Non conosco i nomi di questi ragazzi. Sorridono mentre cercano di cancellare le scritte lasciate dai violenti, frasi senza alcun senso compiuto. “Questi non sanno neanche scrivere e vorrebbero fare la rivoluzione“. A Luciano Bianciardi, trascinato a forza dalla compagna a una manifestazione, bastò leggere un volantino dei contestatori per misurarne la pochezza di contenuti. Altra Milano, altra epoca, distante anni luce, quando le idee, sia pure confuse e spesso inconcludenti, venivano espresse su carta e, tutt’al più, finivano per intasare i cestini dell’immondizia. Adesso con i cestini ci si accende il fuoco, ma non metaforicamente. La violenza è muta, […]