{"id":273,"date":"2017-04-14T02:02:38","date_gmt":"2017-04-14T00:02:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=273"},"modified":"2017-04-14T14:18:46","modified_gmt":"2017-04-14T12:18:46","slug":"mamme-vs-figlie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/04\/14\/mamme-vs-figlie\/","title":{"rendered":"Mamme Vs Figlie"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/04\/kate-hudson-600x450.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-274\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/04\/kate-hudson-600x450-300x225.jpg\" alt=\"kate-hudson-600x450\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/04\/kate-hudson-600x450-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/04\/kate-hudson-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abTu sei lo specchio di tua madre e lei in te rievoca il bell\u2019aprile della sua giovinezza\u00bb.<\/p>\n<p>Per comprendere l\u2019involgarirsi del femminile che abbiamo esaminato qualche giorno fa non basta squadrarlo da una prospettiva virile; serve altres\u00ec investigare il vincolo fra mamme e figlie, gineceo dove si fila una relazione destinata ad armare il nostro tessuto sociale. Un tempo luogo di comprensione e complicit\u00e0 sembra oggi sempre pi\u00f9 teatro di cimento, di competizione; dove si percepiva fiducia e solidariet\u00e0, oggi si respira sospetto e antagonismo. Come mai? La ragione va ricercata nel feticcio della giovinezza, che non permette pi\u00f9 alle madri di invecchiare serenamente e alle figlie di poter serenamente crescere. Non v\u2019\u00e8 dubbio che esistono ancora meravigliosi rapporti fra mamme e bambine adolescenti o sposate, ma sono casi sempre pi\u00f9 inconsueti. Nell\u2019epoca in cui la giovinezza \u00e8 totem, idolo manifesto su scala planetaria, il ricordo di quel bell\u2019aprile ferisce, fa inviperire\u2026 poich\u00e9 alza il velo alla messinscena di una primavera sottovuoto. E il culetto santo della propria adorata creatura diventa la natica insopportabilmente soda di una smorfiosa rivale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella zona di Milano in cui abito solo un occhio molto avvertito \u00e8 in grado di riconoscere da tergo le madri dalle figlie: felpe, sneakers, cappellini da baseball, jeans strappati, tatuaggi, acconciature e portamento sono gli stessi. \u00abDietro liceo, davanti museo\u00bb amano dire i satanassi del calembour; ma nel cinico gioco di parole si nasconde un\u2019acre verit\u00e0. Sia ben chiaro, nulla impedisce a una gentildonna in et\u00e0 da menopausa di essere chic anche in Superga e Levi\u2019s 501, perch\u00e9 non \u00e8 una mera questione di dress code; bens\u00ec di pose e atteggiamenti, che sono censurabili quanto pi\u00f9 si sforzano di riprodurre la sfrontatezza giovanile. A ci\u00f2 si aggiunge il sempre pi\u00f9 sconsiderato ricorso alla chirurgia estetica da parte delle signore mature, utile solo ad allargare la distanza stabilita dalla natura: per quanto riuscito possa essere l\u2019intervento &#8211; che di solito produce un rivoltante effetto posticcio &#8211; non potr\u00e0 mai competere con la giovinezza autentica. Certo, non tutte le dame invecchieranno con la classe di Polissena di Bagno, ma le armi che la donna compiuta deve affilare sono quelle della signoria, della distinzione, dello charme; quelle cio\u00e8 che una giovane non sa ancora maneggiare. Ma non siamo cos\u00ec ingenui da voler svelare alle madri la ricetta per mangiarsi le figlie nell\u2019insalata di mare; la cronaca quotidiana appura come alcune di loro sappiano gi\u00e0 cucinarsele adeguatamente:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ristorante Pisco, Milano. Nonna, figlia e nipotina si dividono una teglia di spaghetti alle vongole. La nipotina, non ancora maggiorenne, veste con parsimonia dei braghini in denim scappati anni prima e tiene sul tavolo un pacchetto di Camel senza filtro. La mamma \u00e8 di quelle ex rizzacazzi che proprio non ci stanno a finire sul pino, fogonata dalle lampade e con borsone GetFit. In famiglia regna la benevolenza, almeno fino a quando un branzino alla messinese viene accompagnato dal seguente alterco:<\/p>\n<p>\u00abSiii&#8230; perch\u00e9 se Leo mi ha mandato a cagare \u00e8 solo colpa tuaaaa!\u00bb, sbraita la pupattola alla genitrice.<\/p>\n<p>\u00abGuarda che quello non veniva a casa nostra per te&#8230; signorina!\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per un attimo ho temuto che anche la nonna dicesse la sua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se volessimo essere consultivi, quindi, consiglieremmo alle signore di ridiscutere le regole di ingaggio. Pur quando quelle attuali le vedono imporsi. Certo, bench\u00e9 sia Venerd\u00ec santo non \u00e8 propizio idealizzare l&#8217;immagine della madre e affiancarle la tavola di Sant\u2019Anna, la Vergine e il bambino con l\u2019agnellino; anche dopo ripetute gravidanze, cagionate non necessariamente dallo Spirito Santo, si pu\u00f2 mirare con occhio trombino al futuro, vivendo di slancio la propria sessualit\u00e0 e il diporto della seduzione. Ma lo stile, quello definisce. Parafrasando Gabrielle Bonheur: la giovinezza passa, lo stile resta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una donna deve essere fieramente donna, non incarnare la caricatura di una ragazzina. E una ragazzina dovrebbe profumare di freesia e borotalco, non di Camel senza filtro. Nel momento in cui vi \u00e8 groviglio di ruoli, si apre il sipario alla farsa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi trovo al tavolino di un caff\u00e8 per consumare una sciocchezza, quando intercetto il botta e risposta fra una mamma e una figlia di inizio millennio, dalla loquela ai tempi connessa. Signora sui 50, fanciulla sui 20\/22. Diverse in tutto, abbigliate pareil:<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, Per divertirmi un po\u2019 \u2026e quindi?!\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abCon chi andresti?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abCon Elsa\u2026 \u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAh\u2026ottimo! Con quella zoccoletta!\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abMa saranno un po\u2019 cazzi miei di chi frequento!\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abE per quando volete prenotare?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPer i primi di luglio\u2026 \u00bb<\/p>\n<p>\u00abBelle burine, complimenti! Ibiza a luglio!\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abElsa a giugno e a settembre non pu\u00f2. Che pesantezza! E poi vado dove voglio, quando voglio! E adesso, se me lo permetti, vado a pisciare\u2026 \u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSolo?! Ma vai un po\u2019 a cagare che \u00e8 meglio!\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho riportato il battibecco con fedelt\u00e0. E spero di non scardinare il vostro immaginario segnalando che in partenza per Ibiza\u2026 \u00e8 la madre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abTu sei lo specchio di tua madre e lei in te rievoca il bell\u2019aprile della sua giovinezza\u00bb. Per comprendere l\u2019involgarirsi del femminile che abbiamo esaminato qualche giorno fa non basta squadrarlo da una prospettiva virile; serve altres\u00ec investigare il vincolo fra mamme e figlie, gineceo dove si fila una relazione destinata ad armare il nostro tessuto sociale. Un tempo luogo di comprensione e complicit\u00e0 sembra oggi sempre pi\u00f9 teatro di cimento, di competizione; dove si percepiva fiducia e solidariet\u00e0, oggi si respira sospetto e antagonismo. Come mai? 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