{"id":3437,"date":"2019-10-07T05:06:27","date_gmt":"2019-10-07T03:06:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=3437"},"modified":"2019-10-07T05:07:25","modified_gmt":"2019-10-07T03:07:25","slug":"lanticapitalismo-di-destra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2019\/10\/07\/lanticapitalismo-di-destra\/","title":{"rendered":"L&#8217;anticapitalismo di destra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2019\/10\/john-ruskin.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3439\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2019\/10\/john-ruskin-214x300.jpg\" alt=\"john-ruskin\" width=\"214\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2019\/10\/john-ruskin-214x300.jpg 214w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2019\/10\/john-ruskin.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 214px) 100vw, 214px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019articolo precedente ha indirettamente stimolato una discussione su capitalismo e liberalismo. Sistema economico e dottrina politica prodotti dalla degenerescenza dell\u2019Illuminismo, eppure percepiti dalle masse come \u201cnaturali\u201d. Perch\u00e9 quel fallimento ha trionfato. Non \u00e8 nelle possibilit\u00e0 di un blog satirico affrontare sistematicamente temi di tale complessit\u00e0, ma trovo comunque giovevole condividere spunti e offrire contributi. La mia esperienza intellettuale, per quanto angusta, \u00e8 stata segnata da due epifanie, che trovo a tutt\u2019oggi illuminanti: Dialettica dell\u2019Illuminismo (Max Horkheimer e Theodor Adorno, 1947) e After Virtue (Alasdair MacIntyre, 1981). In epoche diverse, con approcci e acuzie differenti, sono entrambe geniali critiche dell\u2019Illuminismo e del suo figlio mal nato, il liberalismo contemporaneo. Se da ragazzo avevo con convinzione considerato l\u2019autonomia kantiana come massima aspirazione razionale dell\u2019individuo, questi due libri hanno avuto il potere di farmi riflettere sulle ripercussioni \u201csociali\u201d causate dall\u2019umana incapacit\u00e0 di universalizzarne gli esiti. Il progetto illuminista \u00e8 fallito nel momento in cui ha sradicato, spogliato e mutilato l&#8217;individuo, eppure la sua impalcatura subliminale resta in piedi come una citt\u00e0 fantasma abitata da morti viventi. Nella quale viviamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, se la miserabile sinistra odierna ha pavidamente e opportunisticamente abbracciato profitto e diritti, per realizzare la schiavit\u00f9 totale di un dominio che riduce tutto a merce, c\u2019\u00e8 ancora un pensiero capace di reagire. Sconosciuto ai pi\u00f9. Che parte forse da John Ruskin e arriva almeno ad Alain de Benoist.\u00a0Per quanto Nabokov ci abbia ricordato che un grande scrittore \u00e8 prima di tutto un grande incantatore, e non uno storico, quando leggiamo Charles Dickens troviamo nei bambini della rivoluzione industriale, in quei \u201csudici piccoli infelici\u201d, l\u2019incarnazione dell\u2019inizio dell\u2019incubo della ragione strumentale al potere. Che oggi si \u00e8 digitalizzata e mondializzata. Per riflettere su tutto questo e per pensare orizzonti alternativi sulle ali dell\u2019eudaimonia, suggerisco a voi amici la lettura del libro \u00abL\u2019anticapitalismo di destra\u00bb, Oaks Edtrice (Giorgio Galli e Luca Gallesi), di cui riporto la bella presentazione firmata da Mario Bozzi Sentieri:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da Brooks Adams, autore, nel 1895, de\u00a0<em>La legge della civilt\u00e0 e della decadenza \u2013 Saggio sulla grandezza e il declino,<\/em>\u00a0a Silvio Gesell, teorico della moneta prescrittibile, da Othmar Spann, con la sua critica al capitale finanziario e all\u2019organizzazione monetaria, agli autori della Rivoluzione Conservatrice, da Camillo Pellizzi, studioso del corporativismo, a Ezra Pound, il poeta contro l\u2019usura, per arrivare alla Nouvelle Droite, a emergere, su scala internazionale, \u00e8 un variegato pensiero \u201calternativo\u201d, \u201cda destra\u201d, al capitalismo, scandito da alcuni temi forti: la critica alla democrazia rappresentativa, vista come campo d\u2019azione dei poteri occulti della ricchezza, in grado di manipolare il libero voto dei cittadini; i rischi rappresentati dalla concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi; l\u2019assolutismo del potere azionario e finanziario a scapito dell\u2019economia produttiva; l\u2019opposizione al marxismo, alle sue idee sul plusvalore, concepito come un guadagno dovuto all\u2019abuso di potere consegnato alla propriet\u00e0, e al conflitto di classe, visto come la premessa necessaria e inevitabile per la costruzione del \u201cparadiso\u201d proletario; la volont\u00e0 di realizzare un fronte unitario, nazionale e sociale, contro la schiavit\u00f9 dell\u2019interesse; il rifiuto dell\u2019idea che lo Stato debba \u201cmorire\u201d, idea frutto di una concezione puramente individualistica della societ\u00e0; la difesa dell\u2019identit\u00e0 popolare, segno di un patrimonio immateriale visto come base del populismo patrimoniale.<\/p>\n<p>Luca Gallesi, con il saggio \u201cDigressione sull\u2019anticapitalismo della \u2018destra\u2019 culturale anglosassone e angloamericana\u201d, corrobora \u2013 da parte sua \u2013 le indicazioni di Galli con una serie di efficaci riferimenti letterari e politologici, che fanno emergere le suggestioni di una critica \u201cda destra\u201d del capitalismo, impegnata a denunciare la dilagante \u201cplutocrazia\u201d, volgare e materialista, dominio dei pi\u00f9 ricchi a scapito dei migliori.<\/p>\n<p>Significativa di questa visione l\u2019opera del pi\u00f9 grande scrittore inglese dell\u2019Ottocento, Charles Dickens, autentico paladino contro le ingiustizie che affliggono i ceti pi\u00f9 deboli della societ\u00e0, con le sue critiche alla supremazia del Denaro, critiche tanto spietate quanto ironiche (esemplare e famosissima la figura dell\u2019avaro Scrooge del \u201cRacconto di Natale\u201d).<\/p>\n<p>Dickens peraltro non \u00e8 un esempio isolato. L\u2019Europa della met\u00e0 del XIX secolo \u00e8 percorsa \u2013 come puntualizza Gallesi \u2013 dai fremiti di una cultura \u201creazionaria\u201d contraria al capitalismo, che vede in prima linea scrittori popolari come John Ruskin (con le sue denunce nei confronti di una societ\u00e0 che si \u00e8 trasformata da un organismo vivente e solidale in un meccanismo arido ed efficiente, che divora il tempo e le vite degli uomini), sodalizi intellettuali (I Nazareni in Germania e la Confraternita Preraffaellita nel Regno Unito, con i loro richiami a uno stile di vita comunitario e misticheggiante) e ancora Thomas Carlyle (impegnato a dimostrare come siano le idee e soprattutto gli uomini, e non, quindi, i rapporti di produzione, n\u00e9 la forza bruta del denaro a muovere la Storia), William Morris (promotore del Movimento per le Arti e Mestieri, caratterizzato da un pensiero anticonsumista ed antimoderno). Emblematici lo spirito anticonformista dell\u2019architetto A.J. Penty (che cos\u00ec sintetizzava la sua visione:\u00a0<em>\u201cLa societ\u00e0 democratica mira all\u2019abolizione di tutti i privilegi, mentre lo scopo della societ\u00e0 medievale era di garantirli a tutti\u201d<\/em>), il socialismo corporativo di Alfred Richard Orage (direttore del settimanale \u201cThe new Age\u201d), le denunce di Hilaire Belloc contro lo sfruttamento del lavoro popolare, fino all\u2019idea di Ramiro de Maetzu (che, nella sua opera\u00a0<em>Politica, estetica e giornalismo<\/em>, dopo avere evidenziato l\u2019innegabile crisi del sistema liberal-capitalista, auspica la condivisione della propriet\u00e0 dei mezzi di produzione e la partecipazione dei lavoratori alla conduzione dell\u2019azienda).<\/p>\n<p>Per la ricchezza dei riferimenti e l\u2019originalit\u00e0 degli autori proposti il libro di Giorgio Galli e Luca Gallesi \u00e8 un autentico giacimento culturale, da scoprire ed approfondire, che va ben oltre la semplice rassegna storico-letteraria. In\u00a0<em>L\u2019anticapitalismo di destra<\/em>\u00a0c\u2019\u00e8 infatti \u2013 non solo tra le righe \u2013 molto dell\u2019attualit\u00e0 e della cronaca viva del nostro Paese.<\/p>\n<p>Come scrive Galli\u00a0<em>\u201cla sedimentazione dell\u2019anticapitalismo di destra ha avuto sufficiente spessore, in Italia, da motivare, dopo il voto del 4 marzo 2018, la sperimentazione di un inedito e imprevedibile governo tra Cinque Stelle e Lega, definito populista dal suo premier alla presentazione in Parlamento\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La recente fine della prima esperienza populista di governo, segnata dalla nuova maggioranza giallo-rossa, non intacca la portata culturale dell\u2019anticapitalismo \u201cdi destra\u201d. Nei nuovi contesti politici e di governo gli d\u00e0 anzi nuove ragioni, nella misura in cui anche da qui, dalla consapevolezza di una tradizione ampia e complessa, in cui i temi dell\u2019anticapitalismo \u201cdi destra\u201d rimangono centrali, passa una ripresa di ruolo del populismo sovranista, un sovranismo sovranista maturo, non legato esclusivamente alle stagioni della politica e dunque in grado di vivere ben oltre le contingenze. E perci\u00f2 di radicarsi, a partire dalle \u201cvisioni\u201d che tanti autori ci hanno trasmesse, di durare, di incidere nel profondo degli orientamenti collettivi, offrendo inusuali punti di vista, intorno ai quali lavorare, immaginando nuove sintesi politiche e programmatiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L\u2019articolo precedente ha indirettamente stimolato una discussione su capitalismo e liberalismo. Sistema economico e dottrina politica prodotti dalla degenerescenza dell\u2019Illuminismo, eppure percepiti dalle masse come \u201cnaturali\u201d. Perch\u00e9 quel fallimento ha trionfato. 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