{"id":1205,"date":"2018-02-04T23:43:21","date_gmt":"2018-02-04T22:43:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=1205"},"modified":"2018-02-05T19:15:51","modified_gmt":"2018-02-05T18:15:51","slug":"informazione-e-flagellazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2018\/02\/04\/informazione-e-flagellazione\/","title":{"rendered":"Sgarbi vs Formigli: formazione vs informazione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/02\/il-ritorno-di-caravaggio-a-monza-la-flagellazione-di-cristo-alla-villa-rea_692fd5e8-dc76-11e5-b8a6-66af05cfbcf0_512_512_new_square_large.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1206\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/02\/il-ritorno-di-caravaggio-a-monza-la-flagellazione-di-cristo-alla-villa-rea_692fd5e8-dc76-11e5-b8a6-66af05cfbcf0_512_512_new_square_large-300x300.jpg\" alt=\"il-ritorno-di-caravaggio-a-monza-la-flagellazione-di-cristo-alla-villa-rea_692fd5e8-dc76-11e5-b8a6-66af05cfbcf0_512_512_new_square_large\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/02\/il-ritorno-di-caravaggio-a-monza-la-flagellazione-di-cristo-alla-villa-rea_692fd5e8-dc76-11e5-b8a6-66af05cfbcf0_512_512_new_square_large-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/02\/il-ritorno-di-caravaggio-a-monza-la-flagellazione-di-cristo-alla-villa-rea_692fd5e8-dc76-11e5-b8a6-66af05cfbcf0_512_512_new_square_large-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/02\/il-ritorno-di-caravaggio-a-monza-la-flagellazione-di-cristo-alla-villa-rea_692fd5e8-dc76-11e5-b8a6-66af05cfbcf0_512_512_new_square_large.jpg 512w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La polemica esplosa fra Vittorio Sgarbi e Corrado Formigli ha avuto seguito questa sera alla non Arena di Massimo Giletti. Recuperando alcune riflessioni esposte nella pagina precedente del blog in maniera beffardamente dimostrativa. Ma andiamo per ordine. E mi perdonerete le inevitabili ellissi o semplificazioni. Nel corso del programma Piazza Pulita di mercoled\u00ec scorso, il conduttore Corrado Formigli manda in onda un servizio sulle criminalit\u00e0 minorile a Napoli. Un reportage dove l\u2019inviata Micaela Farrocco racconta lo squallore esistenziale delle baby gang partenopee, intervistando alcuni ragazzini. Un approfondimento destato dal ferimento del giovane Arturo da parte di ignoti minorenni di rione, la cui madre, Maria Luisa Iavarone, era ospite del programma di La7 per chiedere giustizia. Vittorio Sgarbi, in collegamento, al termine del reportage segnala come rimestare nel torbido dell\u2019orrore, nel vivo del degrado, sia il miglior modo per creare emulazione e bene sarebbe non mandare in onda servizi del genere. Formigli, immantinente piccato, replica cos\u00ec: \u00abVittorio\u2026ma che cacchio dici?!\u00bb. E ancora: \u00abQueste sono cretinate\u00bb. Da l\u00ec al critico si chiude la vena e inizia a inveire sul conduttore, accusato di essere un uno stronzo senza cultura, uno che sfrutta il disagio per fare ascolto, uno dai pensieri piccini, e dopo minaccia di chiusura collegamento, di essere un \u00abfascista, fascista, fascista!\u00bb. A quel punto Formigli toglie l\u2019audio all\u2019ospite. L&#8217;accalorata accusa di Sgarbi trova puntuale rampogna sulla stampa nelle ore successive, in un articolo firmato Adriano Celentano e indirizzato a mo&#8217; di lettera aperta direttamente a Vittorio:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abQuel servizio sulle baby gang che tu hai tanto criticato \u00e8 stato una vera e propria mano santa al servizio dell\u2019informazione. Ci ha fatto capire fino a che punto lo STATO italiano se ne sbatte le PALLE dei cittadini. Fra poco, le armi a quei ragazzini che picchiano e uccidono senza una ragione arriveranno da Palazzo Chigi. E gli elettori, quelli che ancora non si sa per chi andranno a votare, ma andranno, lo stanno capendo grazie a uomini come Formigli. E tu gli dai dello stronzo? Eh no, Sgarbis, lo stronzo sei tu\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il critico d&#8217;arte ferrarese, ospite questa sera da Giletti per difendere le proprie ragioni, ribadisce che quel genere di informazione crea contagio verso l\u2019ignoranza e il degrado, e che sappiamo gi\u00e0 quanto lo Stato se ne sbatta le palle dei cittadini. Suo scopo, da politico e divulgatore, \u00e8 precisamente portare la bellezza in quei luoghi, raccontare una Napoli diversa da quella dell\u2019emarginazione, che pure brilla agli occhi di chi voglia guardarla. E che questo dovrebbe fare anche il giornalismo televisivo: \u00abLa televisione \u00e8 come la scuola, deve educare\u00bb. Presente in studio come rappresentante di quel giornalismo che rivendica imparzialit\u00e0, a cui accennavamo ieri, c\u2019\u00e8 Massimo Giannini, il quale prende prevedibilmente le difese di Formigli dando a tutti noi una preziosa lezione deontologica, addottorandoci con la stolida lagna della realt\u00e0, dei fatti, che \u00e8 un preciso dovere del giornalista raccontare. Presta giustificazione a chi predilige sciaguattare nello squallore, perch\u00e9 solo in quello prospera. Ma la chiosa morale, ironica e definitiva, giunge dall&#8217;ineffabile Massimo Giletti. Fino a quel momento comprensivo verso le ragioni di Sgarbi, accompagnate con espressioni compite e scrutatrici, il conduttore decide infine di ossequiarle rimandando in onda il reportage di Piazza Pulita sulle baby gang. Quod erat demonstrandum.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, mi sono appena espresso sul giornalismo e non voglio ripetermi. Credo che la malafede non possa essere riscattata, ma soltanto messa a tacere. Mi servir\u00f2 allora di una analogia, contro le false analogie in essere. Salvini viene quotidianamente accusato di seminare odio. Proprio da quei giornalisti &#8220;super partes&#8221; alla Giannini e alla Formigli. E lo si ammonisce sulla certezza che l\u2019odio genera odio. Ma quando uno Sgarbi segnala che l\u2019orrore genera orrore, che celebrare il degrado genera emulazione del degrado, che raccontare il crimine di quartiere con quel maledettismo di maniera che fa tanto ascolto, con tono fintamente sdegnato ma in fondo compiaciuto, con falso cordoglio e vero opportunismo\u2026 gli si risponde che la realt\u00e0 non pu\u00f2 essere sottaciuta. Dovere del giornalista \u00e8 raccontarla. Ebbene, alla malafede andrebbe tolto l\u2019audio. Per sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Concludo con una postilla pedagogica. Pur innamorato della bellezza in ogni sua manifestazione, non credo che salver\u00e0 il mondo in un\u2019epifania decontaminante. Ritengo che l\u2019educazione alla bellezza possa. E a Napoli, come in tutte le periferie disperate del globo, serve precipuamente un ritorno all\u2019educazione. Che passi dai modelli di riferimento famigliari prima che dalla Scuola di Posillipo di Giacinto Gigante o dalla Flagellazione di Cristo del Caravaggio. Che rifletta sull&#8217;assenza dei genitori prima che su quella dell\u2019istruzione scolastica e dei libri. Tutti i ragazzetti intervistati parlavano di padri in galera, di famiglie assenti, di assoluta solitudine affettiva ed educativa prima ancora che didattica. Su questo deve riflettere la politica, come priorit\u00e0 assoluta. E anche Sgarbi non ha saputo porre la giusta enfasi sul momento di mediazione fra il conoscere e l&#8217;agire, che passa sempre dal sentimento del piacere. Per quanto un bambino sia messo di fronte al divino spettacolo dell&#8217;arte, la finalit\u00e0 non pu\u00f2 prescindere dal suo bisogno di vivere intersoggettivamente quel sentimento verso il bello e il santo, guidato da una figura di riferimento che ne \u00a0ispiri la condotta. Cos\u00ec come lo spettacolo della marginalit\u00e0 e dell&#8217;efferatezza che lo circonda non verr\u00e0 mai afferrato compiutamente senza un intermediario affettivo primario, che istituisca accoglienza e autorit\u00e0, coraggio e senso del limite. Perch\u00e9\u2026 come nelle parole del precettore di Emilio: \u00abInvano gli abissi dell&#8217;infinito sono aperti tutto attorno a noi: un fanciullo non ne pu\u00f2 essere spaventato: i suoi occhi deboli non ne possono sondare la profondit\u00e0. Se si parla ai fanciulli della potenza di Dio, essi lo stimeranno quasi forte quanto loro padre\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La polemica esplosa fra Vittorio Sgarbi e Corrado Formigli ha avuto seguito questa sera alla non Arena di Massimo Giletti. Recuperando alcune riflessioni esposte nella pagina precedente del blog in maniera beffardamente dimostrativa. Ma andiamo per ordine. E mi perdonerete le inevitabili ellissi o semplificazioni. Nel corso del programma Piazza Pulita di mercoled\u00ec scorso, il conduttore Corrado Formigli manda in onda un servizio sulle criminalit\u00e0 minorile a Napoli. Un reportage dove l\u2019inviata Micaela Farrocco racconta lo squallore esistenziale delle baby gang partenopee, intervistando alcuni ragazzini. 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