{"id":574,"date":"2017-06-22T14:22:55","date_gmt":"2017-06-22T12:22:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=574"},"modified":"2017-06-22T18:48:03","modified_gmt":"2017-06-22T16:48:03","slug":"lestinto-gentiluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/06\/22\/lestinto-gentiluomo\/","title":{"rendered":"L&#8217;estinto gentiluomo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/nowvoyager.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-575\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/nowvoyager-300x169.jpeg\" alt=\"nowvoyager\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/nowvoyager-300x169.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/06\/nowvoyager.jpeg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div>Nei pressi di Piazza Sempione, a Milano, c&#8217;\u00e8 una via che percorro quotidianamente con marciapiedi molto stretti, resi quasi invalicabili per il parcheggio scorzone di numerosi scooter\u2026\u00a0sul sellino dei quali il mio cane \u00e8 comandato a urinare. Questo insignificante spazio fisico \u00e8 un significativo valico culturale. Noto infatti, da anni, giorno dopo giorno, che nessun uomo si ferma o anche solo esita di fronte al passaggio di una signora. Graziosa, cozzarella, giovane, veneranda\u2026\u00a0non conta: il maschio tira dritto. Alcuni accelerano per avere inequivocabilmente la meglio, quelli che guardano il cellulare scartano la passante come fosse un cartello stradale, altri ancora si fanno largo a spallate. E noto tanto pi\u00f9 la cosa quanto pi\u00f9 per me \u00e8 impossibile imitarla; non per un affettato ossequio al bon ton, piuttosto perch\u00e9 mi farei violenza nel far violenza. E il buffo &#8211; o il deprimente &#8211; della circostanza \u00e8 che quando indugio per cedere il passo\u2026\u00a0la donna in transito mi squadra come se volessi metterle le mani nella borsetta o sotto la coda.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00a0La cortesia \u00e8 ormai come il profumo di un tempo svanito. Annientato dall\u2019oblio. E l\u2019oblio \u00e8 come una carne di cose viventi che si riforma sopra i sentimenti e impedisce di supporre che qualcosa di diverso sia mai esistito. Seimila anni di progresso umano, diciamo dai Sumeri agli Yuccie, ci hanno portato all\u2019indifferenziato. L\u2019unico ambito dove pare ancora lecito distinguere \u00e8 nella raccolta della spazzatura. Ma l\u2019indifferenziato porta seco l\u2019indifferenza. Ignorare l\u2019altro come lui ignora noi \u00e8 una delle pi\u00f9 considerevoli conquiste della contemporaneit\u00e0. Oggi i maturandi hanno dovuto maneggiare Seneca: \u00abOvunque si trovi un essere umano, vi \u00e8 la possibilit\u00e0 per una\u00a0gentilezza\u00bb. Ma alla gentilezza, che eleva, si \u00e8 sostituita la correttezza, che livella. Il pi\u00f9 sontuoso fiorire di quote rosa artificiali, quelle s\u00ec sessiste, non vale un frantume della cortesia perduta con la quale celebravamo le donne. La galanteria, persino quella ridicola o caricaturale, era una forma di riconoscimento. Che saliva dallo spirito, dal pensiero, dal principio, e si faceva costume. Ora \u00e8 la superstizione ideologica che scende alla prassi, come una maledizione che si insinua, per cui ci si dice femministi e per le donne come si tocca ferro quando passa un\u2019ambulanza perch\u00e9 si teme l&#8217;anatema del collettivo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Nell&#8217;apparente conformismo delle maniere sopravviveva il principio dell\u2019individuazione. Anche nell\u2019automatismo. Il gesto noncurante del signore che estraeva un Dupont a punta di diamanti e infiammava il tabacco di una dama, suscitava la vertigine della frontiera fra anime e solo dopo saldava la consuetudine di una comunit\u00e0. Ed \u00e8 ci\u00f2 che separava l\u2019uomo dal vucumpr\u00e0. Tuttavia, non vi era nulla di elitario, di classista. Si trattava piuttosto una visione del mondo. Come scriveva saviamente Evola: \u00abLa visione del mondo pu\u00f2 esser pi\u00f9 precisa in un uomo senza particolare istruzione che non in uno scrittore, nel soldato, nell&#8217;appartenente ad un ceppo aristocratico e nel contadino fedele alla terra che non nell&#8217;intellettuale borghese, nel professore o nel giornalista. Circa tutto questo, in Italia ci si trova, e non da oggi, in una posizione assai sfavorevole, perch\u00e9 chi fa il buono e il cattivo tempo, chi troneggia nella stampa, nella cultura accademica e nella critica, organizzando vere e proprie massonerie monopolizzatrici, \u00e8 proprio il tipo deteriore dell&#8217;intellettuale, che nulla sa di ci\u00f2 che \u00e8 veramente spiritualit\u00e0, interezza umana, pensiero conforme a principi\u00bb.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\u00a0In un consorzio occidentale assediato da visioni del mondo che interpretano il femminile come qualcosa di cui si teme e si reprime l&#8217;insubordinazione, anche la finta emancipazione di una donna che si crede pi\u00f9 donna perch\u00e9 \u00e8 sempre pi\u00f9 simile all&#8217;uomo, resta una conquista da difendere, va detto. Eppure, l\u2019appiattimento dei sessi ha prodotto effetti nefasti nel relazionarsi galante o anche solo nell&#8217;urbana interazione. Perch\u00e9 in un convito senza pi\u00f9 donne, anche molti fra gli uomini pi\u00f9 gentili perdono la loro distinzione naturale. E non c\u2019\u00e8 di che stupirsi, poich\u00e9 non hanno pi\u00f9 il pubblico da onorare. Cos\u00ec acquistano qualcosa di trasandato che diventa volgarit\u00e0 al primo attrito. Come scriveva il superbo Barbey d\u2019Aurevilly, \u00abL\u2019egoismo, l\u2019inevitabile egoismo &#8211; e l\u2019arte del galateo \u00e8 di velarlo sotto forme piacevoli &#8211; mette presto i gomiti sulla tavola, aspettando che voi li piantate nel fianco del vicino\u00bb. Ed \u00e8 cos\u00ec che accade lungo i marciapiedi di Milano, anche nel confrontarsi virile, la cui prossemica sembra presa a prestito da un bivacco militare di Marcomanni, dove cedere il passo \u00e8 vissuto come disonorevole. L&#8217;unico signore a cui l&#8217;ho visto fare negli ultimi tempi \u00e8 un mio vicino, distinto gay di mezza et\u00e0, che si \u00e8 scostato per far passare un ragazzo molto pi\u00f9 giovane. Lui solo si \u00e8 comportato da gentiluomo autentico, defilandosi elegantemente con le mani dietro la schiena&#8230; per poi voltarsi e guardargli il culo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nei pressi di Piazza Sempione, a Milano, c&#8217;\u00e8 una via che percorro quotidianamente con marciapiedi molto stretti, resi quasi invalicabili per il parcheggio scorzone di numerosi scooter\u2026\u00a0sul sellino dei quali il mio cane \u00e8 comandato a urinare. Questo insignificante spazio fisico \u00e8 un significativo valico culturale. 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