{"id":2164,"date":"2018-10-10T00:33:21","date_gmt":"2018-10-09T22:33:21","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=2164"},"modified":"2018-10-10T04:02:26","modified_gmt":"2018-10-10T02:02:26","slug":"repubblica-di-cacarella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2018\/10\/10\/repubblica-di-cacarella\/","title":{"rendered":"Repubblica cieca"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/mariocalabbr.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2166\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/mariocalabbr-300x200.jpg\" alt=\"mariocalabbr\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/mariocalabbr-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/mariocalabbr.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abCaro Di Maio, non abbiamo paura: continueremo a raccontare la verit\u00e0\u00bb. Questo il titolo del poderoso editoriale firmato Mario Calabresi. La cui parafrasi \u00e8: \u00abDetestato Di Maio, ci stiamo cacando in braca: continueremo a taroccare la verit\u00e0\u00bb. La letterina di richiamo del direttore di Repubblica al leader dei 5Stelle metterebbe tenerezza, non facesse ribrezzo. Il dettato \u00e8 infallibilmente pedestre, la cifra stilistica malconcia, e quanto ai contenuti vale ci\u00f2 che gi\u00e0 avevamo segnalato in passato: un genuino compendio della depravazione intellettuale e morale dei galoppini di un regime boccheggiante, chiamati con una pernacchia a fottere l\u2019opinione pubblica e oggi furenti, frustrati all\u2019idea di non poterla pi\u00f9 penetrare neppure servendosi della pompetta; crucciati innanzi alla constatazione di essere diventati impotenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La primitiva impalcatura dell\u2019argomentare si basa su un trito trucco da cialtroni: calunniare come oscurantista chi si ribella all\u2019oscurantismo della stampa garzona. E lo fa ancora e ancora e ancora alla stessa maniera: si maschera un interesse volgarmente opportunistico da nobile slancio democratico, rivendicando il pluralismo dell\u2019informazione, la libert\u00e0 di stampa. Ovvero si difende la libert\u00e0 di usare la stampa a fini politici, contro il pluralismo. Per rendere potabile il veleno si accusa preventivamente la controparte di tutte le proprie alterazioni. Sapendo di essere agitatori di una campagna contro il governo, e contro i 5Stelle in particolare, che sta diventando ogni giorno pi\u00f9 ossessiva e pi\u00f9 aggressiva, si puntano le corna sulla controparte, accusandola di aggredire la stampa; sapendo di essere dispotici, si urla al fascismo; riconoscendosi avidi e meschini, si biasima la spilorceria d\u2019animo; consci di essere scadenti, si taccia di semplificazione, di incompetenza; sapendosi falsi e conformisti, si annuncia di voler smontare falsit\u00e0 e luoghi comuni; sapendosi piromani della malafede che tutto prova a incenerire, si punta il dito sulle fiammate altrui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abVogliono mandarci fuori strada, lo dicono e ripetono ogni volta che ne hanno occasione, in pubblico e in privato. Con una costanza e una rabbia che non ha precedenti\u00bb; \u00abSiamo preoccupati per noi e per il Paese, per lo scadimento del dibattito che avvelena l&#8217;opinione pubblica\u00bb; \u00abPer il potente che vuole liberarsi dalle critiche e vorrebbe solo giornali servizievoli che battono le mani sotto il balcone, quale migliore occasione che infilarsi in questo passaggio storico per aumentare le difficolt\u00e0?\u00bb; \u00abil Movimento 5 Stelle non digerisce, non sopporta che la voce pi\u00f9 ascoltata e diffusa della rete sia dalla prima pagina critica con loro. Siamo \u201cpericolosi\u201d proprio perch\u00e8 Repubblica \u00e8 leader in quello che considerano il loro territorio, la loro prateria\u00bb; \u00abChi disturba e insiste nel fare domande, nel mettere in evidenza contraddizioni, nello svelare errori e furbizie, deve essere messo fuori gioco. In fretta. Con qualunque mezzo\u00bb. In queste poche righe c\u2019\u00e8 il male. Ancora. Ma non il genio diabolico di un oscuro e ragnato manipolatore, piuttosto la manifesta e dozzinale falsificazione del reale al servizio del padrone, incapace di vedere oltre le proprie corna. Il male nella sua banalit\u00e0, il male cieco. Ignaro che la sua coda mefistofelicamente suina abbia bucato il camice da ministrante catto-progressista e sia visibile a chiunque butti l\u2019occhio. O ancora il titolo che leggerete domani in edicola: \u00abLa manovra non piace a nessuno\u00bb. Cos\u00ec \u00e8 il giornalismo di Repubblica: indefinito. I rappresentati che hanno delegato ai propri rappresentanti le scelte politiche ed economiche in una democrazia rappresentativa e che stanno sopra il 60% dei consensi in tempo reale\u2026 sono nessuno. Provvidenzialmente, la doppia negazione rende giustizia: loro sono qualcuno; Repubblica \u00e8 niente. Ogni frase \u00abche continua a raccontare la verit\u00e0\u00bb vergata &#8220;a occhi chiusi&#8221; da Calabresi porta l\u2019impronta della mano, priva di pollice opponibile, che la verit\u00e0 ha da sempre goffamente cercato di rovesciare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abCaro Di Maio, non abbiamo paura: continueremo a raccontare la verit\u00e0\u00bb. Questo il titolo del poderoso editoriale firmato Mario Calabresi. La cui parafrasi \u00e8: \u00abDetestato Di Maio, ci stiamo cacando in braca: continueremo a taroccare la verit\u00e0\u00bb. La letterina di richiamo del direttore di Repubblica al leader dei 5Stelle metterebbe tenerezza, non facesse ribrezzo. 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