{"id":1882,"date":"2018-06-21T05:49:24","date_gmt":"2018-06-21T03:49:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=1882"},"modified":"2018-06-21T15:57:51","modified_gmt":"2018-06-21T13:57:51","slug":"benefattori-di-colf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2018\/06\/21\/benefattori-di-colf\/","title":{"rendered":"Benefattori di colf"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/06\/maid-in-manhattan-2002-maid-in-manhattan-11841924-230-345.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1884\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/06\/maid-in-manhattan-2002-maid-in-manhattan-11841924-230-345-200x300.jpg\" alt=\"maid-in-manhattan-2002-maid-in-manhattan-11841924-230-345\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/06\/maid-in-manhattan-2002-maid-in-manhattan-11841924-230-345-200x300.jpg 200w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/06\/maid-in-manhattan-2002-maid-in-manhattan-11841924-230-345.jpg 230w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La pi\u00f9 grave crisi che il mondo occidentale si trova innanzi dalla fine dei sanguinosi conflitti del secolo scorso &#8211; l\u2019immigrazione di massa \u2013 avrebbe una soluzione piuttosto semplice. Sul filo del rasoio di Occam, mi pare di poter affermare quanto segue. La nostra societ\u00e0 si divide in buoni e cattivi. In virtuosi e meschini. E\u2019 ormai acclarato. Filosofi, scienziati, matematici, sociologi, politologi, analisti, giornalisti, Maurizio Martina, ce lo hanno dimostrato. In egoisti e altruisti. In fascisti, o comunque reazionari, e progressisti. Le comunit\u00e0 statuali non ne sono che il superabile riflesso imperfetto. Ci sono Stati buoni, ovvero con una maggioranza di cittadini illuminata, e Stati cattivi, con una maggioranza ottenebrata. E che cosa ci si aspetta dai cittadini e quindi dagli Stati cattivi? Che si comportino in maniera degenere, abietta. Precisamente quello che sta succedendo. I singoli si mostrano aggressivi o codini, le famiglie si chiudono nel proprio orticello e i governi di riferimento, i cui rappresentanti agiscono per voce di una maggioranza filistea, si muovono di conseguenza. Trump, Orban, Salvini ne sono leader esemplari. Ci\u00f2 che si fatica a vedere, a intercettare, a palpare con mano, \u00e8 l\u2019esempio dei buoni cittadini e degli Stati virtuosi. Che cosa sta edificando il loro nobile magistero, ispirato alla mutualit\u00e0 universale? In che maniera sta dirozzando il riflusso di questi sentimenti grossolani? Piani, bozze, scomuniche, moniti, appelli, ciance, pippe, spifferi di culo. Per ora questo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il leghista non vuole immigrati in casa sua. Non li tollera. Quando vede un clandestino che defeca in una fontana\u2026 l\u2019irritazione supera in lui la pietas e finanche la curiosit\u00e0 etnologia. Perch\u00e9 \u00e8 leghista. Senza compiacimento, n\u00e9 senso di colpa. E\u2019 solo leghista. Ma tutta la meschinit\u00e0, la grettezza, l\u2019egoismo dei retrivi verrebbero superati con una scrollata di pashmine se i belli di cuore, i generosi, gli indulgenti, i progressisti, quelli ampi di vedute e di animo, facessero seguire alle parole i fatti. Se ogni casa generalizia della Chiesa, ogni singola propriet\u00e0 ecclesiastica, fosse aperta al povero, al diseredato, allo straniero. So che molti venerabili sacerdoti fanno opere di carit\u00e0 in tutto il mondo e ammiro il loro sforzo di retroguardia; ma sono altres\u00ec certo che la potest\u00e0 del collegio episcopale e quella del suo gruppo immobiliare abbiano mezzi sufficienti per evangelizzare e santificare moltitudini. Hic et nunc. Meschinit\u00e0, grettezza, egoismo, verrebbero sconfitti se in ogni salotto laico irradiato dall&#8217;umanitarismo terzomondista e dagli archi Castiglioni, se su ogni chaise longue disegnata da Le Corbusier per Cassina riposasse \u2013 sfinito eppure integrato &#8211; un immigrato sudanese, o anche solo un musicante zingaro. Se chi \u00e8 contro i muri, le barriere, per i ponti, gli open space relazionali, abbattesse i muri di casa propria, togliesse le telecamere di videosorveglianza, i dobermann dal giardino, le serrature alle porte, e spalancasse i cancelli all\u2019integrazione, che per ora si esercita solo nei confronti dell\u2019etnia bisaya, tradizionalmente abile nell&#8217;uso del ferro da stiro. Se ogni Stato che predica l\u2019accoglienza, che si indigna per i rigurgiti xenofobi dei vicini, disserrasse le braccia e le lanciasse verso lo sventurato in un tangibile abbraccio di fusione sociale, il \u201cfenomeno epocale\u201d, \u201cstrutturale\u201d, \u201cinevitabile\u201d, avrebbe svelta soluzione. E soltanto loro sanno davvero quanto pacifica, proficua ed elettrizzante!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In genere si taccia questo argomentare di populismo. Parola inventata da quelli che fanno i filantropi con i filippini degli altri. Lo si denigra come semplicistico, cercando di nasconderne la sublime semplicit\u00e0. E allora li sfido! Li sfido a provarmi con l\u2019eloquenza dell\u2019esempio che se ciascuno di loro adottasse un immigrato, un solo immigrato a famiglia, i centri di accoglienza non si svuoterebbero nel giro di qualche settimana! Basta adottare bambini bengalesi per poi soffrire nel vederli crescere a distanza! Adotta un gi\u00e0 formato profugo nigeriano! Perch\u00e9 sono tantissimi (siete tantissimi!), sono motivati e pronti a tutto per coronare il sogno dell&#8217;integrazione (almeno quanto lo siete voi). \u00abPerch\u00e9 un pensiero cambi il mondo, bisogna che cambi prima la vita di chi lo esprime. Che si cambi in esempio\u00bb. Lo scrisse Albert Camus, autore che si pu\u00f2 facilmente trovare in ogni scaffale Feltrinelli sotto la lettera \u201cC\u201d, a fianco del pi\u00f9 celebre Gianrico Carofiglio. Quando tutte le Evelina Maria Augusta\u00a0Christillin wanna be, che si struggono per la barbarie pentaleghista, daranno una bella strofinata di sapone di Aleppo biologico alle ruvide terga di un rifugiato &#8211; o anche soltanto di un anziano mendicante di incerta provenienza che dorme fra i cartoni di fronte a Brooks Brothers &#8211; per poi versargli un tonificante Dajeeling Castleton 1st flush delle cinque, l\u2019emergenza finir\u00e0. E vivremo realmente &#8211; vivranno realmente &#8211; nel mondo che vagheggiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La pi\u00f9 grave crisi che il mondo occidentale si trova innanzi dalla fine dei sanguinosi conflitti del secolo scorso &#8211; l\u2019immigrazione di massa \u2013 avrebbe una soluzione piuttosto semplice. Sul filo del rasoio di Occam, mi pare di poter affermare quanto segue. La nostra societ\u00e0 si divide in buoni e cattivi. In virtuosi e meschini. E\u2019 ormai acclarato. Filosofi, scienziati, matematici, sociologi, politologi, analisti, giornalisti, Maurizio Martina, ce lo hanno dimostrato. In egoisti e altruisti. In fascisti, o comunque reazionari, e progressisti. Le comunit\u00e0 statuali non ne sono che il superabile riflesso imperfetto. 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