{"id":1249,"date":"2018-02-09T03:34:57","date_gmt":"2018-02-09T02:34:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=1249"},"modified":"2018-02-09T09:29:21","modified_gmt":"2018-02-09T08:29:21","slug":"vermi-a-sonagli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2018\/02\/09\/vermi-a-sonagli\/","title":{"rendered":"Vermi a sonagli"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/02\/ANTEPRIMABERTAZZA18NOV.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1250\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/02\/ANTEPRIMABERTAZZA18NOV-300x169.jpg\" alt=\"ANTEPRIMABERTAZZA18NOV\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/02\/ANTEPRIMABERTAZZA18NOV-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/02\/ANTEPRIMABERTAZZA18NOV.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La malafede non si redime. Questa osservazione \u00e8 a tal punto auto-evidente da offrirsi nella sveltezza dell\u2019aforisma. Eppure \u00e8 trascurata o sottovalutata dai nostri ambasciatori di idee, che instancabilmente inciampano nelle medesime trappole, e pi\u00f9 per ingenuit\u00e0 che per alterigia. Ora, forse un poco immodestamente mi riterrei capace di ribattere le palle avvelenate dei sinistri contro loro stessi con una certa facilit\u00e0, ma in questa sede non lo faccio perch\u00e9 i miei interlocutori siete voi, non loro. Parlo di loro, con voi. Ma chi ha la possibilit\u00e0 di affrontarli a viso aperto, spesso cerca di imboccare la strada della persuasione attraverso il buon senso; i pi\u00f9 coltivati ci provano addirittura con il logos. Operazioni di convincimento che si rivelano ineluttabilmente evanescenti. Guardiamo negli occhi il tenore del dibattito pubblico. Qual \u00e8 la tesi di fondo dell\u2019imbecilligh\u00e8nzia perbenista? L\u2019ha sintetizzata magistralmente Alessandro De Angelis nella scorsa puntata di Otto e mezzo: \u00abLa destra italiana \u00e8 un\u2019impresa dell\u2019ansia sociale. Usa le parole come le pallottole. Semina odio con irresponsabilit\u00e0. Evoca un nemico e produce effetti nefasti per il Paese\u00bb. Certamente al nostro sguardo l\u2019accusatore si sculaccia con la sua stessa accusa come fosse un ragazzino che spaccia gli amichetti per pippettari, ma lo fa con la tv sintonizzata su La soldatessa alle grandi manovre e la patta ancora abbassata. Le teste pensanti, a differenza dei giornalisti progressisti e conformisti, conoscono il principio di non contraddizione. Sottolineare che la destra italiana \u00e8 un\u2019impresa dell\u2019ansia sociale non mira a sobillare ansia sociale contro la destra italiana? Accusare di utilizzare parole come pallottole non \u00e8 forse esplodere parole come pallottole? Tacciare un soggetto politico preciso di seminare odio non semina odio? Non evoca forse un nemico?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel merito poi, \u00e8 talmente vero che i Berlusconi, i Salvini e le Meloni aizzano ansia sociale che subito dopo, da Formigli, parte un ansiogeno approfondimento sulla recrudescenza neofascista in Italia. Si va a Verona. E si mandano in onda brandelli di un servizio che somiglia sinistramente allo stesso servizio mandato in onda nel settembre 2017, dove si ascoltava Luca Castellini, leader di Forza Nuova, invocare Adolf Hitler da un palco dell\u2019Hellas Verona. Un viscido e patetico tentativo di corroborare la tesi di un\u2019emergenza fascista in Italia, a supporto del recente caso di Macerata. Dove non una singola riflessione viene spesa per la sorte di Pamela Mastropietro, mentre i pi\u00f9 arguti analisti sono chiamati a inquadrare lo scellerato exploit di Traini come frutto di un milieu, di una mentalit\u00e0. E che cos\u2019\u00e8 questo se non il tentativo di evocare un nemico?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma tale vigilanza \u00e8 futile. Ogni richiamo alla rettitudine intellettuale inefficace. Come scrivevo nei precedenti interventi, chi si arroga il diritto di calare una verit\u00e0 incontestabile e moralmente autorizzata mentre fa la pi\u00f9 lubrica propaganda, va dialetticamente schiacciato come fosse un parassitoide. Non con la finezza del ragionamento, ma con la forza icastica dell\u2019immagine. Non sono &#8220;buonisti&#8221;, sono vermi. Vermi a sonagli. E cos\u00ec andrebbero chiamati. Gli inviati della trasmissione, lo sono gi\u00e0 nel linguaggio del corpo: da invertebrati che strisciano vicino agli anziani di paese, accuratamente scelti fra i pi\u00f9 semplicioni, per strappare loro la dichiarazione scabrosa. Si fingono benevoli, sfruttando interlocutori poco evoluti, per far sbrodolare una zacchera di degrado intellettuale. Per far passare l\u2019idea che chi non \u00e8 a favore della loro lercia Weltanschauung \u00e8 un incivile. E lerci spesso lo sono nell\u2019aspetto. Come quel Bertazzoni che in maniera untuosa, muovendo gli occhietti ravvicinati da babbuino mannaro dietro occhialini anni di piombo, si avvicina ai malcapitati con una prossemica da piattola. Sempre con in bocca la tolleranza e poi dichiaratamente intollerante nei confronti del sapone. E ancora Cerasa, cos\u00ec preoccupato di assicurarsi quel piercing all\u2019orecchio che fa molto ex contestatore da non riuscire ad annodare con decenza la cravatta della rispettabilit\u00e0 borghese. Il quale, giunto in studio dopo un servizio in cui Salvini, rispondendo proprio a Bertazzoni, ripeteva\u2026 scandendo\u2026 a prova di rincoglionito\u2026 che non scusava il folle gesto di Traini, ma che anzi lo condannava esplicitamente\u2026 commenta: \u00abTrovo molto grave che Salvini abbia svicolato sul caso Traini; che non abbia condannato senza se e senza ma\u00bb. Il suo leader politico di riferimento la chiamerebbe fake news perch\u00e9 padroneggia l\u2019inglese; io preferisco chiamarla cacata a spruzzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella grettezza di una campagna elettorale postmoderna, e lo dico con il disagio nel cuore, non si vince di ragioni. Non si persuade. Si deve solo picchiare pi\u00f9 forte. E grazie alla lucidit\u00e0 di chi non \u00e8 ideologicamente guasto, corrotto, non c\u2019\u00e8 allarme populista che tenga. Con questi bisogna scendere nel fango, sporcarsi le mani. Siamo fascisti? Voi siete la manovalanza del nazismo finanziario. Siamo islamofobi? Voi cristianofobi. Siamo bruti? Voi quelli che a Roma chiamerebbero \u201cabbrutti\u201d. Noi siamo i populisti? Voi siete i nemici della patria, traditori del popolo. Noi siamo razzisti? S\u00ec, verso le razze di cretinoidi avariati che scimmiottano irreprensibili intellettuali. Siamo di destra? S\u00ec, perch\u00e9 difendiamo i deboli dalla sinistra che li usa come cavie da seggio. Noi seminiamo odio?! Se proprio vi ostinate lo faremo; ma non verso i profughi, i diseredati, i disperati: verso di voi. Con un verme a sonagli non si discute; lo si schiaccia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La malafede non si redime. Questa osservazione \u00e8 a tal punto auto-evidente da offrirsi nella sveltezza dell\u2019aforisma. 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