{"id":626,"date":"2017-07-27T05:18:28","date_gmt":"2017-07-27T03:18:28","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=626"},"modified":"2017-07-27T16:28:03","modified_gmt":"2017-07-27T14:28:03","slug":"putin-e-il-giornalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/07\/27\/putin-e-il-giornalismo\/","title":{"rendered":"Putin e il giornalismo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/07\/putin-ukraines-army-is-a-nato-legion-aimed-at-containing-russia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-627\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/07\/putin-ukraines-army-is-a-nato-legion-aimed-at-containing-russia-300x225.jpg\" alt=\"putin-ukraines-army-is-a-nato-legion-aimed-at-containing-russia\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/07\/putin-ukraines-army-is-a-nato-legion-aimed-at-containing-russia-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/07\/putin-ukraines-army-is-a-nato-legion-aimed-at-containing-russia-1024x768.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lo scorso giugno il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, si \u00e8 confrontato in due occasioni con la giornalista statunitense Megyn Kelly; durante il St. Petersburg International Economic Forum 2017 e il 4 del mese come prestigioso ospite della prima puntata del Sunday Night With Megyn Kelly, prime-time show in onda sulla NBC. Per la quasi totalit\u00e0 dell\u2019abboccamento la Kelly ha cercato di bezzicare l\u2019interlocutore con le sospette interferenze del governo russo nelle elezioni americane che hanno portato Donald Trump alla Casa Bianca. Ma qui non \u00e8 mia intenzione speculare sul Russiagate. Vorrei piuttosto registrare le memorabili lezioni di giornalismo date dal presidente russo alla commentatrice politica americana. Mi sono spesso interrogato sulla natura della mia professione, con particolare attenzione verso i suoi agenti, di cui osservo morfologia e comportamenti con approcci da entomologia applicata. Senza cadere nel trappolone del tacchino induttivista, senza quindi voler generalizzare le osservazioni all\u2019intera categoria, posso tuttavia ritenermi in grado di delineare le opinioni politiche di un collega gi\u00e0 da come si concia, si acconcia o dalla sua confidenza con il bagnoschiuma. Tutta la prosopopea sull\u2019esercizio dell\u2019oggettivit\u00e0 &#8211; che \u00e8 di per s\u00e9 una teoria &#8211; e sulla sacralit\u00e0 dei fatti&#8230; si scorna con l\u2019evidenza che gi\u00e0 solo la scelta delle parole per raccontare un fatto \u00e8 arbitrio, pura discrezionalit\u00e0. L\u2019assenza di esplicite opinioni personali &#8211; che a rigor di convenzione qualificano l\u2019opinionista &#8211; significa nulla. Chi si sforza di non esprimere opinioni segue semplicemente la corrente dell\u2019opinione autorizzata. E questa circostanza, pur essendo un fatto, dei fatti non \u00e8 un buon corriere. Per chi invece con l&#8217;aperta interpretazione soggettiva pretende di tiranneggiare la verit\u00e0&#8230;beh&#8230; : \u00abIo credo che\u2026\u00bb, argomenta la ex voce di Fox News nello snodo finale del primo dibattito. \u00abLei crede\u2026\u00bb, risponde gelidamente sferzante Putin. \u00abSenta, queste sono questioni molto serie di politica internazionale e voi \u201ccredete\u201d. Qui non \u00e8 come fare una semplice intervista o scrivere un articolo per un giornale\u00bb. Ecco la pietra filosofale che lapida le velleitarie aspirazioni del conformismo di dominio. Ogni albagia soggettivista viene definitivamente spazzata via con l\u2019eloquenza di una flatulenza: \u00abLei crede\u2026 \u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La spocchia moralizzatrice, tremante e demente, della Kelly, rappresenta l\u2019impotenza investigativa di un\u2019informazione cui sono gi\u00e0 spuntate le corna della propaganda. La Kelly sa gi\u00e0 come sono andate le cose; ma in realt\u00e0 sa niente. \u00ab17 agenzie di intelligence americane, private e non legate ad alcun partito, nei loro rapporti hanno concluso che la Russia ha interferito nelle elezioni americane. Sono tutte in errore?\u00bb Domanda Megyn con tono da interrogazione retorica. \u00abLei ha letto i rapporti?\u00bb, replica Putin. \u00abHo letto la versione non classificata\u00bb, confessa Kelly. \u00abHa letto la versione resa pubblica, quindi il nulla. Io ho letto i rapporti. E in quei rapporti non c\u2019\u00e8 alcunch\u00e9 di concreto. Solo supposizioni e conclusioni basate su supposizione. Sa, se ci fosse qualcosa di concreto non ci sarebbe bisogno di una discussione. Come dicevano in un\u2019organizzazione per cui lavoravo tempo fa: datemi i luoghi d\u2019incontro, gli indirizzi e fatemi nomi e cognomi. Coraggio, dov\u2019\u00e8 tutto questo? Per quanto riguarda le fonti indipendenti: non c\u2019\u00e8 nulla di indipendente a questo mondo. E persino le ultime nomine dei vostri servizi di intelligence indicano che ci sono delle preferenze. Per questo \u00e8 necessario interrompere questi futili pettegolezzi, che alimentano solo il tentativo di risolvere i problemi di politica interna utilizzando strumenti della politica estera. E\u2019 dannoso. Danneggia le relazioni internazionali. L\u2019economia. La sicurezza. La lotta al terrorismo. Nel mondo non ci sono molti Paesi che possano vantare un\u2019autentica sovranit\u00e0. La Russia \u00e8 uno di questi e ci tiene molto\u00bb. Applausi in sala. \u00abMa non \u00e8 un giocattolo. La sovranit\u00e0 serve per difendere i propri interessi e per lo sviluppo del Paese\u00bb. A questo punto osserverei un minuto di raccoglimento per l\u2019Italia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Malgrado la potenza di fuoco retorica dello statista, la petula insiste, puntando di nuovo l\u2019indice sulla Russia, parlando di disinformazione, di manipolazione. Dapprima il mefistofelico Vladimiro usa il politicamente corretto contro il suo creatore, giocandosi da fuoriclasse la giudeofobia: \u00abI problemi non sono i nostri. I problemi sono i vostri. Sono le vostre beghe interne. Ma se Trump ha saputo intercettare il suo elettorato, l\u2019altra squadra ha fatto male i conti. Ammettere questo errore \u00e8 difficile. Non hanno il coraggio di ammettere di non esserci arrivati, di non aver capito qualcosa. Appare dunque pi\u00f9 semplice dire: \u201cE\u2019 tutta colpa dei russi che si sono intromessi nelle elezioni; sono loro i cattivi mentre noi siamo i buoni\u201d. Mi ricorda l\u2019antisemitismo. E\u2019 tutta colpa degli ebrei. Uno \u00e8 imbecille, non riesce a far nulla, ma \u00e8 colpa degli ebrei. Noi sappiamo a cosa porta questo genere di mentalit\u00e0 e non porta a nulla di buono\u00bb.<\/p>\n<p>Poi affronta il tema disinformazione: \u00abLei ha parlato di disinformazione. Quale disinformazione? Una delle informazioni diffuse da qualche hacker riguardava il fatto che i dirigenti della campagna di Hillary Clinton non si comportavano correttamente nei confronti degli altri candidati del partito democratico; ma quando questa informazione \u00e8 diventata pubblica la dirigente del quartier generale ha di fatto ammesso che era tutto vero e ha dato le dimissioni. E\u2019 forse disinformazione questa? Questa \u00e8 vera informazione. E\u2019 importante chi l\u2019ha diffusa? Sarebbe stato il caso di chiedere scusa e invece che cos\u2019hanno fatto? Hanno detto: \u201cnon siamo colpevoli, \u00e8 colpa dei russi\u201d. Che cosa c\u2019entrano i russi? Ai russi che cosa interessava favorire un candidato democratico piuttosto di un altro? Non siamo stati noi. Sono stati loro, al loro interno. Smettetela\u00bb. Ma l\u2019espressione della Kelly, come il suo incedere argomentativo, restano plastificati. E procede nell\u2019insinuare ipotetiche falsificazioni strategiche, fake news che il governo russo avrebbe diffuso dai bot su Twitter e altrove mirando agli elettori pro Trump. Le sue convinzioni sono state chirurgicamente sottoposte al lipofilling ideologico, sotto anestesia, per cui riempite di grasso deformante in maniera permanente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La lectio magistralis che arriva a questo punto dal presidente russo \u00e8 benedetta dal dio dei giornalisti, ma la stolidit\u00e0 della controparte resta imperturbabile; la sua forza sta nel fatto di non sapere di essere tale, di non vedersi n\u00e9 mai dubitare di s\u00e9. \u00abNoi tutti dobbiamo prendere esempio dai giornalisti americani. Megyn ha dimostrato il massimo livello della sua professione. Le ho appena fatto l\u2019esempio che non c\u2019era alcuna disinformazione, e la prova sono le dimissioni del dirigente, l\u2019ho appena detto. E di nuovo mi dice disinformazione. E allora ripeto anch\u2019io: quale disinformazione?\u00bb. Poi scende da cavallo per finire la ridicola resistenza dell\u2019avversario, sottolineando come gli Stati Uniti, prima di preoccuparsi delle congetturate interferenze altrui, dovrebbero fare autocritica sulle proprie, manifeste: \u00abPer quanto riguarda le intromissioni\u2026 guardi che cosa fanno i vostri colleghi qui da noi. Hanno messo i piedi nella nostra politica interna; si sono spaparanzati sulla nostra testa e masticano il chewing gum. Si divertono cos\u00ec\u00bb. Fragorose risate in sala per questo squarcio di umorismo da guerra fredda. \u00abE\u2019 una sistematica, violenta, volgare e inaccettabile \u2013 anche dal punto di vista diplomatico \u2013 intromissione nei nostri affari interni che dura da molti anni. Finitela! Starete meglio voi quanto noi\u00bb. Ovazione finale per il despota. Democraticamente eletto, adorato dalla sua gente, capace di infondere l\u2019orgoglio dell\u2019appartenenza nazionale, ma che nella testolina della stampa biondina, rimane un oppressore. Come Trump era rimasto un sessista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Putin rosoler\u00e0 ulteriormente la giornalista della Nbc nel faccia a faccia successivo, calcando la mano sulle spudorate ingerenze degli Usa: \u00abPunti il dito a caso sulla carta geografica e ovunque trover\u00e0 chi si lamenta delle interferenze americane nei processi politici locali. Ribadisco: noi non abbiamo esercitato alcuna interferenza. Ma se anche lo avessimo fatto, se chiunque altro lo avesse fatto, certo gli Stati Uniti non sarebbero nella posizione di offendersi. Voi interferite sempre, da sempre\u00bb. \u00abQuesta suona come una giustificazione\u00bb, replica la Kelly, sforzandosi di essere arguta. \u00abNo. Non suona come una giustificazione. Piuttosto come una mera constatazione di fatto\u00bb. Ma lo zenit dell\u2019intervista arriva quando Megyn, facendosi scudo con l\u2019opinione pubblica americana, domanda al politico cosa intende replicare a chi ritiene che il suo sia un Paese corrotto, dove i giornalisti eccessivamente critici vengono assassinati, dove ogni opposizione viene repressa con brutalit\u00e0. Il linguaggio non verbale di Vladimiro \u00e8 ferino. Tira un profondo sospiro, indolenzisce ancor di pi\u00f9 i muscoli e pasticcia con le fauci come il leopardo sull\u2019albero al passaggio della turista da safari. Prima spiega con calma come il suo Paese si stia sviluppando in virt\u00f9 di un patto democratico, dove le opposizioni hanno tutto il diritto di manifestare il loro punto di vista, anche contrario al governo, purch\u00e9 nel rispetto della legge. Quando la legge viene violata, l\u2019ordine va ristabilito. Attirando l\u2019attenzione dell\u2019interlocutore su un fatto che lui stesso avevo discusso con i suoi colleghi europei poco prima, e cio\u00e8 che mai le forze di polizia russe sono state costrette sotto il suo mandato a ristabilire l\u2019ordine usando mezzi come manganelli o gas lacrimogeni, cosa che spesso si verifica in altri Paesi, inclusi gli Stati Uniti. Quindi affonda l\u2019artiglio: \u00abA proposito di opposizione: ricordiamo per un attimo il movimento Occupy Wall Street: che fine ha fatto? E\u2019 stato sbriciolato in tanti piccoli pezzi fino a farlo dissolvere. Ma io non vengo a chiederle come stanno le cose in fatto di democrazia in U.S. Specialmente da quando la legge elettorale \u00e8 cos\u00ec lontana dall\u2019essere perfetta. Che cosa vi fa invece ritenere di avere titolo per porre domande di questo tipo a noi? Che cosa vi fa ritenere di potere, in continuazione, moralizzarci e insegnarci a vivere? Noi siamo sempre pronti ad ascoltare i suggerimenti dei nostri partner, ma quando giungono in maniera amichevole al fine di stabilire un contatto e creare un\u2019atmosfera comune di reciproco rispetto. Tutti devono sapere che questo \u00e8 il nostro messaggio\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il presidente conclude infine con una dichiarazione d\u2019amore nei confronti della Russia, affermando con tatto di sentire un legame diretto con la sua terra, con la sua storia, con la sua nazione, ricordando il fratello maggiore, da lui mai incontrato, morto durante l\u2019assedio di Leningrado con altre 400mila persone, perlopi\u00f9 civili, vinte dagli stenti. \u00abNon lo dimenticher\u00f2 mai\u00bb, sussurra Putin con sincero pudore. \u00abCome non dimenticher\u00f2 mai lo stato in cui questa nazione versava all\u2019inizio degli anni 90. Tutti gli sforzi che abbiamo impiegato in questi lustri (l\u2019elenco \u00e8 lungo, ndr) per migliorare la situazione, oltre alla nostra grande storia e alla nostra grande cultura, rappresentano ci\u00f2 che rende la maggior parte dei cittadini russi orgogliosi del loro Paese\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019astrazione democraticista e libertaria, che si compiace di rendere primitivo l\u2019amore viscerale e ricambiato di una cittadinanza per il proprio leader, che accusa questo stesso leader di autoritarismo, che ignora come la buona politica altro non sia se non la connessione sentimentale fra popolo e governanti, come ci insegn\u00f2 Antonio Gramsci, diviene assolutista e liberticida nella pretesa di imporre il suo pensierino unico universalizzante, chirurgicamente impiantato e incarnato alla perfezione dalla Kelly. Relativista e tollerante al suo interno, nel pi\u00f9 laido dei divide et impera, si fa ferocemente intollerante verso tutto ci\u00f2 che sfugge al suo controllo. E la sovranit\u00e0 nazionale ne \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 fulgido. Naturalmente fra i salotti italiani molto bene la Kelly passa per coraggioso cane da guardia del potere quando \u00e8 invece il barboncino toy di questo totalitarismo camuffato che \u00e8 il globalismo. Putin non \u00e8 una panacea, sia chiaro. Ma \u00e8 un vaccino. Un vaccino efficace tanto contro l\u2019apolide mondialista quanto contro il fondamentalismo islamista. E in quanto vaccino, ci sono molte mamme, uomini e donne, che ne hanno paura. Quelle per cui la Russia dovrebbe vergognarsi di avere uno come lui al potere e noi andar fieri di un Renzi come massima personalit\u00e0 politica. E non importa che il primo sia un lucidissimo reggente e l\u2019altro un abborracciato millantatore, che il primo faccia gli interessi del suo popolo e l\u2019altro i suoi e quelli della sua claque: ci\u00f2 che conta \u00e8 che un ex tenente colonnello del Kgb in uniforme a bordo di incrociatori atomici\u2026 alle mamme non piace quanto un ex capo sestiglia dei lupetti Pezzati che si fa immortalare con il giubbottino da Fonzarelli sulla copertina di Chi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo scorso giugno il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, si \u00e8 confrontato in due occasioni con la giornalista statunitense Megyn Kelly; durante il St. Petersburg International Economic Forum 2017 e il 4 del mese come prestigioso ospite della prima puntata del Sunday Night With Megyn Kelly, prime-time show in onda sulla NBC. 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