826-9 copertinaC’è una nuova eroina nell’immaginifico universo del fantasy e il suo nome è Veronica Hebanell, dodici anni e (primo indizio) una voglia a forma di mezzaluna di colore dorato. La sua famiglia – il padre vedovo e una madre, la misteriosa Sybilla, scomparsa nel nulla – nasconde un segreto “che non è la ricetta dei muffin”. Prendete nota: Dandelion. Il lato oscuro di Veronica Hebanell è solo il primo volume di una nuova saga che promette assai bene. Quel che stupisce non è tanto l’età dell’autrice, Francesca Trinchini, studentessa del quinto ginnasio della “classe” 1999, ma il fatto che abbia scritto questo primo ponderoso romanzo (620 pagine), pubblicato poche settimane fa dalla Aracne editrice di Roma, quando aveva appena dodici anni. Non è un caso, del resto, se la protagonista è una sua coetanea dalla vita tranquilla che frequenta una scuola, la Gavino Monroe School, “dove la cosa più eccitante che poteva accadere erano le olimpiadi della grammatica”. Almeno fino a quando fa irruzione nell’istituto, e quindi nella storia, una nuova supplente di matematica: la professoressa Esmeralda Bathaus, una donnina apparentemente innocua, “dal fare allegro e terrificante” che Veronica avverte subito come minaccia. Tanto più perché la vera Esmeralda Bathaus è morta cinque giorni prima ed è la fine che rischia di fare Veronica quando la professoressa si trasforma in un bellicoso mostro alto tre metri. Come in tutti i romanzi d’avventura, tuttavia, c’è sempre un cavaliere pronto a intervenire per difendere una donzella in pericolo e attraverso un quadro – la “classica” soglia che, nelle Cronache di Narnia, è rappresentata da un armadio – trascinerà la spaventata ragazzina nel meraviglioso mondo parallelo di Dandelion in cui scoprirà la vera storia della sua famiglia ma anche nuovi amici e antichi rancori. Il ragazzo si chiama Muschio (della nobile e antichissima dinastia degli Aaroner) e le rivelerà perché il mostro le dà la caccia e qual è la missione che Veronica dovrà portare a compimento: sconfiggere i Lati Oscuri, il cui scopo è portare distruzione, fame, epidemie, povertà e disperazione, “qualcosa al cui confronto la Seconda Guerra Mondiale sembrerebbe una battaglia di cuscinate”. Sì, perché la magia dei Lati Oscuri consiste nella creazione automatica alla nascita di ogni essere umano di una creatura immortale che ne è la copia perfetta e può presentarsi in forma umana e mostruosa e Veronica possiede un dono e un potere (entrambi ereditari): distinguere i Lati Oscuri dagli esseri umani – da un lampo rosso negli occhi, che solo lei riesce a scorgere – e soprattutto di poterli uccidere. Sarà lui ad aiutarla a conoscere e a utilizzare poteri che non immaginava di avere: dalla possibilità di difendersi materializzando una barriera semitrasparente traslucida che ricorda quella di Isabella “Bella” Swan di Twilight alla possibilità di sparare proiettili di luce con le dita. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, scrive Francesca, il cui sorprendente talento rende godibile una lettura abilmente condita con citazioni pop tratte da libri e film di genere (Spiderman) e riferimenti insolitamente colti per una giovanissima perfettamente a proprio agio tra complessi miti classici, leggende millenarie e romanzi cavallereschi. È grazie all’originalità di una scrittura capace di cambiare toni e registri che la giovane Trinchini realizza in forma di patchwork moderno un romanzo corale in cui l’avventura e l’ironia – “l’argomento Harry Porter era decisamente abusato”, prende atto uno dei personaggi – si fondono e non lasciano spazio alla retorica ridondante e al manicheismo che è spesso il limite di una certa narrativa di genere: al contrario, in Dandelion, avvincente mix di epica e commedia,  non c’è un confine ben definito tra bene e male e i buoni potrebbero dimostrarsi cattivi e viceversa. Per scoprirlo, non resta che leggere il romanzo.

Francesca Trinchini, Dandelion. Il lato oscuro di Veronica Hebanell

Aracne Editrice — Collana “fuori collana” — Pag. 620 — 23,00 €

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