{"id":1738,"date":"2018-06-16T06:25:53","date_gmt":"2018-06-16T04:25:53","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=1738"},"modified":"2018-06-16T08:33:50","modified_gmt":"2018-06-16T06:33:50","slug":"propaganda-la7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2018\/06\/16\/propaganda-la7\/","title":{"rendered":"Propaganda La7"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/06\/hqdefault.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1739\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/06\/hqdefault-300x225.jpg\" alt=\"hqdefault\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/06\/hqdefault-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/06\/hqdefault.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In Italia l\u2019unica opposizione tangibile, l\u2019unica coalizione che ha fatto immantinente quadrato contro il governo\u2026 \u00e8 l\u2019informazione. Da che ho l\u2019et\u00e0 per recarmi alle urne non ricordo un fuoco di fila cos\u00ec fitto nei confronti di un esecutivo appena nato. Ma se ci sono gli audaci che cercano sempre lo scontro risolutivo con manovre di sfondamento &#8211; fra i quali anche qualche illustre rappresentante della stampa di destra &#8211; in questa miserabile guerra di trincea si segnala chi, come il canale televisivo La7, ha scelto la strategia del logoramento. A poco pi\u00f9 di cinque anni dall\u2019arrivo di Urbano Cairo a capo della rete e dall\u2019articolo de L\u2019Espresso a firme Di Feo-Gilioli in cui lo stesso imprenditore veniva affrescato come un rampante parvenu, un buffo Berlusconi wanna be, oggi La7 sembra essere la fanteria da prima linea e prima serata della Weltanschauung Gedi, tanto sono manifeste l\u2019interconnessione giornalistica e la profonda affinit\u00e0 ideologica; superando in zelo militante i pusillanimi soldatini di Rai Tre &#8211; che vedono la sola Lucia Annunziata ancora bellicosa &#8211; e gli scatenati, bench\u00e9 ancora abborracciati, incursori multimediali de il Post.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I programmi del canale Cairo Communication (Otto e mezzo, Piazza Pulita, Di Marted\u00ec, L\u2019Aria che tira, Tagad\u00e0, financo Atlantide\u2026 ) rispecchiano un pluralismo di ghigne che si dannano quotidianamente per riaffermare il monismo di fondo del pensiero. Abbiamo analizzato tante volte i monotoni comportamenti dei moderatori-insinuatori\/istigatori (a seconda della cifra stilistica: Floris insinua, Formigli istiga etc.) come degli ospiti fintamente super partes e grossolanamente partigiani. L\u2019umore stantio che ne fuoriesce \u00e8 quello della conventicola di affiliati, connotata da un forte accento di provincialismo capitolino, che si raduna una sera a casa di un ospite, una sera a casa dell\u2019altro, manipolandosi reciprocamente le convinzioni fino all\u2019orgasmo di gruppo, senza la reale volont\u00e0 di un contradditorio. Anche le tiepide voci iconoclaste sono sempre messe in chiara posizione di minoranza, e invitate a comportarsi con i dovuti riguardi. Difficile vedere una coppia Bagnai-Blondet affrontare l\u2019impositivo argomentare di Cerasa; o anche solo Foa-Rossi dialogare con l\u2019integrit\u00e0 intellettuale di Calabresi. L\u2019unico a non essersi fatto ammaestrare, se non nell\u2019orrida abitudine della button-down con giacchetta d\u00e9lav\u00e9, \u00e8 Marco Travaglio, di cui mi occuper\u00f2 monograficamente in futuro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo stesso telegiornale di Enrico Mentana e le relative edizioni straordinarie sulla distanza sono poli magnetici per questa temperie. Mentana \u00e8 un conduttore straordinario, la cui abilit\u00e0 \u00e8 persino sottovalutata, malgrado goda di una status da Comizi Curiati fra gli addetti ai lavori e da Osho Rajneesh fra le schiere dei webeti. Ha la presenza di spirito del killer e una naturalezza nell&#8217;estrarre la parola assassina anche nel guazzabuglio della pugna davvero rimarchevole. Quando dialoga, poi, mostra i tempi giusti: sa aspettare, ha senso drammaturgico, tiene in mano il proscenio senza dare la sensazione di protagonismo. Persino il suo gigioneggiare, perfettamente ricreato da Crozza, \u00e8 potabile e non degenera mai in macchietta come in Giletti, forse per un fisico del ruolo pi\u00f9 da impiegato pubblico che da play-boy di Viale Ceccarini. Ci\u00f2 riconosciuto, \u00e8 palesemente allineato. E poco incline a ribaltamenti di immaginario, poich\u00e9 intellettualmente permaloso, come sa chiunque sia transitato anche solo una volta sulla sua pagina Facebook. Un\u2019inclinazione evidente anche nell\u2019incedere ancillare dei suoi inviati, Sardone e Celata. Ma la trasmissione che forse pi\u00f9 di ogni altra definisce tale ostinata propaganda \u00e8 appunto Propaganda Live. La pasquinata alla romana di Bianchi e Dambrosio &#8211; da sempre molto pi\u00f9 divertita che divertente &#8211; si compiace nel grufolare in quella disinvoltura da birrazza con gli amici, baloccandosi in un\u2019estetica che definirei \u201cabbrutta\u201d o &#8220;da pezze ar culo&#8221; per pertinenza regionale. Il programma si sforza di persuadere avvalendosi dell\u2019argumentum ad verecundiam, ovvero di essere eloquente buttandola in caciara\u2026 perch\u00e9 loro sono gente schietta, genuina, che dichiara le proprie intenzioni con sincerit\u00e0, e nel frattempo caca una satira sciolta e ruffianamente popolana. Si direbbe populismo anti-populista, ma definir\u00f2 meglio pi\u00f9 avanti la schiatta di riferimento. Emblematico di questo modo di essere ossimorico un intervento di &#8220;Zoro&#8221; durante la puntata di Otto e mezzo dell&#8217;altrieri, che ha sottolineato come Matteo Salvini, nel suo agire cos\u00ec affermativo e sprezzante, insulti tutta quella parte d\u2019Italia che non la pensa come lui. Risibile rampogna se fatta da chi dipinge esplicitamente &#8211; non si capisce bene da quale atelier di Calle de La Plata &#8211; la maggioranza degli italiani come cretinoidi-fascisti nei feriali grillini\u2026 e cretinisti-fascistoidi durante i festivi leghisti. Proprio ieri sera si \u00e8 chiusa la stagione 2018 di Propaganda Live con un coraggioso monito: \u201cNon siate razzisti!\u201d. E il razzismo \u00e8 la vera ossessione di questa gente, come reduplicato dalla patetica copertina de L&#8217;Espresso oggi in edicola: &#8220;Uomini e no&#8221;, con un ragazzo di colore affiancato a Salvini. Titolo che si d\u00e0 un tono citando Vittorini, ma che \u00e8 tetro manifesto di vile divulgazione. Epper\u00f2 tale fissazione deve avere una causa, un&#8217;origine i cui significati superino l&#8217;interesse tattico del momento. Mi sono sempre interrogato, soffermato sulla questione&#8230; e alfine ho maturato un&#8217;opinione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il razzismo di cui loro blaterano (\u201csporco negro!\u201d) \u00e8 talmente fuori dai tempi &#8211; in cui piuttosto le nuove generazioni vivono idolatrando-scimmiottando sub-culture afroamericane, fra hip hop, cinema gangsta, basket Nba e ossequiando l&#8217;esotismo terzomondista tarato sul mito del buon selvaggio \u2013 da meritare solo pernacchie. Eppure c\u2019\u00e8 un timore sublimato in filigrana: la paura della discriminazione. Come abbiamo scritto in passato la discriminazione \u00e8 elemento costitutivo dell\u2019esistenza umana, prerequisito di ogni scelta, dalle mele al supermercato alla compagna\/o con cui vivere. Loro tuttavia la temono, forse perch\u00e9 furono atavicamente discriminati, e ancora ne hanno panico; magari non erano i pi\u00f9 simpatici della classe\u2026 erano un po\u2019 catenacci e nella squadra di pallone finivano in panchina\u2026 plausibilmente da ragazzi interpretavano l\u2019ingrato ruolo degli scaldafighe o, nel caso delle donne, parti ancor pi\u00f9 ingrate. Cos\u00ec oggi, pur cresciuti e affermati, in un remoto stanzino di tremarella dell\u2019inconscio ancora paventano una discriminazione verso la loro razza. Perch\u00e9 epidermicamente si riconoscono intimamente della stessa natura, per cui si cercano, si difendono l&#8217;un l&#8217;altra e tutti insieme corrono a nascondersi dietro la sottana del Potere. Per il quale, in genere, combattono le guerre, difendendone gli interessi con spirito mercenario, senza eroismo alcuno, sul sempre pi\u00f9 sterminato campo di battaglia dell\u2019opinione. Sono tipi umani opposti, ma strategicamente complementari alle anime molto ben acconciate con cestino di vimini e pomate bio alla calendula fra cui vivo in Mario Pagano, perch\u00e9 cooptati dalla stessa consorteria: i primi dolosi, i secondi colposi, entrambi arnesi. Arnesi di quel Potere, neppure pi\u00f9 tanto occulto e soverchiante, che ha ritenuto necessario mettere in scena una declamatoria mimesi di carit\u00e0 laicista servendosi di suggestioni proletarie e umanitarie, al fine di proseguire il saccheggio senza venir disturbato da un&#8217;eventuale presa di coscienza dei pi\u00f9, che sempre di pi\u00f9 sono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo punto vorrei sottoporre alle vostre teste post-convenzionali una speculazione, forse un po\u2019 oziosa, ma ai miei occhi accertabile. Come avevo gi\u00e0 scritto in passato, se in fisiognomica gi\u00e0 da Aristotele si rifletteva sulla possibilit\u00e0 di leggere in un volto alcune peculiarit\u00e0 caratteriali, io mi sono sempre ritenuto in grado di inferire dall\u2019aspetto le simpatie politiche. Anche se il soggetto fosse impegnato a dibattere sulle code alla vaccinara. \u00abPoich\u00e9 il sopracciglio spesso dice il vero, poich\u00e9 occhi e nasi hanno la lingua, e l&#8217;aspetto proclama il cuore e le inclinazioni, basta l&#8217;osservazione ad istruirti sui fondamenti della fisiognomica; spesso osserviamo che persone con tratti simili compiono azioni simili e hanno simili pensieri\u00bb. Ovviamente non vengo ad affermare che ci siano parametri antropometrici per intercettare un elettore PD, ma una \u201cfaccia sinistra\u201d (tradotto dal dialetto piacentino) indubitabilmente c&#8217;\u00e8 e l\u2019uomo coltivato pu\u00f2 intercettarla, anche quando \u00e8 un poco meno manifesta di quelle che portano in giro Orfini, Saviano o Bertazzoni. La7 \u00e8 un distillato di facce sinistre e la disinformazione che ne segue rappresenta la bio-logica conseguenza di tali fisionomie. Naturalmente ci sono eccezioni al tratto comune: Lilli Gruber somiglia pi\u00f9 a una senatrice di Forza Italia, eppure non credo lo sia mai stata. Cionondimeno, guardando i programmi a volume spento, sarebbe sufficiente osservare le smorfie e gli abiti, per immaginare il tenore delle idee. Ma come hanno inoppugnabilmente certificato gli ultimi rivolgimenti domestici e internazionali &#8211; ben pi\u00f9 indicativi delle valutazioni di una trascurabile figura come la mia &#8211; questa strategia di logoramento sta logorando chi se ne serve: perch\u00e9 il \u201crazzista-populista\u201d sente, nasa questa \u201crazza\u201d di propaganda e inizia a schifarla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>In Italia l\u2019unica opposizione tangibile, l\u2019unica coalizione che ha fatto immantinente quadrato contro il governo\u2026 \u00e8 l\u2019informazione. Da che ho l\u2019et\u00e0 per recarmi alle urne non ricordo un fuoco di fila cos\u00ec fitto nei confronti di un esecutivo appena nato. 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