{"id":564,"date":"2017-06-20T13:47:55","date_gmt":"2017-06-20T11:47:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=564"},"modified":"2017-06-20T15:24:57","modified_gmt":"2017-06-20T13:24:57","slug":"orrore-e-reclame","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/06\/20\/orrore-e-reclame\/","title":{"rendered":"Orrore e r\u00e9clame"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/40333-90724.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-565\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/40333-90724-300x168.jpg\" alt=\"40333-90724\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/40333-90724-300x168.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/40333-90724.jpg 570w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sabato 17 giugno facevo colazione con il Caff\u00e8 di Gramellini, che raccontava le strazianti vicende di Madri e figli, delicatamente estratte dalla notte della Grenfell Tower di Londra. Massimo Gramellini \u00e8 una penna rassicurante anche nel tragico, conciliante anche quando addenta, che adempie con tatto al ruolo di accompagnatore per convinzioni e sentimenti apparentemente universali, rinfrancandoli. La si potrebbe chiamare ruffianeria, ma omnia munda mundis. Pur in un episodio infernale, nell\u2019accezione archetipica del termine, il corsivista torinese ha saputo infatti dare ossigeno all\u2019amore e alla speranza, con gli unici aliti di lieto fine possibili. Malauguratamente il suo nobile intento empatico verso il sentire del lettore e verso il destino di quegli sventurati, flagellati dalla disperata brutalit\u00e0 della vicenda, veniva soppresso. Asetticamente, con micidiale quanto indifferente efficienza. Soppresso da uno spot pubblicitario che si spalancava nel cuore della transizione emotiva. Il lettore affannava terrorizzato nel fumo, nel calore insopportabile, vedeva una madre pronta a gettare il frutto del suo seno da una finestra per salvarlo dalle fiamme appena prima di esserne inghiottita; seguiva i passi di un figlio che disperatamente scendeva 24 piani di rogo con l\u2019anziana genitrice sulla schiena, palpitando; allorquando emergeva il sereno volto di una giovane donna tonificato dalla sferzante doccia di una crema idratante. L\u2019inumano che annienta quel poco di umano che ancora idrata le nostre anime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019imboscata subita dai lettori di Gramellini non \u00e8 stata l&#8217;unica correlata alla Grenfell Tower. Gi\u00e0 poche ore prima il Corriere.it aveva pubblicato un video girato con il cellulare da un condomino che dalle vicinanze riprendeva il palazzo in fiamme, raccontando di come era uscito e testimoniando con voce angosciata la presenza di famiglie che gridavano aiuto dai piani alti. Prima e dopo quel video, immagini della Slovenia e della Carinzia, che fra natura in fiore e bellezze storico-monumentali, davano refrigeranti spunti su dove trascorrere le vacanze estive in famiglia. Vorrei poter dire che questa \u00absgarbatezza\u00bb riguarda soltanto una testata online, ma non sarebbe la verit\u00e0. E\u2019 possibile infatti che mentre leggete queste righe le troviate incorniciate da consigli su come far scomparire il grasso addominale. E l\u2019inesorabile picchiata dell\u2019annuncio pubblicitario, anche in contesti emotivamente laceranti, anche con rimandi e contrappunti involontariamente quanto atrocemente ironici, rappresenta il carattere coatto dell\u2019umanit\u00e0 estraniata a se stessa. In agguato ovunque, nei luoghi fisici come in quelli virtuali, capace di penetrare fino alle pi\u00f9 profonde ramificazioni della coscienza con un potere persuasivo e manipolatorio sconosciuto anche alla propaganda dei totalitarismi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tutte le sferzate politicamente corrette cui il libero pensiero \u00e8 sottoposto ogni giorno, in casi davvero scorretti come questi\u2026 non muovono un refolo, rivelandosi per quello che sono: armi da parata che camuffano la clava primordiale del pensiero unico di regime; la verga del dominio. E lo sdegno codino di cui le teste e i cuori vuoti traboccano, quando davvero ce ne sarebbe necessit\u00e0, non ha un sussulto, non fa un pliss\u00e9. L\u2019asservimento dell\u2019informazione al capitale del padrone e alle polle che vanno ad alimentarlo \u00e8 tale da recidere anche la commozione, anche la piet\u00e0, e di farlo con l\u2019algore meccanico della mietitrebbia che falcia storie di coccinelle sotto di s\u00e9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le ragioni dell\u2019umano di fronte all&#8217;incedere della ragione pianificatrice sono irrilevanti e mai fastidiose, perch\u00e9 dal popolo dell\u2019erba non arrivano urla. La falce livellatrice del capitale investito \u00e8 l\u2019unico agente davvero democratico che ci resta, pi\u00f9 ancora della morte, che arriva pur sempre in tempi e modi diversi per ciascuno. Il display advertising, quello passa al setaccio tutto con equanimi distacco e ferinit\u00e0. Quanto il cuore ha ancora un moto di reazione all\u2019abuso subito &#8211; magari perch\u00e9 sta compartecipando di un cataclisma sulle terre devastate dall\u2019uragano Katrina e si ritrova innanzi Alessia Marcuzzi che magnifica le doti medicamentose del Bifidus ActiRegularis, come appuntavo nel 2005 \u2013 presto lo ingoia. Perch\u00e9 la soffocante prassi economica, percepita come razionale e ineluttabile, lo depreda in ogni recesso, lo disavvezza a protestare o anche solo a recalcitrare; ne paralizza i battiti di reazione, perch\u00e9 ci\u00f2 che oppone resistenza pu\u00f2 sopravvivere solo nella misura in cui si inserisce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nessuno si scandalizza per un messaggio promozionale. L\u2019economia va fatta girare, la pubblicit\u00e0 \u00e8 l\u2019anima del commercio, il produttore \u00e8 al servizio del consumatore e i giornali sono divulgatori di servizi che danno spazio a chi \u00abcrede nel progetto\u00bb. Nessuno scrive lettere sdegnate al direttore. Questo stesso articolo verr\u00e0 digerito come un rinoceronte al trotto digerisce un dittero. Un\u2019istanza onnipresente ha decretato che si pu\u00f2 fare, che \u00e8 accettabile: e lo \u00e8. Perch\u00e9 l&#8217;epopea di una madre che prima di morire getta il suo neonato dalla finestra per salvarlo dalle fiamme rappresenta un prodotto di consumo precisamente come una crema idratante per il viso.<\/p>\n<p>Da bambini tiravamo sospiri di sollievo per l\u2019arrivo della pubblicit\u00e0 durante la finzione di un film dell\u2019orrore; da adulti riconosciamo in quella pubblicit\u00e0 l\u2019orrore del reale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Sabato 17 giugno facevo colazione con il Caff\u00e8 di Gramellini, che raccontava le strazianti vicende di Madri e figli, delicatamente estratte dalla notte della Grenfell Tower di Londra. 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