{"id":959,"date":"2020-04-28T07:49:58","date_gmt":"2020-04-28T07:49:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/?p=959"},"modified":"2020-04-28T07:49:58","modified_gmt":"2020-04-28T07:49:58","slug":"oltre-ogni-ragionevole-dubbio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/2020\/04\/28\/oltre-ogni-ragionevole-dubbio\/","title":{"rendered":"Oltre ogni ragionevole dubbio,"},"content":{"rendered":"<p>Oggi su questo mio Blog ospito un fisico. Ha lavorato per vari tribunali, consulenze su via Fani e per vari altri famosi processi.\u00a0 Ci propone un ragionamento, un modo di vedere. Sar\u00e0 il primo di una serie di incontri con lui. Che cosa ne pensate?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO?<\/p>\n<p>Oggi nell\u2019era della iper-comunicazione, in un mondo fatto di informazioni continue ed ovunque reperibili, ci troviamo di fronte a due problemi apparentemente insormontabili:<\/p>\n<p>quale \u00e8 la verit\u00e0? e quale \u00e8 l\u2019aspettativa che la scienza dia una risposta certa ad ogni domanda?<\/p>\n<p>Poich\u00e9 la prima domanda \u00e8 spesso legata alla seconda (in particolar modo in questo periodo di pandemia) inizieremo a dare degli spunti per rispondere al quesito: la scienza pu\u00f2 dare delle risposte certe su ogni argomento?<\/p>\n<p>Cercare risposte \u00e8 sempre stato lo spirito che ha animato l\u2019essere umano dal momento in cui ha avuto coscienza. Esistono due livelli di risposte:<\/p>\n<p>un livello personale, interiore che pu\u00f2 sfociare nel sociale ed \u00e8 la Filosofia, ed un livello oggettivo in cui si danno risposte ai meccanismi che regolano i fenomeni naturali, ed \u00e8 la Scienza.<\/p>\n<p>Come noto le due discipline per secoli si sono avvicinate ed a volte sovrapposte fino a distaccarsi con il nascere del metodo scientifico Galileiano (osservazione, misurazione, deduzione). Senza entrare in questi dettagli cerchiamo invece di dare degli strumenti al cittadino comune per potersi districare nell\u2019enorme massa di informazioni circolanti al giorno d\u2019oggi.<\/p>\n<p>Partiamo dal principio pi\u00f9 discusso in tempi di pace, in una societ\u00e0 umana, ed \u00e8 il principio giuridico di condanna per un presunto colpevole di un crimine \u201coltre ogni ragionevole dubbio\u201d.<\/p>\n<p>Questa formulazione giuridica intende dire che l\u2019insieme delle prove, raccolte in sede di dibattimento, deve portare, affinch\u00e9 una giuria si possa esprimere per una condanna, ad un convincimento tale della colpevolezza che alcun dubbio possa offuscare la certezza del giudizio. Non entriamo nelle polemiche socio politiche sui tempi e modi della giustizia, qui supponiamo che il giudizio avvenga in tempi brevi e con il pieno convincimento del collegio giudicante in linea ovviamente con le leggi vigenti.<\/p>\n<p>Che vuol dire \u201doltre ogni ragionevole dubbio\u201d?<\/p>\n<p>La \u201ccertezza\u201d in ambito giurisprudenziale \u00e8 qualcosa che va oltre il significato scientifico. La certezza in termini statistici si ha solo con il 100% delle probabilit\u00e0 favorevoli, e il 100% di eventi favorevoli \u00e8 un dato che scientificamente \u201cdifficilmente\u201d viene ottenuto. Restando in ambito forense, si pensi al confronto tra due profili genetici; quando un certo numero di <em>loci<\/em> coincidenti viene raggiunto, la probabilit\u00e0 che quei due profili genetici appartengano alla stessa persona raggiunge il massimo possibile ed \u00e8 statisticamente del 99,99%. Il significato scientifico (statistico) \u00e8 che quei due profili appartengono alla stessa persona a meno di uno su svariati miliardi, il che da un punto di vista giurisprudenziale \u00e8 logicamente sufficiente a stabilire l\u2019identit\u00e0. Tuttavia la scienza mantiene un margine di incertezza insita nel fenomeno stesso in esame, ovvero non possiamo escludere in \u201cassoluto\u201d che non esistano due persone con il medesimo DNA (a parte i gemelli omozigoti ovviamente), per quanto infinitesima sia la probabilit\u00e0 che ci\u00f2 accada. L\u2019errore in ambito scientifico non viene inteso come uno \u201csbaglio\u201d, \u201c<em>abbiamo sbagliato i calcoli, o il presupposto di partenza, per cui abbiamo commesso un errore<\/em>\u201d. L\u2019errore \u00e8 l\u2019errore insito nella misura stessa. Senza scomodare il principio di Heisenberg,\u00a0 il cui concetto si pu\u00f2 sintetizzare nella constatazione che \u201c<em>nel momento in cui si misura un evento nel suo ambito naturale si condiziona l\u2019ambiente stesso e pertanto l\u2019errore va considerato come parte integrante della misura<\/em>\u201d, in termini molto pi\u00f9 comprensibili, ma concettualmente differenti rispetto al citato principio, basta cercare di misurare la lunghezza di un lato di un tavolo con misuratori differenti o anche uguali, i quali, per loro stessa costruzione, presentano un margine di incertezza che pu\u00f2 variare da centesimi a millesimi di metro per gli strumenti pi\u00f9 comuni. Questo comporter\u00e0 che un lato di un tavolo, lungo un metro avr\u00e0 riportato il valore misurato, ad esempio, con (1,00<span style=\"text-decoration: underline\">+<\/span>0,01)<em>m<\/em>. Una misurazione correttamente riportata con il suo proprio errore legato allo strumento utilizzato, comporter\u00e0 a cascata tutta una serie di \u201cincertezze\u201d nelle successive considerazioni, che non sono per\u00f2 incertezze dovute ad incomprensioni, ma bens\u00ec incertezze scientifiche (di misura in questo caso).<\/p>\n<p>Esprimere pertanto un risultato con un termine di probabilit\u00e0 in ambito giurisprudenziale \u00e8 un esercizio spesso rischioso e non di aiuto nell\u2019interpretazione dell\u2019evento.<\/p>\n<p>La probabilit\u00e0 \u00e8 un \u201cnumero\u201d, compreso tra 0 e 1, risultato dal numero di eventi favorevoli diviso il numero di eventi totali. In sistemi molto articolati la probabilit\u00e0 di un evento, per essere calcolata, necessita di espressioni anche molto complesse. Ma sono le conseguenze di un valore di probabilit\u00e0, stimato sull\u2019interpretazione di un evento criminoso, che vogliamo discutere.<\/p>\n<p>Senza entrare nel merito di eventuali calcoli molto complessi, riportiamo un esempio banale: se la NASA riportasse uno studio in cui venisse assegnata una probabilit\u00e0 di impatto con la terra da parte di un grosso meteorite anche \u201csolo\u201d del 50%, ci\u00f2 scatenerebbe, giustamente, una serie di eventi a catena a livello globale per trovare delle soluzioni onde evitare l\u2019evento distruttivo. Se invece in un processo penale per omicidio si stabilisse che un personaggio ha commesso il reato con una probabilit\u00e0 dell\u201980%, quasi certamente il soggetto verrebbe assolto.<\/p>\n<p>Ora la giurisprudenza potrebbe spiegare che il rischio di una estinzione di massa per via dell\u2019impatto del meteorite giustifica l\u2019allarme ed il prendere seri provvedimenti in merito, mentre il rischio di condannare un innocente con un margine di incertezza del 20% non \u00e8 accettabile.<\/p>\n<p>Ma <em>quanto<\/em> \u00e8 accettabile? Al 99,99% (massima percentuale favorevole raggiungibile in accertamenti scientifici utilizzati in ambito forense)? Ma questa percentuale si riferisce al fatto che i profili genetici di una traccia repertata e di un sospettato sono gli stessi (a meno dello 0,01%), ma la stessa deve poi essere contestualizzata nella scena del crimine. Infatti non sempre si ha la \u201cfortuna\u201d di rinvenire tracce biologiche in una scena in posizioni favorevoli alla spiegazione del crimine (ad esempio sotto le unghie di una vittima, o sul manico di un coltello rinvenuto infilzato sul corpo della vittima etc.). Ed anche quando fosse favorevole, il movente pu\u00f2 essere passibile di interpretazione, dalla preterintenzionalit\u00e0, alla casualit\u00e0, alla difesa etc. La dinamica di un evento criminoso \u00e8 la combinazione di una serie di eventi ognuno con una probabilit\u00e0 associata differente e non sempre i valori possono essere cos\u00ec elevati.<\/p>\n<p>Pertanto si potrebbe raggiungere il paradosso che una serie di eventi consequenziali, che mostrano inequivocabilmente che i fatti siano andati in quel modo, potrebbero avere una probabilit\u00e0 associata <em>giurisprudenzialmente<\/em> considerata bassa.<\/p>\n<p>Allora si deve ricorrere ad una successione logica di eventi, ovvero tornare \u201cindietro\u201d nel pensiero scientifico e ragionare sulla \u201clogica deduzione\u201d.<\/p>\n<p>Logica ( dal Greco <em>logos<\/em>, parola) termine che implica un collegamento tra una ipotesi ed una tesi<\/p>\n<p>Deduzione (dal Latino <em>deducere<\/em>) che per gli antichi Romani era un termine legato alla fondazione di una citt\u00e0, che intrinsecamente significa arrivare ad una conclusione a partire da fatti \u201caccertati\u201d.<\/p>\n<p>Tornando al concetto giuridico, ci troviamo di fronte ad un apparente paradosso:<\/p>\n<p>abbiamo tecnologie avanzatissime che consentono di individuare su una scena di un crimine \u201cuna\u201d cellula e da essa estrarre un profilo di DNA di una persona; abbiamo tecnologie in grado di ricostruire le traiettorie delle tracce di sangue con scarsi margini di incertezze, ricostruire volti da immagini distorte et., eppure la decisione \u00e8 demandata alla fine da un giudizio espresso da un giudice ed una giuria che il pi\u00f9 delle volte non hanno nemmeno la preparazione minima scientifica per interpretare correttamente il dato tecnico.<\/p>\n<p>Senza volerlo, in quanto appena scritto, abbiamo messo insieme due termini \u201cscienza\u201d e \u201ctecnologia\u201d che nella realt\u00e0 non sono affatto la stessa cosa.<\/p>\n<p>La tecnologia \u00e8 una conseguenza di una conoscenza ed \u00e8 la realizzazione di strumenti che ci consentono certamente non solo una vita migliore ma anche capacit\u00e0 di elaborare nuove maggiori conoscenze.<\/p>\n<p>Ma mentre la scienza esiste senza la tecnologia, non \u00e8 vero il contrario ed anzi diventa estremamente pericoloso utilizzare la tecnologia senza la giusta conoscenza scientifica.<\/p>\n<p>Anzi, come diceva qualcuno, la tecnologia rischia di diventare la tomba della scienza, ed oggi troppo spesso si tende infatti a confondere le due cose, creare aspettative sbagliate e dare inizio ad una caccia alle streghe di tipo medioevale del tipo \u201callora la scienza non serve a nulla\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 ovviamente cosi, anzi.<\/p>\n<p>Chiariamo una cosa: l\u2019estrazione di un profilo di DNA da una cellula \u00e8 tecnologia, non scienza, la velocit\u00e0 di calcolo di un processore \u00e8 tecnologia, non scienza, un software \u00e8 tecnologia non scienza\u2026un algoritmo invece rientra in un concetto scientifico, ovvero una formulazione matematica in grado di individuare, tra miliardi di dati, delle correlazioni. L\u2019intero sistema economico finanziario pu\u00f2 essere considerato un avanzamento tecnologico, non certo scientifico, cosi come un conto \u00e8 realizzare un vaccino per un virus (tecnologia) un conto \u00e8 comprendere un processo pandemico (scienza), la Politica \u00e8 tecnologia. Abbiamo espresso dei concetti un po forzandone il senso ed anticipando anche gli argomenti delle prossime considerazioni, ma tornando al nostro attuale tema, ovvero:<\/p>\n<p>la scienza pu\u00f2 dare risposte assolute ed univoche in ogni campo?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8 NO. Ma il NO va interpretato nel senso descritto in queste poche righe di considerazioni; se ci aspettiamo che la scienza risolva ogni dubbio e ci dia una strada unica percorribile per risolvere ogni problema, sbagliamo atteggiamento e creiamo false aspettative. Se chiediamo alla Scienza di fornire degli strumenti attraverso i quali scegliere di percorre quella che \u00e8 la strada giusta (in ogni campo) allora SI quella \u00e8 l\u2019aspettativa corretta\u2026ma poi sta al singolo essere umano fare un buon uso degli strumenti della scienza e delle informazioni che la tecnologia (che in ogni caso \u201cderiva\u201d dalla Scienza) ci fornisce ed assumersene la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Se lo studio orografico di una certa area geografica ci dice che li un tempo scorreva un fiume, o era una zona montana in cui le valanghe trovavano il loro sfogo, non possiamo certo dare colpa alla scienza che non ci dice con esattezza se e quando un evento alluvionale o una valanga avverranno di nuovo, lo stesso discorso per i terremoti etc etc.<\/p>\n<p>Quindi in ogni campo un semplice cittadino per poter esprimere un giudizio valido in un settore a lui sconosciuto, deve per prima cosa informarsi almeno sui principii di base di quello specifico tema, dopodich\u00e9 per\u00f2 \u00e8 opportuno che si faccia una idea personale del fatto da analizzare sulla base di ragionamenti logico deduttivi a partire dai \u201cfatti\u201d acclarati, non da considerazioni altrui, altrimenti rischia di cadere nel marasma di informazioni (anche pubblicazioni) che dicono tutto ed il contrario di tutto. Ma questo sar\u00e0 argomento dei prossimi incontri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi su questo mio Blog ospito un fisico. Ha lavorato per vari tribunali, consulenze su via Fani e per vari altri famosi processi.\u00a0 Ci propone un ragionamento, un modo di vedere. Sar\u00e0 il primo di una serie di incontri con lui. Che cosa ne pensate? &nbsp; OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO? Oggi nell\u2019era della iper-comunicazione, in un mondo fatto di informazioni continue ed ovunque reperibili, ci troviamo di fronte a due problemi apparentemente insormontabili: quale \u00e8 la verit\u00e0? e quale \u00e8 l\u2019aspettativa che la scienza dia una risposta certa ad ogni domanda? Poich\u00e9 la prima domanda \u00e8 spesso legata alla seconda [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/2020\/04\/28\/oltre-ogni-ragionevole-dubbio\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1042,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[74273,54,246064],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/959"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1042"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=959"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/959\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":960,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/959\/revisions\/960"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/angelini\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}