{"id":349,"date":"2017-04-26T15:53:42","date_gmt":"2017-04-26T13:53:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=349"},"modified":"2017-04-27T19:31:17","modified_gmt":"2017-04-27T17:31:17","slug":"il-vegano-soffre-come-un-animale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/04\/26\/il-vegano-soffre-come-un-animale\/","title":{"rendered":"Il vegano soffre come un animale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/04\/ingiustizia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-350\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/04\/ingiustizia-300x182.jpg\" alt=\"ingiustizia\" width=\"300\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/04\/ingiustizia-300x182.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/04\/ingiustizia.jpg 620w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sulla questione veganismo-vegetarianismo-animalismo devo confessare ambivalenza. Riconosco di viverla con afflizione e tormento. Da un lato, al palato, ho sempre amato carni e salumi pi\u00f9 di ogni altro alimento; sono di Piacenza, quindi l\u2019inclinazione segue la cultura gastronomica, o viceversa. Dall&#8217;altro, non riesco a mangiare animali di cui ho avuto esperienza domestica o con cui ho sperimentato una qualche empatia: quindi cavalli, agnelli, conigli. Oltre a cani e gatti. Probabilmente, se avessi avuto maialini, vitellini o anatroccoli in giro per casa, oggi sarei vegetariano. Ma so essere un\u2019ipocrisia o al meglio una posizione arbitraria. Anche perch\u00e9 il discorso andrebbe allargato all\u2019abbigliamento, e mentre scrivo tengo il bischero prudenzialmente incarcerato da una cintura in pelle di alligatore mississippiensis, con cui talvolta si azzuffa, e i piedi al caldo in una custodia stringata di cordovan. \u2028Al di l\u00e0 dei fondamentalismi vegani, che sobillano costate di Angus, trovo assurda la sproporzione fra l&#8217;umanizzazione di gatti e cani, ormai coccolati pi\u00f9 di molti bambini &#8211; compreso il mio quadrupede, che \u00e8 simile a un frugoletto quanto la lonza dantesca &#8211; e la reificazione di altri animali, percepiti e utilizzati come cose. Avevo gi\u00e0 accennato a questa inquietante doppiezza in data 26 marzo e trovo opportuno approfondire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Chiunque abbia avuto contatto con un cerbiatto, giusto per mettere a fuoco una specie non domestica, sa che mostra comportamenti e sentimenti del tutto simili a quelli di un puppy. Eppure ne facciamo serenamente spezzatino dopo vigliacca fucilazione. Forse un giorno sembrer\u00e0 mostruoso ci\u00f2 che oggi infliggiamo a molte specie animali quasi come oggi sembra mostruoso ci\u00f2 che infliggevamo agli schiavi, ad alcune specie umane. \u2028D\u2019altro canto, nel tribunale della mia coscienza, la difesa mi ricorda che la \u00abnatura\u00bb non \u00e8 solo il micetto che gioca con il leprotto nei video di Facebook, ma anche il ghepardo che azzanna l\u2019antilope, il ragno che cattura l\u2019ignara creatura nella sua tela, il pesce grosso che mangia quello piccolo. Pronta obiezione dell\u2019accusa che rimanda all\u2019urgenza della sopravvivenza, all\u2019incapacit\u00e0 di distinguere il bene dal male, all\u2019assenza di crudelt\u00e0. L\u2019animale uomo governa il libero arbitrio e non vive nel regno della necessit\u00e0, quindi avrebbe cristianamente e\/o kantianamente il dovere di far volare gli angeli della propria natura. E invece \u00e8 predatore per scelta, aguzzino e boia. \u00abChi tirer\u00e0 fuori anche un solo topo da una gabbia sperimentale sar\u00e0 scritto nei libri delle Sibille angeliche\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell&#8217;attesa di un&#8217;epifania morale, interculturale, di portata universale, credo sarebbe civile perlomeno garantire una vita sana e una morte decente, se non &#8220;naturale&#8221;, agli animali allevati per essere macellati&#8230; anzich\u00e9 un incubo da lager. Marine Le Pen ha sensibilizzato l\u2019opinione pubblica francese sulla necessit\u00e0 di imporre ai macelli lo stordimento dell\u2019animale prima del suo dissanguamento. Chiunque sia stato testimone di ci\u00f2 che avviene in quei luoghi e abbia ancora un cuore nel petto, non potr\u00e0 che convenire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gli spiriti vasti, profondi e sottili che solitamente chiamo a deporre in questi quaderni si trovano perfettamente allineati sul tema. Adorno e Ceronetti, in particolare, chiariscono come la violenza esercitata sugli animali, quando depurata dalle manipolazioni sociali della percezione, non sia poi diversa da quella esercitata sugli esseri umani:<\/p>\n<p>\u00abLe atrocit\u00e0 sollevano un&#8217;indignazione minore, quanto pi\u00f9 le vittime sono dissimili dai normali lettori, quanto pi\u00f9 sono &#8220;more&#8221;, &#8220;sudice&#8221;, <em>dago<\/em>. Questo fatto illumina le atrocit\u00e0 non meno che le reazioni degli spettatori. Forse lo schema sociale della percezione presso gli antisemiti \u00e8 fatto in modo che essi non <em>vedono<\/em> gli ebrei come uomini. L&#8217;affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene gi\u00e0 la chiave del <em>pogrom<\/em>. Della cui possibilit\u00e0 si decide nell&#8217;istante in cui l&#8217;occhio di un animale ferito a morte colpisce l&#8217;uomo. L&#8217;ostinazione con cui egli devia da s\u00e9 quello sguardo \u2013 &#8220;non \u00e8 che un animale&#8221; \u2013 si ripete nelle crudelt\u00e0 commesse sugli uomini, in cui gli esecutori devono sempre di nuovo confermare a se stessi il &#8220;non \u00e8 che un animale&#8221;, a cui non riuscivano a credere neppure nel caso dell&#8217;animale\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma nell\u2019asettica amministrazione dell\u2019orrore che \u00e8 diventata l\u2019industria planetaria del macello (ogni anno vengono uccisi 50 miliardi di animali, pesci esclusi), l\u2019argomento pi\u00f9 persuasivo e potenzialmente salvifico risale al 1789, a Jeremy Bentham:<\/p>\n<p>\u00abC&#8217;\u00e8 stato un giorno, e mi rattrista dire che in molti posti non \u00e8 ancora passato, in cui la maggior parte del genere umano, grazie all&#8217;istituzione della schiavit\u00f9 \u00e8 stata trattata dalla legge esattamente nello stesso modo in cui, per esempio in Inghilterra, sono trattate ancora le razze inferiori di animali. Verr\u00e0 il giorno in cui il resto degli esseri animali potr\u00e0 acquisire quei diritti che non gli sono mai stati negati se non per mano della tirannia. I francesi hanno gi\u00e0 scoperto che il colore nero della pelle non \u00e8 un motivo per cui un essere umano debba essere irrimediabilmente abbandonato ai capricci di un torturatore. Si potr\u00e0 un giorno giungere a riconoscere che il numero delle gambe, la villosit\u00e0 della pelle o la terminazione dell\u2019osso sacro sono motivi egualmente insufficienti per abbandonare un essere sensibile allo stesso destino. Che altro dovrebbe tracciare la linea invalicabile? La facolt\u00e0 della ragione, o forse quella del linguaggio? Ma un cavallo o un cane adulti sono senza paragone animali pi\u00f9 razionali e pi\u00f9 comunicativi di un bambino di un giorno, di una settimana, o persino di un mese. Ma anche ammesso che fosse altrimenti, cosa importerebbe? Il problema non \u00e8: \u00abPossono ragionare?\u00bb, n\u00e9: \u00abPossono parlare?\u00bb, ma: \u00abPossono soffrire?\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sulla questione veganismo-vegetarianismo-animalismo devo confessare ambivalenza. Riconosco di viverla con afflizione e tormento. Da un lato, al palato, ho sempre amato carni e salumi pi\u00f9 di ogni altro alimento; sono di Piacenza, quindi l\u2019inclinazione segue la cultura gastronomica, o viceversa. Dall&#8217;altro, non riesco a mangiare animali di cui ho avuto esperienza domestica o con cui ho sperimentato una qualche empatia: quindi cavalli, agnelli, conigli. Oltre a cani e gatti. Probabilmente, se avessi avuto maialini, vitellini o anatroccoli in giro per casa, oggi sarei vegetariano. Ma so essere un\u2019ipocrisia o al meglio una posizione arbitraria. Anche perch\u00e9 il discorso andrebbe allargato [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/04\/26\/il-vegano-soffre-come-un-animale\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1096,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[2788,79480,87],"tags":[389363,40736,389372,260694],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/349"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1096"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=349"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/349\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":360,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/349\/revisions\/360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=349"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=349"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}