{"id":43,"date":"2017-03-04T10:51:52","date_gmt":"2017-03-04T09:51:52","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=43"},"modified":"2017-03-08T00:16:38","modified_gmt":"2017-03-07T23:16:38","slug":"dramma-a-lieto-fine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/03\/04\/dramma-a-lieto-fine\/","title":{"rendered":"Dramma a lieto fine"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/03\/a39d103dad8526a1ee32364b8f523f21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-72\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/03\/a39d103dad8526a1ee32364b8f523f21-223x300.jpg\" alt=\"a39d103dad8526a1ee32364b8f523f21\" width=\"223\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/03\/a39d103dad8526a1ee32364b8f523f21-223x300.jpg 223w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/03\/a39d103dad8526a1ee32364b8f523f21.jpg 236w\" sizes=\"(max-width: 223px) 100vw, 223px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Qualche tempo fa, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, Gianpaolo Pansa liquidava amaramente i ragazzotti di oggi come ignoranti presuntuosi pieni di niente. La passata settimana un autorevole sociologo si lagnava del fatto che \u00abnon ascoltano, non approfondiscono, sono ubriachi di se stessi\u00bb mentre Vittorio Sgarbi tuona quotidianamente alle capre. Quel po\u2019 di professori che conosco si lamentano di un degrado intellettuale galoppante, malgrado per i giovani la cultura non sia mai stata cos\u00ec accessibile; degrado che viaggia di pari passo con una boria senza precedenti.<\/p>\n<p>Il 4 febbraio scorso, le testimonianze raccolte sono state drammaticamente certificate dall\u2019ormai nota lettera di 600 docenti universitari al presidente del Consiglio, al ministro dell\u2019Istruzione e al Parlamento italiano in cui si segnalava con viva apprensione l\u2019inadeguatezza espressiva, orale e scritta, della grande maggioranze degli studenti; priva addirittura \u00abdegli strumenti linguistici di base\u00bb. L\u2019analfabetismo funzionale, infine, \u00e8 diventato sintagma diffuso perch\u00e9 sempre pi\u00f9 diffusi sono gli analfabeti di tal fatta.<\/p>\n<p>Al dramma pedagogico, si aggiunge una profonda mestizia dell\u2019immaginazione. I postumi della Fashion week mi rendono sempre melanconico, ma questa volta percepisco una velatura pi\u00f9 funesta, anche se conviene non dirlo a voce troppo alta perch\u00e9 in questi giorni puoi incrociare qualche creativo che col tuo mood crea un concept, quindi una capsule collection. E se le interviste del Milanese imbruttito convincerebbero anche il pi\u00f9 entusiasta fra i democratici che il reddito di cittadinanza dovrebbe alternarsi a piani quinquennali atti a favorire la raccolta di banane nelle paludi di Comacchio\u2026 proprio in quei passaggi c\u2019\u00e8 un\u2019epifania che regala paradossale conforto: \u00abL\u2019ignoranza vince sempre\u00bb, prorompe uno degli intervistati in un passaggio vintage. E non importa che a dirlo sia un ragazzo verosimilmente impermeabile agli stimoli di Samuel Beckett e del Dalai Lama. Non conta che la risposta seguisse la domanda: \u00abignoranza o eleganza?\u00bb\u2026 perch\u00e9 il senso del tutto \u00e8 stato colto. E\u2019 uscito come una viverna a inghiottire le vane speranze e con esse la mia malinconia. Inutile combattere, tentare, l\u2019ignoranza vince sempre. Bench\u00e9 ci sia ancora una caparbia vocina che dice: \u00abHai sempre tentato. Hai sempre fallito. Non discutere. Fallisci ancora. Fallisci meglio\u00bb.<\/p>\n<p>All\u2019epoca del dogmatismo che accompagna i primi sentori della decrepitudine nutrivo un\u2019idea piuttosto precisa sui responsabili dell&#8217;aggressione di questa regressione, e avevo trascurato i social network, da me semplicisticamente interpretati come meri riflessi di realt\u00e0: specchi. Tuttavia, \u00e8 un po\u2019 che faccio caso alla cosa e forse \u00e8 proprio il caso. Ho sempre pi\u00f9 l\u2019impressione che il contenitore stia facendo impazzire la realt\u00e0\u2026 come la merda gialla di Pulp Fiction. Ci sono studi approfonditi su come il medium plasmi la prassi secondo le proprie regole interne. Il tweet \u00e8 ormai diventato un\u2019estensione dell\u2019anima; il tasto \u00abenter\u00bb sonda privilegiata dell\u2019intelletto; la rotellina arcobaleno, ovvero lo spinning wait cursor, colora di s\u00e9 la nostra soglia di attenzione. Inoltre, si \u00e8 molto scritto su quanto gli anglicismi, le semplificazioni lessicali, gli acronimi\u2026 stiano mutilando il linguaggio cos\u00ec da sottrarre ossigeno al pensiero, e forse sono da ricercarsi in questi snodi le cause della situazione riscontrata dagli insegnanti. Ma io ritengo che a trasfigurarsi non si stata soltanto l\u2019esperienza semantica, ma anche la realt\u00e0 percepita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prendiamo un giornalista; una volta compilava un pezzo, quest\u2019ultimo veniva pubblicato, magari anche sulle pagine di una testata nazionale, e che reazione seguiva? Il direttore sbottava per un\u2019incongruenza, la mamma strillava giubilante \u00abbravo il mio tatoamore!\u00bb; nel migliore dei casi quei tre o quattro amici intellettualmente avvertiti dicevano la loro. Oppure una recita scolastica di fine anno: cantavi \u00abWhat is love\u00bb ancheggiando pericolosamente\u2026 e quanta gente avevi di fronte? 40-50 ragazzini? Ok. Oggid\u00ec ogniqualvolta intercetto un adolescente su Facebook vedo 3mila, 4mila contatti. Il mese scorso ero dal parrucchiere, artista della sforbiciata unisex, e una ragazzina si confidava con l&#8217;amica del cuore:<\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 vero che sono come la Marinelli che s\u2019\u00e8 fatta con Billo solo perch\u00e9 \u00e8 popolare\u00bb (mi sono segnato i nomi sul promemoria del cellulare per spirito documentaristico). \u00abA luglio ho fatto un pompino col lieto fine al Teto che ha solo 100 follower su Instagram!\u00bb.<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile che una ragazza di 16 anni abbia 5mila amici?! I pi\u00f9 giovani mi perdoneranno l\u2019ingenuit\u00e0 generazionale. A 16 anni io non le avevo nemmeno incontrate 5mila persone, persino considerando la somma di tutte le passeggiate per la vita consumate pi\u00f9 i promiscui campi estivi dei lupetti. E poi ci si sorprende quando le cose sfuggono multimedialmente di mano.<\/p>\n<p>Basta dar fuoco a un peto e si producono migliaia di visualizzazioni. Migliaia di commenti. Ieri un mio contatto ha premuto un like di prammatica a una fanciulla \u2013 ragazza qualunque, non Vittoria Puccini &#8211; il cui status era: \u00abOggi presa male\u00bb. Bene; 1234 pugni di pollice.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 allora la differenza fra una giovane che esce da scuola sbuffando un \u00aboggi presa male\u00bb portato via dal vento\u2026 e la stessa interiezione con 1234 like? Sul concetto non ci sono trasformazioni; resta pregno di significato come prima. La trasfigurazione avviene nel soggetto, che inevitabilmente percepisce aura significante in qualcosa che \u00e8 una semplice urinata emotiva. Ci\u00f2 dunque non fa impazzire la realt\u00e0 in quanto tale, ma la realt\u00e0 percepita. Per cui la ragazza trova nella sua pisciatina un\u2019epica esistenziale immediata; avverte la propria problematica come centro pulsante dell&#8217;universo.<\/p>\n<p>Che ci siano migliaia di altri ragazzi, i quali, scrivendo la stessa cosa non magnetizzino alcun seguito &#8211; tipo il Teto &#8211; non cambia la questione. Per ottenere illusione fascinatrice basta pisciare in pubblico. Si sa che pu\u00f2 bastare perch\u00e9 lo spirito gregario \u00e8 travolgente come una slavina. Il reattore alle spalle formato da questa folla invisibile, eppure reale, produce una deflagrazione di autostima cretina, di egotismo demente, di esibizionismo irriflessivo, che crea una reazione a catena quando entra in contatto con le altre. Impregna, inzuppa di qualcosa il niente.<\/p>\n<p>Naturalmente le teste vuote ci sono sempre state. I palloni gonfiati anche. Un tempo per\u00f2 bastava uno spillo per farli volare via. Oggi il vuoto si accresce a dismisura, ma non \u00e8 pi\u00f9 areiforme: \u00e8 solido, stagno. Non basta pi\u00f9 uno spillo per far afflosciare il recipiente, perch\u00e9 il consenso percepito, affermatosi subito e consolidatosi nel tempo, lo rende antiproiettile.<\/p>\n<p>E comunque, keep calm and be social, perch\u00e9 bastano 100 follower per un happy ending masticazzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Qualche tempo fa, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo, Gianpaolo Pansa liquidava amaramente i ragazzotti di oggi come ignoranti presuntuosi pieni di niente. La passata settimana un autorevole sociologo si lagnava del fatto che \u00abnon ascoltano, non approfondiscono, sono ubriachi di se stessi\u00bb mentre Vittorio Sgarbi tuona quotidianamente alle capre. 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