{"id":483,"date":"2017-06-09T03:56:26","date_gmt":"2017-06-09T01:56:26","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=483"},"modified":"2017-06-09T04:28:29","modified_gmt":"2017-06-09T02:28:29","slug":"maschilismo-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/06\/09\/maschilismo-femminile\/","title":{"rendered":"Maschilismo femminile"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/Victoria-Secret-Girl-Sexy-Food-Bed-ipad-air-wallpaper-ilikewallpaper_com_1024.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-484\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/Victoria-Secret-Girl-Sexy-Food-Bed-ipad-air-wallpaper-ilikewallpaper_com_1024-300x300.jpg\" alt=\"Victoria-Secret-Girl-Sexy-Food-Bed-ipad-air-wallpaper-ilikewallpaper_com_1024\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/Victoria-Secret-Girl-Sexy-Food-Bed-ipad-air-wallpaper-ilikewallpaper_com_1024-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/Victoria-Secret-Girl-Sexy-Food-Bed-ipad-air-wallpaper-ilikewallpaper_com_1024-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/Victoria-Secret-Girl-Sexy-Food-Bed-ipad-air-wallpaper-ilikewallpaper_com_1024.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Scrivere criticamente della libera espressione della donna, del suo rapporto con il corpo, di sessismo e discriminazione, \u00e8 come bonificare ordigni esplosivi improvvisati. Ogni commento pu\u00f2 essere l\u2019ultimo. Ma noi siamo artificieri in punta di penna e quindi anche in questo caso avanzeremo sprezzanti del cimento, sfidando gli argomenti ad populum come quelli ad baculum, sperando di non finire mazziati. Semplificando una nutritissima letteratura in materia, \u00e8 facile distillare questo ponderato precetto: \u00abUna femmina pu\u00f2 vestirsi e atteggiarsi come vuole senza per questo dover essere giudicata una poco di buono. Chi cos\u00ec la valuta per ragioni superficiali \u00e8 un sessista che giustifica la violenza o un&#8217;arpia invidiosa complice del maschio usurpatore\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora, chiunque abbia navigato per la vita almeno a lume di naso, se proprio non a lume di pisello, sa che in effetti non si riscontra un nesso preciso fra esibizionismo e disponibilit\u00e0 sessuale. Tuttavia, difendendo il vero della petizione sfugge la doppiezza che vi si cela in filigrana. Una donna che si sforza di mostrare il pi\u00f9 vividamente possibile le sue forme, provocatoriamente, che lo sappia o meno, lo fa per piacere all&#8217;uomo. Anche colei che obietta \u00ab\u2026ma neanche per idea mio caro! La natica estroversa e la tetta che guarda il mondo di sguincio piacciono a me, mi fanno sentire pi\u00f9 femmina!\u00bb non comprende che quel sentimento di gratificazione, apparentemente autosufficiente, rampolla in virt\u00f9 dell&#8217;apprezzamento, dal desiderio e dall&#8217;invidia che pu\u00f2 generare. E sempre con l&#8217;uomo come feticcio, perch\u00e9 \u00e8 una vanit\u00e0 che nasce dal riflesso dello sguardo maschile, o da un altro sguardo femminile in competizione per quello maschile. Quindi una femminista autentica non dovrebbe difendere il diritto della donna a mostrarsi senza essere automaticamente bollata come dissoluta, o preservare il gusto di giocare con il desiderio che si ispira e magari abusarne senza per questo essere considerata un po\u2019 troia; al contrario, dovrebbe coltivare il piacere di non farlo senza sentirsi meno donna, proprio contro l&#8217;immaginario fallocentrico e arcizitello. Mentre l&#8217;uomo in trincea a difendere il diritto della donna di spogliarsi \u00e8 in realt\u00e0 un tristo paraculo che molto gradisce le rizzacazzi e vorrebbe continuare a goderne in santa pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ovviamente \u00e8 impossibile affrontare queste tematiche nel corso di una serena discussione vis-\u00e0-vis con una ragazza, poich\u00e9 ogni scetticismo riflessivo si trova di fronte la negazione dell\u2019ignoranza invincibile, con l\u2019interlocutore che nega ostinatamente ogni possibile obiezione: \u00abIo mi faccio carina o vesto sexy per me e stop! Tu che vuoi saperne?\u00bb. Interlocutore che, al contempo, si troverebbe immantinente d\u2019accordo nel definire \u00abgrandissime zoccole\u00bb tutte le altre ragazze che esibiscono abiti e pose provocanti in presenza del proprio compagno. Lo scriverne, di conseguenza, si rivela inevitabilmente scacciafiga, quindi mi auguro onorerete almeno le future astinenze di un martire della verit\u00e0 come il sottoscritto, che forse un giorno indosser\u00e0 il saio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pi\u00f9 mesta conferma a questo ruolo eroticamente ancillare, che viene fatto brillare proprio quando disinnescato, si manifesta nel rapporto con la bilancia. La cosiddetta rivoluzione curvy \u00e8 quella recente (recente almeno per chi non ha mai visto le Tre Grazie di Rubens\u2026) interpretazione dei chili in pi\u00f9 come moltiplicatore dell\u2019erotismo, non pi\u00f9 da celare con complesso, ma da ostentare con orgoglio. Molte ma\u00eetresse \u00e0 penser ne hanno fatto un vessillo di civilt\u00e0, perch\u00e9 accettarsi anche con le pi\u00f9 esuberanti rotondit\u00e0 sarebbe lasciapassare privilegiato per una compiuta indipendenza di pensiero e per la conquista della serenit\u00e0. Legittimo. Ma non valido e neppure vero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogniqualvolta si insiste socialmente su di un difetto per sdoganarlo, c\u2019\u00e8 una spia che si accende sotto gli occhi degli osservatori intellettualmente onesti: il difetto \u00e8 infatti sempre inserito nel canone. E\u2019 come una deviazione che corre parallela alla strada maestra invece di portare verso nuovi itinerari di consapevolezza. Quindi \u00e8 un cripto-conformismo, un paternalismo del giudizio, un\u2019allucinazione sovversiva che serve a illudere di aver cambiato le regole di ingaggio mentre in realt\u00e0 \u00e8 stato riaffermato lo status quo. Per cui va bene in carne, purch\u00e9 avvenente, purch\u00e9 tettona. Va bene opulenta, ma pur sempre arrapante, mi raccomando. Grassa e cessa? Adesso non esageriamo. Villosa, per esempio? Ci si pu\u00f2 accettare anche cos\u00ec? Ma non diciamo assurdit\u00e0! Che obbrobrio! Fatti un laser orangutan! Tolleriamo di buon grado addirittura l\u2019esotica vitiligine, perch\u00e9 bisogna sapersi accettare anche nelle pi\u00f9 visibili imperfezioni, ma la accettiamo sul corpo di Winnie Harlow. Queste finte nuove tolleranze non fanno che riconfermare il criterio esteriore come l\u2019unico valido, e liberalizzandone fintamente alcuni codici con un\u2019ipocrisia tanto pi\u00f9 insopportabile quanto pi\u00f9 contraffatta in una falsificata ampiezza di vedute, non fanno che ribadirne il dominio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando si leggono articoli di opinioniste \u00abdalla parte delle donne\u00bb che invitano le lettrici a fregarsene del chili di troppo, non si intercettano parole di riscatto di fronte al totalitarismo della bellezza esteriore, non si intravede una suggestione che interpreti quell\u2019appetito del corpo come uno specchio dell\u2019appetito dell\u2019anima, magari di amore, di cultura, di spirito, non si cita Guy de Maupassant &#8211; \u00abSolo gli imbecilli non sono ghiotti. Si \u00e8 ghiotti come poeti, si \u00e8 ghiotti come artisti\u00bb. All\u2019opposto si rivendica proprio un\u2019accresciuta seduttivit\u00e0 sessuale, facendo tintinnare ancor di pi\u00f9 le catene: \u00abCos\u00ec rotonde sarete pi\u00f9 stuzzicanti! Non vorrete essere dei manici di scopa?! Non avete ancora capito?! Gli uomini non amano le donne troppo magre!\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ecco di nuovo che l\u2019emancipazione femminile passa attraverso l\u2019immaginario maschile, o quello che si immagina l\u2019immaginario maschile sia, e quindi si rivela incompiuta. Nel motivare ulteriormente le donne ad accettarsi anche in carne, sul web gira un\u2019immagine di Ryan Gosling con un divertito virgolettato che recita: \u00abHey girl, go ahed and eat that cake! I like my woman curvy and plump, not skinny and flat\u00bb. Dietro la burletta, in controluce come il demonio, c\u2019\u00e8 il precetto del pensiero unico: non sappiamo bene come interpretare il nostro essere donne, ma l\u2019unico modo in cui vogliamo vedere noi stesse \u00e8 attraverso gli occhi di uno strafigo, che ci accetti come siamo. Girl power!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche noi ci giriamo per un bel culo. E non vorremmo apparire omofobi confessando che, nella maggior parte dei casi, \u00e8 per un culo femminile. Eppure la verit\u00e0, ben conosciuta da chi esiste nel culto della donna, venerandone la soprannaturale eredit\u00e0 di virgo-mater, \u00e8 che la bellezza femminile autentica &#8211; quella piena di grazia, che non invecchia, non ingrassa, non rischia di emaciarsi, che si coltiva e non si allena, si custodisce e non si esibisce, che non \u00e8 intercambiabile perch\u00e9 va oltre la mera somma delle caratteristiche &#8211; arriva ai sensi passando dal cuore e non viceversa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Scrivere criticamente della libera espressione della donna, del suo rapporto con il corpo, di sessismo e discriminazione, \u00e8 come bonificare ordigni esplosivi improvvisati. Ogni commento pu\u00f2 essere l\u2019ultimo. 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