{"id":1158,"date":"2017-12-24T16:20:57","date_gmt":"2017-12-24T15:20:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=1158"},"modified":"2017-12-24T21:41:56","modified_gmt":"2017-12-24T20:41:56","slug":"buon-natale-alla-municipale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/12\/24\/buon-natale-alla-municipale\/","title":{"rendered":"Buon Natale alla Municipale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/12\/vigile.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1159\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/12\/vigile-300x104.jpg\" alt=\"vigile\" width=\"300\" height=\"104\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/12\/vigile-300x104.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/12\/vigile.jpg 382w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quando ero bambino volevo fare l\u2019astronauta. Da adolescente il regista. Oggi &#8211; per almeno ma per non pi\u00f9 di tre giorni la settimana &#8211; vorrei essere un agente della polizia municipale. Sono consapevole delle enormi e crescenti difficolt\u00e0 che devono affrontare i vigilanti, fra organici sempre pi\u00f9 esigui, strumenti operativi insufficienti e stipendi poco gratificanti. Eppure, il privilegio di poter esercitare la legge a tutela della pubblica sicurezza con la cogenza dell\u2019immediatezza, per alzata di paletta, per zuffolo di fischietto, per urlo di sirena, ai miei occhi rappresenta un orizzonte rigenerante, catartico. Una responsabilit\u00e0, un onere, ma soprattutto uno straordinario privilegio. Essere investiti dal consorzio umano di cui si fa parte del ruolo di garanti della pacifica convivenza quotidiana dei cittadini, della pace collettiva, \u00e8 qualcosa che fa palpitare l\u2019orgoglio senza lusingare la vanit\u00e0. Un\u2019azione di servizio verso l\u2019ordinamento e le istituzioni che non si inaridisce nelle norme giuridiche, che non si altera nella vanagloria del potentato, ma che trova immantinente incontro con il suo nobile fine: la tutela dell\u2019indifeso, la salvaguardia della concordia comunitaria. Fare giustizia per un agente di pubblica sicurezza \u00e8 una possibilit\u00e0 quotidiana. I cui esiti hanno la vividezza dell\u2019azione. Dove ci\u00f2 che accade o non accade dipende direttamente da una omissione o da un intervento, senza paludi burocratiche nel mezzo. Ricordo un aneddoto di qualche anno fa, che fece trasalire il mio istinto omicida, ma che rappresenta luminosamente le osservazioni di cui sopra. Mi trovavo su di un marciapiedi meneghino a passeggio con il mio cane quando un maxiscooter inforc\u00f2 lo scivolo per i disabili come Tony Cairoli il Ciglione della Malpensa. Il mezzo sfior\u00f2 il mio quadrupede, allora cucciolo, mi pettin\u00f2 una basiola per poi posteggiare vicino a un portone. Io mi ribellai a quella aggressione motorizzata segnalando al centauro l\u2019illegalit\u00e0 e pericolosit\u00e0 della sua testa di minchia. La risposta fu emblematica: \u00abE chiama i vigili, non mi offendo\u2026 \u00bb. In quella salace replica non c\u2019era soltanto uno sberleffo nei confronti del vostro affezionatissimo, ma anche l\u2019umiliazione della legalit\u00e0. Deve sentirsi imbarazzato un vigile nella divisa il primo giorno di lavoro, cantava Franco Battiato nella sua Frammenti, ma che meravigliosa opportunit\u00e0 avrebbe quello stesso vigile, fin dal suo primo giorno in divisa, di fare immediatamente pulizia delle zecche che infestano il tessuto urbano!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 premesso per far capire quanto rispetto io porti al ruolo e quanto mi ritenga avvertito sul suo potenziale cautelativo e medicamentoso. E\u2019 quindi con profonda amarezza e un poco di impercettibile giramento di coglioni che osservo quanto queste straordinarie opportunit\u00e0 di \u201cgiustizia diretta\u201d, come amo chiamarla, siano buttate al vento in favore di una meschina occupazione esattoriale. Il poliziotto locale, da possibile avamposto di legalit\u00e0 e onore nella giungla urbana, \u00e8 diventato un pavido e miserabile esattore. Pavido e miserabile. Una iena che pascola sulle carcasse. Muovendomi abitualmente fra quattro comuni (Milano, Erbusco, Piacenza, Rivergaro) non posso fare a meno di notare una spregevole linea comune, nobilitata da ben rare eccezioni. Ma scendiamo dolorosamente nello specifico, con il contributo di fatti recenti che certamente avranno incaprettato a passo di volante anche voi. Qualche settimana fa parcheggiavo in centro a Piacenza. Zona blu, a pagamento, con apposita colonnina. Da solerte cittadino mi ero procurato moneta sonante per soddisfare il salvadanaio comunale. Inserisco due euro ed espongo il certificato di pagamento sul cruscotto. Dopo aver esaurito le mie commissioni torno all\u2019auto, alle 18.25, e trovo una contravvenzione sul parabrezza. Motivo? Il mio permesso terminava alle 18.07. Come capirete, la mia negligenza era imperdonabile e meritevole di sanzione. Ma quale grifagna tempestivit\u00e0! Quale rapacit\u00e0! Cos\u00ec mi capit\u00f2 di riflettere. Quel mio colpevole ritardo intralciava il traffico? Non mi parve. Penalizzava altri cittadini disperatamente bisognosi di un posto libero? In teoria sarebbe stato possibile, ma curiosamente la mia auto era la sola parcheggiata, circondata da posti liberi, a completa disposizione della cittadinanza. Mi rimase dunque l\u2019asprigna sensazione che quella severina contravvenzione fosse solo a fini di lucro; senza alcun fine superiore se non spillare soldi dal portafogli del buon cittadino. Ma proseguiamo. A Milano ho un pass per residenti che mi permette di posteggiare sotto casa, in via Bertani. Ebbene, ogni sera, quando torno al focolare, gli spazi dedicati ai residenti sono regolarmente occupati da auto non autorizzate di propriet\u00e0 di ragazzi che consumano l\u2019aperitivo nei tanti locali delle vicinanze. Molte sono anche quelle in doppia fila. Ma la sera non c\u2019\u00e8 traccia di sicurezza in divisa. Qualche settimana fa ho notato che il mio pass era in scadenza e intendevo adoperarmi per rinnovarlo. La mia ragazza, sapendomi in procinto di cambiare auto e quindi targa, mi suggeriva di aspettare per evitare di fare due volte la trafila negli uffici di riferimento. Cos\u00ec, qualche giorno dopo, posteggio esponendo il pass da poco scaduto. Sono residente. Abito l\u00ec. Ho un pass. Le ruote dell\u2019auto sono diligentemente inserite fra gli spazi. Niente. La mattina dopo, inesorabilmente multato. Formalismi, direte voi, interventi molesti, ma pur sempre legittimi. \u00abScrivi questa manfrina solo perch\u00e9 ti brucia il culo per qualche euro!\u00bb, diranno i pi\u00f9 maliziosi. Ma il Dio dei cieli e Tina Lagostina Bassi mi sono testimoni: non \u00e8 per stizza da braccino corto che scrivo. Non sono un tipo molto attaccato ai soldi. E\u2019 per il principio. Tradito. Per la bieca grettezza di un\u2019avidit\u00e0 cretina che si veste da legalit\u00e0. Se dovete far cassa, se siete volgarmente comandati a farla, fatela a tutela della rettitudine! Per Dio! Non a suo danno! Come se mancassero opportunit\u00e0 di far cassa a difesa della civilt\u00e0! Castigate l\u2019arrogante, l\u2019incivile, il bullo, colui che mette in pericolo l\u2019incolumit\u00e0 degli altri e l\u2019ordine pubblico; non lo sbadato, non chi lavora e si aggrappa alla benevolenza altrui! In Viale Melzi d\u2019Eril, che ogni giorno attraverso a piedi, transitano autoveicoli e motovelicoli a velocit\u00e0 che sarebbero proibite anche in tangenziale\u2026 con folli rischi per gli indifesi pedoni: avete mai visto un vigile con una paletta alzata? Un fischio? Una sirena? Mai. Abito l\u00ec da otto anni. Mai. Tirate gi\u00f9 per le corna un motociclista che si crede Anthony Gobert e levategli la pelle da culo! Piazzate le ganasce a quei giacal<em>\u00fc<\/em>stra con le quattro frecce da Cayenne che se ne sbattono della viabilit\u00e0 e piazzano il Suv a capriccio con la sboronaggine degli impuniti! Fatelo con enfasi teatrale, con la forza drammaturgica del monito, dell\u2019esempio. Perch\u00e9 se applicate la legge per difendere il probo e colpire il prevaricatore non avrete di che temere, uscirete dal Pandino come dalle acque del fiume Stige, dove Teti immerse Achille per renderlo invulnerabile. E invece no. Prelevano dal residente imitando lo strisciare dei crotali. Multano il furgoncino dell\u2019artigiano mentre lavora. Cavillano come invertebrati della mentalit\u00e0 impiegatizia, sviliscono la propria missione e cagano il cazzo all\u2019onesto contribuente. \u00abPopulismo!\u00bb, tuoner\u00e0 il lacch\u00e8 dello status quo. A Piacenza mi risultano esserci oltre 150 agenti. Un giorno mi trovavo alle prese con un atto di vandalismo nella mia propriet\u00e0, piuttosto serio peraltro, e tempestivamente telefonai: mi risposero che non avevano tempo. Credo che la telefonata sia stata registrata, quindi mi pento di non aver espresso compiutamente la mia opinione con un po\u2019 di mostarda. Oltre 150 agenti che preferiscono fare gli impiegati in ufficio e agire da impiegati, da percettori, anche quando escono in strada. Siete vigili? Vigilate! C\u2019\u00e8 n\u2019\u00e8 tanto bisogno amici miei! E quanto pi\u00f9 nobile ossequio mostrereste alla vostra, nostra divisa!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tornando a Milano, i pi\u00f9 affezionati lettori di questo blog ricorderanno l\u2019episodio dell\u2019Arco della Pace, quando chiamai per segnalare lo scempio che si consumava regolarmente sotto e sopra il monumento. Cos\u00ec come le mie rimostranze per gli avvinazzati che popolano Parco Sempione. E giungo ora a un nuovo aneddoto, quello che preferisco. Mentre passeggio per il parco nei pressi del ponte delle Sirenette fischiettando Rusticanella, del maestro Domenico Cortopassi, vengo fermato due volte in 50 metri da esotici buontemponi che mi offrono \u00abfumo capo\u2026vuoi del fumo?\u00bb. Cos\u00ec, quando intercetto una Fiat Punto della Locale che circola nei paraggi ne informo il conducente. Lo sollecito a scendere per una sgambata alla ricerca dell\u2019illegalit\u00e0, che nulla faceva per nascondersi. Una zona verde di romanticismo all\u2019inglese nel cuore di Milano, che fra platani secolari e germani reali dovrebbe essere dedicata ai d\u00e9jeuner sur l\u2019herbe delle famiglie e sembra invece un parco giuochi per facce patibolari; io non mi aspetto che in un parco pubblico italiano si respiri l\u2019atmosfera del Royal St. George Club di Sandwich, ma neppure quella di una colonia penale. La risposta dell\u2019agente fu la seguente: \u00abLei faccia il suo mestiere che al nostro pensiamo noi\u00bb. Visto che il mestiere di cittadino non \u00e8 apprezzato, seguo a distanza il consiglio, e faccio il mio mestiere. Racconto, do testimonianza, metto i fatti in prospettiva. Lo sfarinarsi dell\u2019autorit\u00e0 \u00e8 generalizzato: parte dalla famiglia, passa per la scuola e arriva alle forze dell\u2019ordine. Oggi reprimere, anche se necessario, \u00e8 impopolare, sospetto. Quindi capisco e sono solidale con chi \u00e8 chiamato all\u2019uso della forza e quando poi se ne serve viene messo sotto processo. Ma dove c\u2019\u00e8 ancora spazio per agire a tutela del bene comune, senza necessariamente esporsi in azioni da Berretti verdi, vedo indifferenza o sciatteria in ci\u00f2 che conta e malverso fiscalismo dove non conta, ma torna comodo. Se la Polizia Locale intende replicare, lo faccia, \u00e8 la benvenuta. Chiss\u00e0 quante cose ignoro sulla loro epica metropolitana! Io vorrei proprio ricercare un confronto, cos\u00ec spesso problematico nella prassi quotidiana. L\u2019impotenza mia \u00e8 quella di molti. E vi invito a raccontare le vostre testimonianze, perch\u00e9 le prima citate sono, lo so, una goccia nel mare. E come se non bastasse la frustrazione dell\u2019uomo dabbene, quando quest\u2019ultimo protesta, recalcitra, si cucca nei denti pure Michele Serra. Mi \u00e8 infatti tornata alla mente un\u2019Amaca, forse gi\u00e0 citata, che parlava di quegli agenti di Torino, i quali, dopo aver multato un panettiere in doppia fila, furono circondati da cittadini indignati. Scriveva a tal proposito il benevolente Michele, sempre dalla parte degli ultimi, dei bistrattati:<\/p>\n<p>\u00abIl panettiere di Torino si esprime educatamente, non \u00e8 un bullo n\u00e9 un emarginato ma un lavoratore come tanti. Proprio per questo \u00e8 terribile constatare come non abbia alcuna percezione, neanche vaga, di avere torto: perch\u00e9 i vigili hanno non solo il diritto, ma il dovere di multare le auto in doppia fila; perch\u00e9 non \u00e8 lecito ostacolarli mentre lo fanno; perch\u00e9 \u00e8 corretto da parte loro chiedere i documenti, mentre \u00e8 gravemente scorretto (un reato) non volerglieli mostrare. Quel bravo, bravissimo ragazzo ha capito solamente, della vicenda, che quelle multe disturbavano la sua attivit\u00e0 e i suoi interessi. Ed \u00e8 questa la sola ragione che pu\u00f2 davvero indignare e mobilitare la maggioranza degli italiani. Che sono quasi tutti brava gente: ma di regole e di doveri non capiscono proprio l&#8217;essenza, che raramente coincide con i propri comodi\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un plauso a questo ennesimo capitolo della maieutica rettitudine di Repubblica, dei suoi editori e delle sue penne. E\u2019 tuttavia terribile constatare come Serra non abbia alcuna percezione, neanche vaga, della sua stessa imbarazzante ottusit\u00e0 come dell\u2019esasperazione di chi conosce il buon senso; di quei poveri ciula che hanno una visione d\u2019insieme, che sanno mantenere l\u2019unit\u00e0 delle regole dell\u2019intelletto sotto principi. Cittadini che si trovano lo Stato nel culo come un mazzo di ortiche in ogni misero snodo della loro tribolazione; che ammirano le forze dell\u2019ordine multare il lavoratore e sorvolare sullo spacciatore africano che bivacca fra le mamme in carrozzina per poi essere accusati di populismo e xenofobia se lo rimarcano; che vedono due criminali a Pavia asfaltare una ragazza al volante di una macchina rubata mesi prima, trascinarla per un chilometro per poi dileguarsi in pieno centro; che in alcuni quartieri di Torino, come di Roma e Milano, identificano gente armata di tirapugni intenta a pestare anziani senza scorgere forze dell\u2019ordine con il librettino in mano a chiedere documenti. Il vigile ha il dovere di multare le auto in doppia fila, scrive bene Serra; ma ha soprattutto il diritto di colpire chi la posteggia in doppia fila per arroganza e senso di impunit\u00e0 prima di chi lo fa per sopravvivenza o necessit\u00e0. Ma si sa, \u00e8 pi\u00f9 facile fare i pedanti con il panettiere in furgoncino che con il fenomeno in Bentley. E questo esercizio pavido e miserabile, mi ripeto, della legalit\u00e0, alimenta l\u2019illegalit\u00e0 del prepotente e la disillusione del buon cristiano. Come per le altre guardie, quelle della finanza, che vessano il piccolo artigiano e poi calano le brache di fronte ad Amazon. Se io vengo multato davanti a casa (dove ho il diritto di parcheggiare) perch\u00e9 il pass \u00e8 scaduto da una settimana e mi reco a far ricorso, savio Serra, non lo faccio perch\u00e9 \u00abnon capisco l\u2019essenza di regole e doveri\u00bb; bens\u00ec perch\u00e9 ho i coglioni alla zuava di subire forze di polizia che non operano per migliorare la vita del cittadino, ma si adoperano solo al fine di succhiare quei soldi utili per i \u201cpropri comodi\u201d e che mettono le mani nelle tasche di chi sanno far\u00e0 poche storie. Vigili con i deboli e crocerossine con i forti. Perch\u00e9 sono stanco di chi piazza gli autovelox a tradimento su strade extraurbane (nel 2013 la provincia di Milano incass\u00f2 oltre 20 milioni di euro solo di autovelox) mentre in Corso Sempione, dove i mezzi a motore sono potenziali assassini di pedoni e ciclisti, le auto viaggiano a 120 all\u2019ora fra strisce e semafori ancor pi\u00f9 platealmente che in D\u2019Eril mentre gli ausiliari guardano a corna basse le strisce blu. La ragione che fa indignare gli italiani, savio Serra &#8211; oltre ai giornalisti tromboni sempre in sfilata al casello della correttezza, ma in contromano sulla via dell\u2019onest\u00e0 &#8211; \u00e8 che da decenni lo Stato \u00abnon rispetta regole e doveri, non ne capisce proprio l\u2019essenza\u00bb, ma pretende di insegnarli al panettiere. Proprio come lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Personalmente, al contrario, non voglio insegnare nulla all&#8217;ex vigile urbano. Mi piacerebbe anzi capire le sue ragioni; aiutarlo nella sua lotta quotidiana; collaborare con chi ci difende, risvegliare l\u2019orgoglio di chi veglia su di noi. Auguro allora buon Natale alla Polizia Locale in questo spazio digitale. Ho provato a farlo per telefono, ma mi hanno comunicato che di queste cose si occupano i Carabinieri. Ne approfitto infine per augurare un Santo Natale e un sollazzevole 2018 anche a tutti voi carissimi lettori, molti dei quali ho l\u2019ardire di chiamare amici: siete pensatori profondi, prosatori magnifici, donne e uomini ricchi di armonia e baciati in fronte dallo splendore. Vorrei scendere dal camino di ciascuno di voi e accoccolarmi sul tappeto come una fiera mansueta mentre alzate il calice a tutto ci\u00f2 che amate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Quando ero bambino volevo fare l\u2019astronauta. Da adolescente il regista. Oggi &#8211; per almeno ma per non pi\u00f9 di tre giorni la settimana &#8211; vorrei essere un agente della polizia municipale. Sono consapevole delle enormi e crescenti difficolt\u00e0 che devono affrontare i vigilanti, fra organici sempre pi\u00f9 esigui, strumenti operativi insufficienti e stipendi poco gratificanti. Eppure, il privilegio di poter esercitare la legge a tutela della pubblica sicurezza con la cogenza dell\u2019immediatezza, per alzata di paletta, per zuffolo di fischietto, per urlo di sirena, ai miei occhi rappresenta un orizzonte rigenerante, catartico. 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