{"id":2,"date":"2017-02-22T10:56:48","date_gmt":"2017-02-22T10:56:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?page_id=2"},"modified":"2017-02-23T15:19:42","modified_gmt":"2017-02-23T14:19:42","slug":"perche-questo-blog","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/perche-questo-blog\/","title":{"rendered":"Perch\u00e8 questo blog"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLo scrittore far\u00e0 l\u2019esperienza che, se si esprime con precisione, con scrupolo, in termini oggettivamente adeguati, quello che scrive passer\u00e0 per difficilmente comprensibile, mentre se si concede una formulazione stracca e irresponsabile, sar\u00e0 ripagato con una certa comprensione. Non basta evitare asceticamente i termini del linguaggio professionale, le allusioni ad una sfera culturale fuori mano : il rigore e la purezza della struttura linguistica, pur nell\u2019estrema semplicit\u00e0, operano un vuoto. La sciatteria di chi nuota secondo la corrente familiare del discorso passa per un segno di affinit\u00e0 e contatto: si sa quel che si vuole perch\u00e9 si sa quello che l\u2019altro vuole. Tener d\u2019occhio, nell\u2019espressione, la cosa, anzich\u00e9 la comunicazione, \u00e8 sospetto: lo specifico, ci\u00f2 che non \u00e8 tolto a prestito dallo schematismo, appare irriguardoso, quasi sintomo di astruseria e di confusione. La logica attuale, che fa tanto conto della propria chiarezza, ha ingenuamente collocato questa perversione nella categoria del linguaggio quotidiano. L\u2019espressione generica consente\u00a0all\u2019ascoltatore d\u2019intendere a un dipresso quel che preferisce e che pensa gi\u00e0 per conto suo. L\u2019espressione rigorosa strappa un\u2019accezione univoca, impone lo sforzo del concetto, a cui gli uomini vengono espressamente disabituati e richiede da loro, prima di ogni contenuto, una sospensione dei giudizi correnti, e quindi il coraggio di isolarsi, a cui resistono accanitamente. Solo ci\u00f2 che non ha bisogno di essere compreso passa per comprensibile; solo ci\u00f2 che, in realt\u00e0, \u00e8 estraniato, la parola segnata dal commercio, li colpisce come familiare. Nulla contribuisce altrettanto alla demoralizzazione alla demoralizzazione degli intellettuali. Chi vuol sottrarsi a questa demoralizzazione, deve respingere ogni consiglio e tener conto della comunicazione, come un tradimento all\u2019oggetto della comunicazione\u00bb.<\/p>\n<p>In questo blog prover\u00f2 a sospendere i giudizi correnti, mi sforzer\u00f2 di non uniformarmi agli informi, cercher\u00f2 il coraggio di isolarmi dallo schematismo e in particolare dalla professione giornalistica, che pi\u00f9 di ogni altra\u00a0invera quotidianamente e tragicamente le parole di Adorno. Per farlo utilizzer\u00f2 un registro satirico, che, nella sua manifesta leggerezza, \u00e8 il maggiormente rigoroso perch\u00e9 guidato dal vero. A tal proposito, ho sempre creduto pi\u00f9 nella\u00a0reminiscenza che nella conoscenza, e tutte le modeste abilit\u00e0 che ho maturato, non ho mai avuto la sensazione di apprenderle; piuttosto di ricordarle. Quanto ai temi, mi muover\u00f2 fra costume e politica. Per il primo, potr\u00f2 pontificare dall\u2019osservatorio tutt\u2019altro che privilegiato del luxury, funesto anglicismo che racconta il mortificante ready-to-wear della contemporaneit\u00e0; per la seconda,\u00a0cercher\u00f2 di sensibilizzare sui danni causati dai vaccini contro il pensiero: il progresso regressivo, l\u2019industria culturale, la demolizione pseudodemocratica della formalit\u00e0, l\u2019ideologia del politicamente corretto, le rubriche di Repubblica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abLo scrittore far\u00e0 l\u2019esperienza che, se si esprime con precisione, con scrupolo, in termini oggettivamente adeguati, quello che scrive passer\u00e0 per difficilmente comprensibile, mentre se si concede una formulazione stracca e irresponsabile, sar\u00e0 ripagato con una certa comprensione. 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