{"id":374,"date":"2017-05-19T12:37:37","date_gmt":"2017-05-19T10:37:37","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=374"},"modified":"2017-05-19T14:08:59","modified_gmt":"2017-05-19T12:08:59","slug":"i-malpensanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/05\/19\/i-malpensanti\/","title":{"rendered":"I Malpensanti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/05\/Sicurezza-aeroporti.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-375\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/05\/Sicurezza-aeroporti-300x253.jpg\" alt=\"Group of People in the Airport\" width=\"300\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/05\/Sicurezza-aeroporti-300x253.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/05\/Sicurezza-aeroporti-1024x864.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/05\/Sicurezza-aeroporti.jpg 1501w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Pochi giorni fa, dal pergamo multimediale della propria pagina Facebook, Vittorio Sgarbi si \u00e8 lasciato andare a un\u2019accusa nei confronti dei protocolli di sicurezza in uso negli aeroporti, giudicati sinistramente simili alla prassi dei lager, e con la consueta infiammabilit\u00e0 retorica ne ha demolito gli agenti, accusati di livellare alla cretineria della procedura anche gli innocenti passeggeri. Naturalmente la penso allo stesso modo. Tuttavia trovo che aggredire il cerimoniale non sia sufficiente per evidenziarne l\u2019assurdit\u00e0. L\u2019insensatezza della finta sicurezza non si evince tanto dallo zelo inquisitorio di una procedura molesta e ostile, che sembra volerci scannerizzare persino le scoregge per capire se rappresentano potenziali armi bianche, quanto nel contrasto dialettico fra la cappa paranoide del luogo designato e l\u2019assoluta indifferenza che ci circonda in precedenza e successivamente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Lryzix0Ilgc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inforcare il Malpensa Express appena dopo un atterraggio ha infatti ogni volta il potere di esacerbare l\u2019interrogativo che da anni incuriosisce. Per salire su un aereo veniamo passati al setaccio, appunto: ci aprono i bagagli, ci scrutano nelle mutande, ci impediscono di portare cremine, unguenti, vaselina, ci fanno togliere la cintura, le bretelle, le scarpe. Subiamo sfacciate palpazioni alle volte causa di involontarie erezioni e ci vengono talvolta fatte domande impudenti cui siamo comandati a rispondere senza esitare. Al controllo documenti, che si ripete, veniamo squadrati con truce cipiglio. Il tutto, di riflesso, ci porta a scrutare con sospetto anche l&#8217;innocuo beduino che siede al nostro fianco. Poi, poco dopo, sempre con bagaglio, magari con la stessa faccia e gli stessi panni, saliamo su un treno e nessuno si cura pi\u00f9 di noi. Ora, qualche autorevole analista di sicurezza interna pu\u00f2 spiegare per quale ragione si debba mantenere in essere questa pantomima snervante degli aeroporti, dove i viaggiatori abituali perdono mesi di vita (hanno mai trovato una pistola in una valigia?), quando qualunque squilibrato o malintenzionato pu\u00f2 salire su un Freccia Bianca, o magari su un traghetto, su di un bus, su di una metropolitana, con un paio di AK47 nel bagaglio a mano? Fermo restando che, nello specifico, sono caduti molti pi\u00f9 aerei a causa di errori umani o per avarie meccaniche che non per azioni di sabotaggio, quindi al limite indirizzerei quell&#8217;ossessiva attenzione verso la selezione del personale e le revisioni. Inoltre, se il pretesto \u00e8 sempre il rischio terrorismo, l\u2019utilizzo di mezzi comuni come auto o tir per effondere il terrore ha reso evidente anche ai pi\u00f9 ottenebrati ci\u00f2 che gi\u00e0 era palese ai mediamente intelligenti: non \u00e8 possibile fermare chi intende seminare il terrore a rischio della propria stessa vita. Ogni argine \u00e8 sgretolabile, ogni cautela manchevole. Si pu\u00f2 solo mettere in pseudo-sicurezza alcuni comparti o luoghi simbolici, per convincere gli imbecilli che magari saranno arrotati in mezzo alla strada, ma cielo almeno non verranno dirottati! Liberissimi di saltare per aria in San Marco o nella basilica di San Babila, ma per tutti i numi non in Duomo! Perch\u00e9, come segnalato pochi mesi fa dall\u2019arciprete Gianantonio Borgonovo, \u00abpresto la cattedrale di Milano sar\u00e0 come un aeroporto\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 sempre dal pensiero dialettico negativo \u2013 ribattezzato benaltrismo dai mentecatti &#8211; che si intercetta la coglioneria affermativa ogniqualvolta si manifesta, poich\u00e9 quando isolata appare al contrario perfettamente ragionevole. Non \u00e8 forse ragionevole, civile addirittura, fare campagne contro il fumo? Certamente. Ma quando costanti immagini di morte e raccapriccio, slogan ossessivo-iettatori per sconsigliare una sacrosanta Dunhill dopo il caff\u00e9&#8230; si affiancano alla totale indifferenza verso tutto ci\u00f2 che di altrettanto nocivo ci circonda, ecco l\u2019ideologia, che solo attraverso il confronto critico pu\u00f2 davvero trasudare in tutto il suo fetore. Perch\u00e9 non siamo bersagliati con la medesima caparbiet\u00e0 da fegati in putrefazione e animali macellati davanti agli happy meal McDonald?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che davvero terrorizza non \u00e8 quindi lo sguardo investigativo e la meticolosa palpazione del dipendente aeroportuale che svolge la propria onesta mansione, ma la docilit\u00e0 con cui ci pieghiamo a farse per animi semplici, alla contraddittoriet\u00e0 caricaturale intorno a noi, inconsciamente sicuri che questi iter, forti del principio di autorit\u00e0 del reale, abbiano piena legittimazione razionale. Il post di Sgarbi \u00e8 stato seguito dai prevedibili commenti dei locutori, come per esempio: \u00abCapra, ma non sai che la schiuma da barba \u00e8 un liquido infiammabile?! Non sai che anche delle forbici possono essere un\u2019arma?! Che superficialit\u00e0 da asino caprone!\u00bb. Il post, intellettualmente sano, \u00e8 stato cio\u00e8 seguito dalla patologia del reale che diviene razionale. Non importa che in qualunque altra dimensione pubblica dell\u2019esistenza &#8211; un bar, un ristorante, un supermercato, un negozio, un cinema, un teatro, un vaporetto o il treno a correre, come anticipato &#8211; la schiuma da barba possa essere altrettanto infiammabile e le forbici altrettanto letali. Non importa. Fuori dall\u2019aeroporto non fanno pi\u00f9 paura. Tutelarsi dal loro potenziale offensivo non \u00e8 pi\u00f9 razionale. Perch\u00e9 \u00e8 chiaro che se un qualunque ristoratore decidesse di imporre i raggi X e la palpazione corporale all\u2019ingresso del proprio locale verrebbe immantinente considerato un folle o un vegano fondamentalista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per quale motivo allora si calcificano tali grotteschi protocolli, poi difficilissimi da demolire? I fulmini di paura e angoscia sociale (in questo caso post 11 settembre) vengono magnetizzati dall\u2019ideologia, da una credenza tattica istituita, che ne cattura le scariche attirandoli in un percorso obbligato e ne disperde cos\u00ec l\u2019energia potenzialmente infiammabile. Non potendo calmierare ansia e paura con il filtro razionale, si erige un totem ideologico, burocratico, fintamente efficiente, che funge da parafulmine. Sullo slancio ottuso della prassi, negli anni il mezzo assorbe definitivamente lo scopo e diviene stupidit\u00e0 pubblica amministrata. Funziona in questo modo nei campi pi\u00f9 disparati. Con l\u2019acquiescenza generale a piantare gli ultimi chiodi nella bara del raziocinio; cos\u00ec, mutatis mutandis, dall\u2019iniziale gradevolezza e utilit\u00e0 sociale di un pedagogo alla Alberto Manzi, in pochi decenni ti ritrovi Fabio Fazio a libro paga che ti fa sentire anche un po\u2019 in colpa perch\u00e9 non comprendi il valore delle sue benemerenze. Ma non \u00e8 mai troppo tardi per una presa di coscienza collettiva e anche i blog possono dare un piccolo contributo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Beffardamente, per tornare alla miccia iniziale della polemica, quello stesso buon viaggiatore da poco atterrato a Malpensa, che si era sentito cos\u00ec sicuro e protetto dai severi protocolli di sicurezza sul suo volo e coccolato dalle poltrone della compagnia aerea, viene improvvisamente abbandonato. Appena posato il paniere sui fetidi sedili del Malpensa Express &#8211; degni peraltro di profilassi post-esposizione \u2013 mentre scrive queste dolenti righe si trova infatti affiancato a un passeggero di natali malesi con maglia pregna di umori della foresta pluviale del Borneo, intento a tagliarsi le unghie dei piedi utilizzando proprio quelle letali forbicine dalle quali cos\u00ec previdentemente l\u2019induzione elettromagnetica aeroportuale lo aveva fino a poco prima difeso\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Pochi giorni fa, dal pergamo multimediale della propria pagina Facebook, Vittorio Sgarbi si \u00e8 lasciato andare a un\u2019accusa nei confronti dei protocolli di sicurezza in uso negli aeroporti, giudicati sinistramente simili alla prassi dei lager, e con la consueta infiammabilit\u00e0 retorica ne ha demolito gli agenti, accusati di livellare alla cretineria della procedura anche gli innocenti passeggeri. Naturalmente la penso allo stesso modo. Tuttavia trovo che aggredire il cerimoniale non sia sufficiente per evidenziarne l\u2019assurdit\u00e0. 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