{"id":2068,"date":"2018-10-02T05:46:17","date_gmt":"2018-10-02T03:46:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=2068"},"modified":"2018-10-02T08:54:43","modified_gmt":"2018-10-02T06:54:43","slug":"leuropa-che-vorrei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2018\/10\/02\/leuropa-che-vorrei\/","title":{"rendered":"L&#8217;Europa che vorrei"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/1e9c6e21968c3088b1ae1e13492869c5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2069\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/1e9c6e21968c3088b1ae1e13492869c5-300x200.jpg\" alt=\"1e9c6e21968c3088b1ae1e13492869c5\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/1e9c6e21968c3088b1ae1e13492869c5-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/1e9c6e21968c3088b1ae1e13492869c5-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/1e9c6e21968c3088b1ae1e13492869c5.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abL&#8217;unica cosa che funziona dell&#8217;Europa \u00e8 la squadra di Ryder\u00bb, scrissi il 28 settembre 2014, dopo il successo dei Blu a Gleneagles. Domenica Team Europe ha vinto di nuovo il massimo trofeo a squadre di golf, superando con irrisoria facilit\u00e0 il &#8220;Dream Team&#8221; statunitense. E&#8217; il settimo successo nelle ultime nove edizioni per i giocatori del vecchio continente. E se l0 spettacolo tecnico \u00e8 stato appannaggio dei soli appassionati, quello umano \u00e8 arrivato a tutti, rinnovando, acutizzando la constatazione di allora. Un&#8217;Europa in festa, raggiante, unita nelle differenze. Un&#8217;immagine di conciliazione trionfante che ridicolizza il meschino recital della politica comunitaria: 12 ragazzi vincenti per le dodici stelle dell&#8217;Unione, eppure ciascuno con la propria bandiera nazionale al collo. E che Europa \u00e8 quella del team di Ryder? Grigiastra? Burocratica? Valutaria? No, di uomini, di amici. E qual \u00e8 stato il Tricolore sovrano nel cielo di Parigi? Quello italiano, che per una volta non ha spaventato i mercati. Perch\u00e9 il campione di questa affermazione, l&#8217;eroe di questa campagna, \u00e8 stato Francesco Molinari. Maestoso, letteralmente infallibile durante tutti i tre giorni di gara, ha portato il punto decisivo per la vittoria di squadra, superando nettamente\u00a0Phil Mickelson. Per ci\u00f2 che ha mostrato in questo eccezionale 2018 &#8211; e pi\u00f9 in generale nella sua carriera &#8211; dovrebbe essere portato in trionfo nelle scuole e nelle piazze, i padri dovrebbero ergerlo a esempio per la prole, le zitelle sognare di strapparlo alla moglie Valentina. Un ragazzo che incarna l&#8217;italianit\u00e0 pi\u00f9 adorabile: umile senza falsa modestia, riservato senza essere disdegnoso, ambizioso senza rampantismi, fenomenale senza atteggiarsi a fenomeno; un gentiluomo. Quando lo intervistai, parecchi anni fa, per l&#8217;inserto sportivo dell&#8217;allora Monsieur, gli dissi che avrebbe vinto un Major: vaticinio che port\u00f2 a una replica prudente, ma significativamente non arrendevole. Gli chiesi poi chi stimasse come pi\u00f9 forte giocatore al mondo: \u00abTiger\u00bb, mi rispose. \u00abInarrivabile\u00bb. Beh, fra venerd\u00ec e sabato, nei doppi, Molinari ha battuto Woods 3 volte su 3, dopo averlo gi\u00e0 superato all&#8217;Open Championship. E ha scritto di nuovo la storia &#8211; dopo essere stato il primo italiano a conquistare il Bmw PGA Championship, il primo a prevalere in un torneo del Tour americano e il primo ad aggiudicarsi un Major &#8211; come primo europeo di sempre a vincere 5 match su 5 in Ryder. Non \u00e8 possibile paragonare con accuratezza ad altri sport quello che ha fatto il 36enne di Torino nella sua disciplina, ma per dare un&#8217;idea \u00e8 come se un tennista avesse vinto in una sola stagione Indian Wells, Monte-Carlo, Wimbledon e la Coppa Davis. Un&#8217;epopea sportiva che sui quotidiani e nei telegiornali italiani, naturalmente, non \u00e8 valsa un&#8217;occhiata di Marotta o una tamarrata di Balotelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che si \u00e8 visto sul sontuoso percorso de Le Golf\u00a0National \u00e8 stato innanzitutto un affiatamento spontaneo fra culture, sincero, trascinante, dove la lingua franca dell&#8217;inglese lasciava spazio a esultanze e imprecazioni nelle lingue madri e al tifo anti-chauviniste dei francesi. Momenti come quello in cui il capitano Thomas Bj\u00f8rn\u00a0ha abbracciato come un figlio Thorbj\u00f8rn\u00a0Olesen, mentre il giovane lo ringraziava per avergli dato la possibilit\u00e0 di competere e vincere la Coppa&#8230; ci rimarranno negli occhi. Due danesi che hanno fatto garrire il cerchio d&#8217;oro su campo blu&#8230; ironicamente senza un Euro in tasca. Cos\u00ec nel cuore resteranno questi ragazzi che si abbracciavano come fratelli, fra lacrime di gioia e zingarate da swingmen della scuffia. Ubriacature di esultanza, di pacificata convivialit\u00e0, lontane da quelle moleste di Juncker. Perch\u00e9 fuor di retorica, lo sport \u00e8 riuscito dove una moneta ha fallito. Difficile immaginare un gruppo\u00a0WhatsApp fra statisti e tecnocrati dell&#8217;Unione come quello fra i giocatori e capitani della Ryder Cup, e neppure sketch con Theresa May e Giuseppe Conte a letto insieme, gratificati dopo un glorioso amplesso negoziale, come quello, irresistibile, inscenato da Molinari e dal compagno di doppio Tommy Fleetwood, cazzomatto senza precedenti; ma sognare non costa nulla e per ora non fa salire lo spread. Dodici giocatori, un capitano, cinque vice: sette inglesi, tre svedesi, due danesi, due nordirlandesi, due spagnoli, un irlandese, un italiano, in Francia. Team Europe come club house degli Stati Uniti d&#8217;Europa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abL&#8217;unica cosa che funziona dell&#8217;Europa \u00e8 la squadra di Ryder\u00bb, scrissi il 28 settembre 2014, dopo il successo dei Blu a Gleneagles. Domenica Team Europe ha vinto di nuovo il massimo trofeo a squadre di golf, superando con irrisoria facilit\u00e0 il &#8220;Dream Team&#8221; statunitense. E&#8217; il settimo successo nelle ultime nove edizioni per i giocatori del vecchio continente. E se l0 spettacolo tecnico \u00e8 stato appannaggio dei soli appassionati, quello umano \u00e8 arrivato a tutti, rinnovando, acutizzando la constatazione di allora. Un&#8217;Europa in festa, raggiante, unita nelle differenze. 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