a frittata fatta, hanno dichiarato di essere stati sempre contrari. Troppo comodo considerarlo come un fatto esogeno piovuto dall\u2019alto, mentre loro\u2026 sparecchiavano (per citare la famosa ammissione della figlia del Conte Mascetti nel film \u2018Amici miei\u2019).<\/p>\n<p><em>\u00ab\u2026 sono consapevole che quando le banche non ce l\u2019hanno fatta (per la recessione, per governance inadeguata, per comportamenti scorretti) vi sono stati effetti gravi, soprattutto per gli azionisti. Per i depositanti invece non vi sono state conseguenze e per la gran parte degli obbligazionisti alla fine sono state contenute le perdite\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Le perdite sono state \u2018contenute\u2019 (obbligazioni rimborsate al 85% sotto specifiche condizioni) solo perch\u00e9 lo Stato ha dovuto ammettere che la vendita in massa di quei titoli era avvenuta con modalit\u00e0 truffaldine, truccando o forzando i profili Mifid dei risparmiatori. Peccato per\u00f2 che i regolatori, come Bankitalia, sapessero tutto e fossero stati\u00a0<a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2015\/12\/16\/il-documento-delleba-sul-collocamento-di-strumenti-finanziari-presso-gli-investitori-retail\/\">avvertiti<\/a>\u00a0dai supervisori europei.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026ma deve migliorare la comprensione da parte del pubblico che un investimento finanziario comporta sempre un rischio. Da parte delle banche questo rischio deve essere sempre adeguatamente rappresentato\u2026\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Doppio no: il regime di vigilanza del settore finanziario e la tutela costituzionale ex art. 47 fanno s\u00ec che il risparmiatore debba essere pubblicamente tutelato. Altro che comprensione ed educazione finanziaria. E se le banche non rappresentassero adeguatamente tali rischi? Dovrebbe esserci la vigilanza ad impedirlo, no?<\/p>\n<p><em>\u2026Decisioni come quella di realizzare un\u2019acquisizione sono di esclusiva competenza e responsabilit\u00e0 del vertice delle banche. Nei casi di difficolt\u00e0 di un intermediario, qualora non sia possibile una ricapitalizzazione sul mercato, \u00e8 prassi delle autorit\u00e0 di vigilanza esplorare la possibilit\u00e0 di un acquisto da parte di altre banche\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Qui entriamo nel vivo della galleria degli orrori dell\u2019operazione TERCAS. Ma davvero Visco vuole farci credere che non conosciamo la differenza tra decidere un\u2019acquisizione e vedersela autorizzata da Bankitalia, cose ovviamente ben diverse? Perch\u00e9 a Popolare di Sondrio \u00e8 stata vietata ad ottobre scorso l\u2019acquisizione di CariCento, dieci volte pi\u00f9 piccola, con la motivazione che la banca doveva prima provvedere ad abbassare i rischi presenti in bilancio? Quando vuole, Bankitalia pu\u00f2. Ma soprattutto, chi ha stabilito quella \u2018prassi\u2019 di esplorare il mercato alla ricerca di potenziali compratori, in quale norma \u00e8 previsto questo potere di Bankitalia? Infine, come non cogliere la contraddizione tra la prima e l\u2019ultima parte del periodo: le banche sono autonome nelle loro scelte di espansione o si fanno suggerire le operazioni da Bankitalia, come desumibile nella seconda parte?<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026Alla fine dello stesso mese venne considerata la manifestazione di interesse dei vertici della Popolare di Bari, che poi decisero di realizzare l\u2019operazione in base a una autonoma valutazione, negoziando e ottenendo dal Fondo Interbancario di Tutela dei depositi il contributo ritenuto necessario per l\u2019acquisizione\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Quindi fu tutta un\u2019iniziativa della BPB? Peccato che il bilancio 2014 della banca barese testualmente recitasse \u201c\u2026nell\u2019ottobre 2013 la banca \u00e8 stata CHIAMATA a valutare una possibile operazione di acquisizione di TERCAS\u2026\u201d. Chiamata da chi? Da un passero solitario? O forse da Bankitalia che \u2018per prassi\u2019 esplorava tali possibilit\u00e0? Da notare la straordinaria coincidenza del divieto all\u2019effettuazione di acquisizioni rimosso da Bankitalia proprio poche settimane prima dell\u2019inizio del processo di acquisizione della TERCAS.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026Naturalmente alla fine di un percorso si corre il rischio di emettere giudizi di autoassoluzione o di ragionare con il senno del poi; noi facciamo il massimo per tenere costantemente sotto controllo le diverse situazioni e valuteremo se ci siano stati errori anche da parte nostra\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Che nel linguaggio felpato di Bankitalia, forse significa ammettere che l\u2019hanno fatta grossa.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026Nel caso di Tercas l\u2019intervento del Fondo interbancario \u00e8 stato ritenuto dalla Commissione europea un aiuto di Stato; per questo motivo l\u2019operazione \u00e8 stata completata solo quando l\u2019intervento del Fondo \u00e8 stato realizzato con il cosiddetto \u201cSchema Volontario\u201d. Ci\u00f2 ha ritardato l\u2019integrazione di Tercas nella Popolare di Bari, generando incertezze e con oneri certamente maggiori\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<div class=\"entry-stuff clear margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-between center-block text-center\"><\/div>\n<p>La vicenda dell\u2019aiuto di Stato, pagina vergognosa dei nostri rapporti con la UE, grida ancora vendetta; d\u2019accordo. Ma si presta malamente al ruolo di foglia di fico per coprire il disastroso esito dell\u2019acquisizione. Infatti, il contributo del FITD inizialmente erogato nel luglio 2014, \u00e8 stato contestualmente restituito e nuovamente ricevuto per pari importo nel febbraio 2016, ad opera dello Schema Volontario del FITD stesso costituito gi\u00e0 a fine 2015. BPB \u00e8 entrata in TERCAS il 1 ottobre 2014 e sicuramente 14 mesi di stallo hanno provocato danni (il miliardo di raccolta volato via, di cui parl\u00f2 il presidente Jacobini quando a marzo scorso fu pubblicata la sentenza del Tribunale UE che annullava la decisione della Commissione). Ma tutto ci\u00f2 appare una pagliuzza di fronte alle trave di \u20ac 3 miliardi di crediti deteriorati lordi esposti dalla banca post acquisizione nel 2015 (contro \u20ac1,2 del 2013, pre acquisizione) o 1,5 miliardi di crediti deteriorati netti (contro \u20ac0,7 del 2013).<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026In secondo luogo la ricapitalizzazione della Popolare di Bari non ha potuto avere luogo sul mercato perch\u00e9 la banca non si era trasformata in societ\u00e0 per azioni come richiedeva la legge di riforma da noi fortemente caldeggiata e realizzata dal governo nel gennaio 2015. L\u2019assetto delle \u201cpopolari\u201d \u00e8 un problema che abbiamo sempre sottolineato con forza: ostacola l\u2019accesso al mercato e favorisce opacit\u00e0 e autoreferenzialit\u00e0 nella governance\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Questo \u00e8 un altro mito da sfatare, con un incredibile errore nelle date; infatti la riforma delle Popolari ad opera del governo Renzi \u00e8 del gennaio 2016. Nel 2013\/14\/15, quando la BPB ha fatto gli aumenti di capitale, la riforma non esisteva ancora. Ma ove mai quella riforma fosse esistita e quindi ci fosse stato accesso al mercato con una banca contendibile, qualcuno vuole credere che un privato investitore, di fronte a quella massa di crediti deteriorati e modesta redditivit\u00e0 non avrebbe chiesto uno sconto cos\u00ec consistente, tale da far precipitare ancora pi\u00f9 rapidamente il valore degli investimenti dei vecchi azionisti? Infine, quella riforma, tanto decantata, fu pesantemente censurata dal Consiglio di Stato nel dicembre 2016 e, tra i tanti motivi, si segnalava il ruolo troppo ingombrante di Bankitalia in tutto il processo, spesso in violazione di norme costituzionali.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026Questo lo dice chi non conosce le regole. La Banca d\u2019Italia aveva concesso a Tercas un prestito a titolo di liquidit\u00e0 di emergenza, in base alle norme italiane ed europee. Questo tipo di finanziamento, di competenza delle banche centrali nazionali ma sottoposto a valutazioni del Consiglio direttivo della Bce, deve essere assistito da adeguate garanzie, che rendono il rischio per le banche centrali nullo o al pi\u00f9 trascurabile. La Popolare di Bari \u00e8 semplicemente subentrata nel finanziamento, con le medesime garanzie, senza quindi modifiche alla rischiosit\u00e0 del prestito\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Questo passaggio \u00e8 davvero imbarazzante, poich\u00e9 il problema non \u00e8 la modifica alla rischiosit\u00e0 del prestito, ma il fatto che quel prestito sia stato fatto e che sia finito a rimborsare Bankitalia. Visco si riferisce ad un finanziamento rimborsato da TERCAS a Bankitalia nel novembre 2013, si badi bene ad acquisizione non avvenuta e solo alle prime fasi. TERCAS aveva ottenuto quella somma (\u20ac480 milioni) proprio da BPB con un finanziamento ad hoc. Quindi ben prima che l\u2019acquisizione fosse perfezionata, BPB si era sostituita a Bankitalia come finanziatore di TERCAS (ovviamente ricevendo lo stesso tipo di garanzie, come sottolinea Visco). Ma come non vedere l\u2019enormit\u00e0 del fatto che BPB versa a TERCAS, ben prima dell\u2019acquisizione, una somma utilizzata contestualmente per togliere il cerino dalle mani di Bankitalia che era anche il soggetto investito del potere di autorizzare l\u2019acquisizione? Con l\u2019aggravante data dal fatto che poi quel finanziamento di BPB sar\u00e0 pure utilizzato in parte per sottoscrivere l\u2019aumento di capitale di TERCAS nel 2014. In sostanza, la finanza per l\u2019aumento di capitale di BPB in TERCAS arriv\u00f2 ben prima dell\u2019acquisizione che, verosimilmente, a quel punto non poteva pi\u00f9 saltare.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026 La scelta dei componenti degli organi sociali \u00e8 di esclusiva responsabilit\u00e0 dell\u2019azienda; la Banca d\u2019Italia verifica la sussistenza in capo ai singoli esponenti dei requisiti previsti dalla legge. Le disposizioni in vigore prevedono ipotesi tassative per la determinazione della mancanza di tali requisiti. Il nuovo regime europeo sui requisiti degli amministratori bancari \u2014 che concede discrezionalit\u00e0 alle autorit\u00e0 di vigilanza \u2014 \u00e8 stato recepito nell\u2019ordinamento italiano, ma entrer\u00e0 in vigore solo dopo l\u2019emanazione delle norme attuative da parte del ministero dell\u2019Economia e delle Finanze. La Banca d\u2019Italia ha segnalato \u2014 pubblicamente e ripetutamente \u2014 l\u2019importanza di questa materia. Lo ripeto: le regole attuali non ci consentono di intervenire, esercitando discrezionalit\u00e0, al di fuori dei confini normativi. La vigilanza pu\u00f2 ricorrere alla moral suasion, e nel caso della Popolare di Bari ha espresso chiaramente al presidente del consiglio di amministrazione le proprie perplessit\u00e0 sull\u2019opportunit\u00e0 del rientro dell\u2019ingegner De Bustis tre anni dopo che aveva lasciato la banca\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Anche su questo ci sono numerose perplessit\u00e0. Visco sostiene di avere dalla sua solo la possibilit\u00e0 di esercitare una moral suasion, non potendo esercitare la discrezionalit\u00e0 consentita da una legge in vigore ma priva di norme attuative. \u00c8 una foglia di fico che non regge. Nessuna banca si muove in direzione contraria rispetto alle indicazioni di Bankitalia, meglio ancora se informali. E se e quando ci sono episodi di cattiva gestione o governo aziendale fuori controllo, arrivano i commissari. Punto.<\/p>\n<p><em>\u00ab\u2026L\u2019amministrazione straordinaria rappresenta un intervento di vigilanza forte, in cui si destituiscono gli organi amministrativi scelti dagli azionisti; si interviene quando altri meccanismi \u2014 quali il vaglio del collegio sindacale, delle societ\u00e0 di revisione, dell\u2019assemblea dei soci \u2014 non hanno la necessaria efficacia. \u00c8 per questi motivi che l\u2019amministrazione straordinaria pu\u00f2 essere adottata solo quando ne ricorrano i termini definiti con precisione dalla legge. Il commissariamento della Bari \u00e8 stato disposto quando le perdite hanno ridotto i livelli di capitale al di sotto dei minimi stabiliti dalle regole prudenziali. La discesa del capitale al di sotto dei minimi non si era registrata negli anni precedenti, nonostante le difficolt\u00e0 della banca; \u00e8 emersa solo a seguito dell\u2019ultimo accertamento ispettivo effettuato nei mesi scorsi dalla Banca d\u2019Italia\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 stupefacente; per quanto gi\u00e0 commentato in precedenza. Da un lato Bankitalia accerta situazioni di non conformit\u00e0 sin dal 2010, dall\u2019altro lascia che la BPB faccia un\u2019acquisizione di rilevante entit\u00e0 rimuovendo il divieto perdurante da diversi anni. A via Nazionale il concetto di tempestivit\u00e0 deve essere proprio relativo.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026L\u2019intervento del Fondo Interbancario e del Mediocredito centrale \u00e8 volto a evitare scenari liquidatori e possibili perdite per i risparmiatori che detengono depositi e obbligazioni. Gli azionisti partecipano al capitale di rischio: il piano industriale definir\u00e0 la misura dell\u2019aumento di capitale necessario, le modalit\u00e0 di realizzazione e il coinvolgimento degli attuali azionisti. Ricordo che sono decine di migliaia di persone: la Banca d\u2019Italia negli anni scorsi ha accertato \u2014 dandone informazione alla Consob, che ha irrogato sanzioni \u2014 irregolarit\u00e0 nell\u2019adeguatezza degli investimenti della clientela; di questo si dovr\u00e0 tenere conto\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>In un mondo normale, Bankitalia avrebbe dovuto sapere che BPB, non avendo accesso al mercato degli investitori istituzionali per la sua forma cooperativa, sarebbe stata costretta a raccogliere capitali presso la propria base sociale e piccoli risparmiatori del territorio e quindi avrebbe dovuto porre, insieme alla Consob, un particolare presidio affinch\u00e9 fossero rispettate le regole sull\u2019adeguatezza dei profili. Andava scritto sui prospetti a caratteri cubitali qualcosa simile di a \u2018ATTENTI, IL FUMO UCCIDE\u2019. Non \u00e8 possibile, commentare dopo, come un qualsiasi soggetto di passaggio, il disastro avvenuto e pensare di tenerne conto rifondendo gli azionisti truffati, ammettendo implicitamente di non aver sufficientemente vigilato. Da aggiungere inoltre che il FITD, nel suo comunicato specifica senza tanti giri di parole che il via libera al suo intervento \u00e8 avvenuto solo perch\u00e9, con la nomina dei commissari, c\u2019\u00e8 stata discontinuit\u00e0 nella gestione aziendale. Quale altro segnale si vuole ancora per avere conferma del fatto che quel vertice aziendale non avrebbe dovuto essere l\u00e0 da parecchio tempo addietro?<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026Voglio sottolineare che noi abbiamo collaborato, stiamo collaborando e continueremo a collaborare con la Procura. Di questa indagine io sono all\u2019oscuro, come lo \u00e8 l\u2019intera struttura della vigilanza e della consulenza legale della Banca d\u2019Italia. Non intendo quindi commentare voci e illazioni\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 segreto d\u2019ufficio da rispettare. Doveroso e comprensibile.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026il problema \u00e8 che abbiamo un sistema di gestione delle crisi inadeguato. Per poter gestire una crisi non basta saperla prevedere, occorrono strumenti. Chiedo da tempo di intervenire a livello europeo con nuove norme. \u00c8 necessaria una nostra presenza assidua nel dibattito europeo, che a sua volta richiede una continuit\u00e0 di natura politica che purtroppo non abbiamo. Come Governatore mi sono confrontato con sette ottimi ministri dell\u2019Economia, mentre quelli degli altri Paesi erano quasi sempre gli stessi\u2026\u201d<\/em><\/p>\n<p>Su questo Visco non ha tutti i torti. In Europa continuiamo a manifestare solo subalternit\u00e0 ed accondiscendenza. Resta da capire se questo nostro stato dipende dal debole sostegno fornito dall\u2019organo tecnico nelle trattative pi\u00f9 delicate, come ebbe a dichiarare Matteo Renzi dopo le ultime crisi bancarie.<\/p>\n<p><em>\u201c\u2026 Si fonda sulla fiducia, una fiducia che oggi si misura con lo spread ed \u00e8 assurdo che noi abbiamo uno spread doppio rispetto a Spagna e Portogallo. Se il tasso d\u2019interesse alto dipende da rischi di tipo sovrano bisogna eliminarli rapidamente. Ci vuole un impegno per una discesa del debito graduale ma progressiva e costante; soprattutto servono azioni strutturali di rilancio dell\u2019economia. Come diceva Ciampi, non abbiamo rinunciato alla nostra sovranit\u00e0 ma abbiamo deciso di condividerla. Per avere successo dobbiamo essere lungimiranti, credibili, coerenti e capaci di dialogare con un\u2019opinione pubblica incerta e che nella sua incertezza coinvolge tutta l\u2019economia, compresa la Banca d\u2019Italia..\u201d<\/em><\/p>\n<p>La chiusura \u00e8 intonata al resto dell\u2019intervista. L\u2019organo istituzionale che dovrebbe ridurre l\u2019incertezza, che dovrebbe, per definizione, eliminare l\u2019esistenza del rischio sovrano che dovrebbe essere limitato solo ad un rischio di tasso di interesse, ma non di insolvenza, commenta le distorsioni attuali dal punto di vista dello spettatore e non del protagonista che dispone delle leve per risolverle. Fino al punto da affermare che l\u2019incertezza dell\u2019opinione pubblica coinvolge anche la Banca d\u2019Italia, che dovrebbe invece gestirla e ridurla.<\/p>\n<p>Sparecchiavo\u2026 Disse la figlia del Conte Mascetti.<\/p>\n<p>+++<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi ospito nel mio Blog un amico che ha scritto due articoli (a mio modestissimo parere) molto lunghi ma davvero interessanti. Per chi avr\u00e0 la pazienza di arrivare in fondo.D&#8217; altronde se si approfondiscono gli argomenti \u00e8 impossibile essere brevi. Alla fine di questi due articoli ognuno rifletter\u00e0 se davvero Bankitalia debba restare cos\u00ec oppure debba essere riformata da capo a piedi. &nbsp; Verit\u00e0 e bugie sulla Popolare di Bari (BPB). L\u2019analisi di Liturri. &nbsp; Che cosa \u00e8 successo davvero alla Popolare di Bari (BPB) e quali sono le prospettive per la banca commissariata nell\u2019approfondimento dell\u2019analista Giuseppe Liturri Ci sono [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/2019\/12\/27\/pop-bari-tesi-di-visco-non-convincono\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1042,"featured_media":881,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[74273,64],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1042"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=880"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":885,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/880\/revisions\/885"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/media\/881"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}