{"id":139,"date":"2017-03-20T10:58:03","date_gmt":"2017-03-20T09:58:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=139"},"modified":"2017-03-20T11:18:02","modified_gmt":"2017-03-20T10:18:02","slug":"kissini-a-tutti-i-cyberburini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/03\/20\/kissini-a-tutti-i-cyberburini\/","title":{"rendered":"Kissini a tutti i cyberburini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/03\/martina-dell-ombra-sexy-decollete.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-140\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/03\/martina-dell-ombra-sexy-decollete-240x300.jpg\" alt=\"martina-dell-ombra-sexy-decollete\" width=\"240\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/03\/martina-dell-ombra-sexy-decollete-240x300.jpg 240w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/03\/martina-dell-ombra-sexy-decollete-820x1024.jpg 820w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/03\/martina-dell-ombra-sexy-decollete.jpg 930w\" sizes=\"(max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><\/a><\/p>\n<p>I sempre pi\u00f9 numerosi episodi di cyberbullismo che si rincorrono sulle pagine dei giornali costringono a calarsi con travagliato disincanto in un territorio dove il diritto internazionale non \u00e8 ancora approdato. La polizia postale italiana ha registrato 235 casi di minori vittime di bullismo online nel solo 2016 mentre la storia a infausto fine di Tiziana Cantone si \u00e8 rivelata tragica sintesi delle relazioni pericolose in tempi di smartphone e Internet. La giornalista Selvaggia Lucarelli denuncia e perseguita con caparbiet\u00e0 chi schernisce e offende in rete, forte di un milione di seguaci che in molte circostanze ne appoggiano l\u2019operare divenendone moltiplicatore.<\/p>\n<p>Lo sforzo \u00e8 meritorio e potenzialmente deterrente, ma sullo slancio di un genuino desiderio di giustizia finisce talvolta con il cadere nella rappresaglia; ridicolizzare implacabilmente, inchiodare pubblicamente alla gogna delle proprie responsabilit\u00e0 gli autori-divulgatori del materiale incriminato &#8211; spesso patetici ancorch\u00e9 molesti minchioni &#8211; non fa che aggiungere un anello alla catena del sopruso in una declinazione multimediale della lex talionis.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mettere le mani in questa melma per trovare qualcosa a cui aggrapparsi \u00e8 dunque disagevole. Di certe ci sono la violenza e la frustrazione che trovano sempre, da che esiste l\u2019uomo, un canale dove riversarsi. L\u2019anonimato del web aiuta la prevaricazione gratuita; ma anche il pensiero unico certificato, come sostengo da tempo. Accusare di razzismo, di intolleranza, per esempio, permette di essere violenti quanto si vuole, intolleranti quanto si \u00e8, perch\u00e9 si agisce in nome dell\u2019idea legittima certificata. Quindi mortificare il prepotente concede di esercitare prepotenza, emarginare il razzista di essere razzisti, con la coscienza e la fedina penale pulite. Poi c\u2019\u00e8 il branco, che consente di essere violenti con l\u2019anima lieve, poich\u00e9 nel gruppo si diluiscono ulteriormente le responsabilit\u00e0. Perci\u00f2 il web \u00e8 un acceleratore, un aggregatore della violenza, che gi\u00e0 c\u2019era, a scuola, negli spogliatoi, nelle caserme, in piazza, prima di Internet, ma che ora acquista quel carattere virale, imperituro e immateriale che terrorizza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019intelligenza \u00e8 innanzitutto prudente. Purtroppo l\u2019intelligenza \u00e8 di pochi, quindi aspettarsi prudenza digitale sarebbe poco intelligente. E il mondo digitale \u00e8 di tutti. Imbullonare la canaglia alle proprie responsabilit\u00e0 \u00e8 astrattamente ineccepibile, ma concretamente velleitario e spesso controproducente. Se dovessi cercare un antidoto, quando si \u00e8 trascinati nel tritacarne, difficilissimo da iniettare nelle vene sobbollenti di un adolescente, ma anche di tanti adulti&#8230; \u00e8 l\u2019autoironia. L\u2019autoironia rappresenta l\u2019unico contravveleno cui riesco a pensare in un contesto cos\u00ec irriducibilmente deregolamentato, imprevedibile e brutale. Eleva sempre, produce un ribaltamento dell\u2019energia negativa istantaneo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A tal proposito, il rovente caso Leotta di qualche mese fa \u00e8 emblematico. La Diletta giornalista di Sky, vittima di un vigliacco attacco informatico che diffuse immagini e video privati molto audaci, si era detta profondamente indignata, rilasciando un comunicato stampa disgustato in cui dichiarava di voler far chiarezza e dava consigli alle giovani su come difendersi. A Sanremo \u00e8 poi apparsa proprio come testimonial della lotta al cyberbullismo e in quella sede ha invitato le vittime a denunciare ogni violazione della privacy e a non avere paura. Ora, in una situazione cos\u00ec sgradevole, molto pi\u00f9 efficace e istantaneamente catartica sarebbe stata una presa di posizione di questo tipo:<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, \u00e8 vero, ho scattato un po\u2019 di foto con le tettine di fuori. E per gioco mi sono fatta riprendere mentre inciampavo elegantemente in qualche pisellata. Ma diciamocelo, \u00e8 cos\u00ec grave? La prossima volta, tuttavia, sar\u00f2 pi\u00f9 gelosa delle mie grazie e le conceder\u00f2 solo a chi se le merita davvero. Nella disdetta, sono contenta che almeno qualche bisognoso ne abbia goduto. L&#8217;unica cosa che vorrei precisare \u00e8 che non sono io la ragazza con il culo per aria in quell\u2019austera camera da letto; mai e poi mai, infatti, avrei potuto prostrarmi in quella licenziosa posizione di fronte a un quadro della Vergine\u00bb.<\/p>\n<p>Ecco, una dichiarazione di questo tipo avrebbe fatto osannare al Diletta Santa subito. Ci\u00f2 considerato, se proprio volessimo essere precettivi per le giovani donne, seguirei il consiglio della spigolosa criminologa Roberta Bruzzone offerto il 14 marzo al salotto di Porta a Porta ed eviterei del tutto di produrre materiale pecoreccio, anche quando il Maicol della situazione vi prega cos\u00ec insistentemente di farvi riprendere. Perch\u00e9 difendersi da un maniaco informatico determinato a nuocere e con materiale compromettente a disposizione \u00e8, rebus sic stantibus, veramente complesso. Ma di nuovo, a frittata fatta, omnia munda mundis e con l\u2019abito dell\u2019autoironia si va a teatro come in trincea.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Martina Dell\u2019Ombra de Broggi de Sassi (Federica Cacciola), altra protagonista dei social network con oltre 225mila follower, \u00e8 la liberatoria reazione all\u2019ansia forcaiola e paranoide come all\u2019abuso informatico, perch\u00e9 incarna nella sua geniale maschera di nouveau riche gigolette pariolina, pimpante e scimunita &#8211; caricatura neppure troppo intemperante di una generazione di teste disabitate &#8211; ci\u00f2 che \u00e8 invulnerabile.<\/p>\n<p>I tanti sprovveduti che anche dopo decine di visualizzazioni non vengono punti da vaghezza possa trattarsi di un consapevole satireggiare, la insultano con primigenia ferocia. La ingiuriano, la scherniscono, la violentano con un dettato primitivo e con la propria stupidit\u00e0. Eppure, questi cyberburini neppure la scalfiscono. Per quale ragione? Perch\u00e9 l\u2019autoironia \u00e8 invincibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ciononostante, pur essendo pi\u00f9 accessibile di altre virt\u00f9, richiede profondo senso di s\u00e9 per poter essere maneggiata. E una certa qual dose di santa indifferenza nei confronti dell\u2019opinione. Oggi, malauguratamente, a trionfare non \u00e8 la consapevolezza di s\u00e9 &#8211; nei vizi come nelle virt\u00f9 &#8211; ma il narcisismo (con la deriva del disturbo narcisistico di personalit\u00e0), che dell\u2019opinione altrui si nutre. E che quindi ne pu\u00f2 essere vittima. Avere bisogno degli altri per esistere, trovare nella battaglia dell\u2019approvazione l\u2019unica battaglia degna di essere combattuta, mette la propria vita nelle mani di sconosciuti. Che per narcisismo proprio, a loro volta, possono stritolarla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>I sempre pi\u00f9 numerosi episodi di cyberbullismo che si rincorrono sulle pagine dei giornali costringono a calarsi con travagliato disincanto in un territorio dove il diritto internazionale non \u00e8 ancora approdato. La polizia postale italiana ha registrato 235 casi di minori vittime di bullismo online nel solo 2016 mentre la storia a infausto fine di Tiziana Cantone si \u00e8 rivelata tragica sintesi delle relazioni pericolose in tempi di smartphone e Internet. 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