{"id":2176,"date":"2018-10-12T07:15:55","date_gmt":"2018-10-12T05:15:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=2176"},"modified":"2018-10-15T05:01:48","modified_gmt":"2018-10-15T03:01:48","slug":"ritratti-diego-fusaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2018\/10\/12\/ritratti-diego-fusaro\/","title":{"rendered":"Ritratti: Diego Fusaro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/0_9fk9dysk.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2177\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/0_9fk9dysk-300x169.jpg\" alt=\"0_9fk9dysk\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/0_9fk9dysk-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2018\/10\/0_9fk9dysk.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Comunque agisca, l\u2019intellettuale sbaglia. Esordisco assiomaticamente per introdurre una puntata della rubrica che sar\u00e0 irritualmente un elogio della vittima. Motivato da un accanimento mediatico perseverante, immite, odioso e ingiusto, culminato il 10 ottobre scorso nella trasmissione televisiva Tagad\u00e0, condotta da Tiziana Panella, nel corso della quale il filosofo Diego Fusaro \u00e8 stato annichilito. Ridotto al nulla dal nulla che lo circondava. Ora, l\u2019osservatore avvertito che abbia anche solo intercettato il professore nella sue innumerevoli comparsate televisive, non pu\u00f2 non percepire, con il radiorivelatore della ragione, le virt\u00f9 che il nulla mediatico animalescamente nasa e aggredisce: pensiero, erudizione, educazione. Tre macchie che lo marchiano come eretico contemporaneo e lo condannano all\u2019autodaf\u00e9, il cui cerimoniale televisivo si invera nella reiterazione e prevede un\u2019iniziale derisione, un successivo atto d\u2019accusa, e, in mancanza di pubblico ravvedimento, la soppressione. Lui risorge immancabilmente dalle sue cenerognole spoglie, e torna a esortare. Questo piglio irriducibile, accompagnato dalla pacatezza ed esattezza dell\u2019eloquio, ne fanno un paladino del palazzo dei saggi. Ma prima di approfondirne le benemerenze, vorrei allertarlo sulle carenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sua trasfigurazione fisica \u00e8 stata eclatante e provvidenziale. Quando lo incrociai anni fa in Corso Sempione, pensoso davanti a un locale gay friendly, mi parve il classico assistente professore un po\u2019 lesso, inciampato nella giacca di velluto dalla grossa grammatura, con cravatta mal scelta e annodata, barba pi\u00f9 simile a un\u2019ascella, occhialetto liberal wanna be in abbinamento alle veterocomuniste Clarks e un irsuto animale in testa di specie ignota. Oggi si \u00e8 reinventato in una tonificante veste Ivy League, fra richiami al canottaggio, al polo, al sottobosco cinegetico, e, pur servendosi di giacchette d\u00e9lav\u00e9 con spillette incorporate tagliate nella volgare stoffa del mass market globale e di camicie logate, ha saputo valorizzare la propria fisionomia da preppy putto. A ci\u00f2 si accompagna qualche shampoo in pi\u00f9, il volto ben rasato, ma soprattutto un\u2019ironia affilatissima e sempre pi\u00f9 disinvolta, la cui acuzie risulta spesso a salve soltanto per la stolidit\u00e0 dei consessi a cui partecipa. E veniamo alle critiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fusaro dimostra ammirevole abnegazione quando si mescola nel torbido cercando di riuscirne come smeraldo dalla motriglia; esibisce una quasi soprannaturale atarassia quando mantiene decoro financo nella porcareccia pi\u00f9 nauseante, come il salotto di Parenzo. Eppure la sua accordatura irrita, anche quando produce la melodia del concetto. Ha un tono di voce pedante, con poche variazioni, e una comunicazione paralinguistica che ricorda Quinto Giunio Rustico: aspetti che non favoriscono l\u2019empatia ed eccitano la fiamma caricaturale, il cui divampare sarebbe esiziale. La sensazione superficiale \u00e8 che si presenti per sdottoreggiare, quando invece il suo scopo \u00e8 scuotere le coscienze con pensieri calmi e grandi. Deve trovare delle variazioni di timbro, tono e kinesis, perch\u00e9 se diventa maschera del saputello baccal\u00e0\u2026 \u00e8 finito. Eppoi la promozione commerciale \u00e8 intollerabile; non puoi andare nella grotta di La7 a caccia del drago capitalista che sputa il fuoco della propaganda consumistica con in mano il tuo nuovo libro sull\u2019eros! Comprendo il ragazzo, perch\u00e9 il tema \u00e8 afrodisiaco sufficiente per fargli coprire tutte le calde giovinette dai costumi turbo-libertini che non ha coperto nei rigidi inverni accademici; eppure ci tengo a ricordargli che la proairesi scopereccia, per quanto lodevole, talvolta deve cedere alla continenza della coerenza. Rettifico in presa diretta l&#8217;insolente accusa di giocare al cazzomatto: ho appena scoperto che \u00e8 fidanzato e a favore \u00a0della copula tradizionale. Quindi cade anche l&#8217;ultima rispettabile giustificazione per fare mercimonio della propria fecondit\u00e0 saggistica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Purtuttavia, Fusaro \u00e8 necessario, indispensabile. Ha una lucidissima comprensione del mondo in cui vive. E\u2019 un fine esegeta del dominio, un artificiere dei peti che rischiano di deflagrare ogni giorno in diretta televisiva, e il suo sangue freddo pu\u00f2 salvare molte anime. E&#8217; un sontuoso declamatore che padroneggia la prammatica del linguaggio e sa reinventarne i codici. Si rivela post-convenzionale anche nelle prese per il culo, servendosi di una dialettica anni luce pi\u00f9 avanzata di quella dei suoi oppositori e risulta spassoso quando usa la maieutica per far uscire il bambino scemo che sta dentro l\u2019interlocutore. La sua solitudine, poi, ne ingigantisce i meriti. Un tempo la moralit\u00e0 intellettuale aveva un aspetto sociale, un superio morale. Essa si costituiva sulla base di un\u2019idea della giusta societ\u00e0 e dei suoi cittadini. Oggi questa prospettiva \u00e8 venuta meno, cos\u00ec la spinta intellettuale verso il basso non incontra pi\u00f9 inibizioni, e tutta la sporcizia che una civilt\u00e0 barbarica ha accumulato nell\u2019individuo, la mezza cultura, la sciatteria, la familiarit\u00e0 sguaiata, la mancanza di stile, vengono a galla. Nella maggior parte dei casi, per giunta, questa tendenza si giustifica e si maschera come umanit\u00e0, come volont\u00e0 di rendersi comprensibili agli altri\u2026 ed ecco galleggiare i sinistri analisti da talk show. Quelli presenti alla corte della Panella, dove Fusaro, perennemente con il ditino alzato in cerca di accettazione, \u00e8 stato al postutto oscurato. Plausibilmente a causa di una discussione con Maria Teresa Meli, giornalista la cui intelligenza \u00e8 superiore alla simpatia, ma inferiore all\u2019avvenenza. Un kakapo di borgata la cui massima espressione intellettuale \u00e8 il sintagma \u00abe anche no\u00bb, usato per sentirsi molto millennial. Ma vorrei riportare uno scambio emblematico: \u00abIo la adoro perch\u00e9 bisognerebbe pagarla per le figure di merda che sta facendo lei\u00bb, argomenta con tutte le grazie dell&#8217;eleganza la Meli. \u00abLei umilia la sua intelligenza in tal guisa; la invito a mantenere compostezza\u00bb, replica Fusaro. \u00abLei non sa neanche parlare, povero\u00bb, valuta la signora, collocando definitivamente la sedicente intelligh\u00e8nzia nello stambugio della pi\u00f9 greve burinasinaggine (in calce il link della vicenda).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il prosieguo della trasmissione vede lo sventurato eroe del senno difendere le ragioni di un governo che opera con il preciso proposito di andare in direzione \u00abobstinate contra\u00bb; contro gli imperativi mercantili, i diktat della burocrazia europea e pi\u00f9 in generale dell\u2019establishment, sullo slancio delle deliberazioni popolari. E quindi ogni resistenza che provenga da tali &#8220;sospette&#8221; autorit\u00e0 non far\u00e0 altro che rafforzarne l&#8217;orgoglio riformatore. Quando il filosofo si lascia trascinare in una discussione, dovrebbe parlare in modo da farsi dare sempre torto, ma \u2013 nello stesso tempo \u2013 facendo emergere la non-verit\u00e0 del suo avversario. E in questo Fusaro \u00e8 piuttosto attento, tanto da stimolare eritemi nella moderatrice, che lo accusa di farle venire l&#8217;ansia. Successivamente, in studio arriva un garrulo Minniti, che sembra Crozza mentre imita Minniti. L\u2019ex ministro dell\u2019Interno, stimolato a immaginare il futuro del Pd, afferma la necessit\u00e0 di ripartire dal lemma \u201cdemocratico\u201d, come presagio del partito che rappresenta. E lo fa con l\u2019enfasi teatrale che ne contraddistingue la facondia. Fusaro alza il ditino. Lo vediamo nel maxischermo. Lo nota anche la conduttrice. Resta l\u00ec un po\u2019, con il ditino alzato. Noi lo alziamo con lui perch\u00e9 insieme vorremmo opinare a Minniti che il d\u00e8mos si \u00e8 pronunciato e li vuole fuori dai maroni; che il d\u00e8mos intende affermare la propria centralit\u00e0, contro invadenze sovranazionali; che il d\u00e8mos si aspetterebbe dal Presidente della Repubblica richiami all\u2019interesse della res publica, non alle minacce private delle agenzie di rating. Ma Fusaro evapora, non lo sentiremo pi\u00f9. La trasmissione prosegue a lungo nell\u2019evanescenza ruffiana dei presenti, e quando vengono mandati i titoli di coda scorgiamo sullo sfondo virtuale un melanconico professore togliersi il microfono per uscire di scena con l\u2019aria di Jacques il fatalista. Where everything is bad\u2026 it must be good to know the worst.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/tSWe8IexJ5I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; encrypted-media\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Comunque agisca, l\u2019intellettuale sbaglia. Esordisco assiomaticamente per introdurre una puntata della rubrica che sar\u00e0 irritualmente un elogio della vittima. Motivato da un accanimento mediatico perseverante, immite, odioso e ingiusto, culminato il 10 ottobre scorso nella trasmissione televisiva Tagad\u00e0, condotta da Tiziana Panella, nel corso della quale il filosofo Diego Fusaro \u00e8 stato annichilito. Ridotto al nulla dal nulla che lo circondava. 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