frankFrancis (siamo alla terza stagione, consentici un pizzico di confidenza), stavolta l’hai fatta grossa: sputare sulla statua di Gesù crocefisso, per di più in una Chiesa, non è stata una grande trovata. Tanto meno cercare di asciugarlo – per cancellare le prove, solo per quello – provocandone caduta e frantumazione. È la serie stessa a essere in caduta libera, almeno a giudicare dal “gradimento” dei cattolici americani, non proprio una minoranza. Furibondi, per non dire altro. Obama, fan della prima ora, che aveva espresso il suo apprezzamento per la “scaltrezza” politica del suo collega democratico, all’epoca capogruppo di maggioranza al Congresso, ora tace imbarazzato. Parliamoci chiaramente: la falsa partenza si era manifestata sin nella prima puntata, trasmessa lo scorso 27 febbraio, in lingua originale e in concomitanza con gli Stati Uniti. Per quanto potesse essere difficile ed evidentemente irrisolto il rapporto col padre defunto, già trovammo di cattivo di gusto orinare sul de cuius non appena incoronato presidente. Da quel momento, Frank Underwood ha collezionato una débâcle dopo l’altra. Colto l’obiettivo della presidenza senza essere stato eletto come un Renzi qualsiasi, dopo aver più volte invitato il presidente legittimamente eletto, Garrett Walker, a stare sereno (salvo poi pugnalarlo alle spalle), non ne ha più azzeccata una. Ha nominato la moglie Claire ambasciatrice all’Onu, malgrado il parere contrario del Senato. Intendiamoci, la bella e brava Robin Wright interpreta benissimo il ruolo di First Lady ma al confronto persino Federica Mogherini sembra una esperta di politica internazionale. Ha invitato alla Casa Bianca il presidente russo. Trattato con i guanti, il fascinoso e sprezzante leader, peraltro vagamente somigliante a Putin, non soltanto non è arretrato di un millimetro di fronte agli imbarazzanti ammiccamenti di Frank, ma gli ha anche baciato la moglie davanti a tutti. Cornuto e mazziato. Politicamente non gli va granché meglio. La direzione democratica non lo vuole ricandidare. Il fedele assistente Doug Stamper sembra pronto a saltare, suo malgrado, vista l’indifferenza di Frank, sul carro della sua rivale, la procuratrice Dunbar. Come andrà a finire? No, non ditecelo. Niente spoiler. Niente anticipazioni. Facciamo nostra la frase che Obama affidò a Twitter prima dell’inizio della scorsa stagione: “Tomorrow: @HouseOfCards. No Spoilers, please“. L’appuntamento è per domani, mercoledì, alle 21 e 10 su Sky Atlantic.

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