{"id":678,"date":"2017-09-05T23:48:24","date_gmt":"2017-09-05T21:48:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/?p=678"},"modified":"2017-09-06T03:52:32","modified_gmt":"2017-09-06T01:52:32","slug":"gastone-moschin-e-litalia-che-muore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/09\/05\/gastone-moschin-e-litalia-che-muore\/","title":{"rendered":"Gastone Moschin e l&#8217;Italia che muore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/09\/Don_fanucci_gf2_.jpeg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-677\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/09\/Don_fanucci_gf2_-300x189.jpeg\" alt=\"Don_fanucci_gf2_\" width=\"300\" height=\"189\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/09\/Don_fanucci_gf2_-300x189.jpeg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/files\/2017\/09\/Don_fanucci_gf2_.jpeg 398w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Mentre riguardavo Il Padrino \u2013 Parte II in ossequio al titanico Gastone Moschin, ivi nel ruolo di Don Fanucci, pensavo alla grande recita nazionale. Se le meschinit\u00e0, le tare, i vizi degli italiani sembrano sempre gli stessi, \u00e8 certamente cambiata la superficie riflettente e con essa la portata e il rifratto di quelle stesse debolezze. Un tempo &#8211; in un elenco volutamente antirigoristico &#8211; c\u2019erano De Sica, Rossellini, Visconti, Risi, Antonioni, Leone, Fellini, Monicelli, Soldati, Pasolini, Sordi, Loren, Lisi, Volont\u00e9, Gassman, Tognazzi, Moschin, Villaggio, Petri, Mangano, Bava, Pedersoli, Fabrizi, Troisi, De Filippo, Mastroianni, Randone, Magnani, Ferrati, Albertazzi, Rossellini, Rosi, Celi, Brignone, Salerno, Vianello, Manfredi, Tot\u00f2\u2026 ma c\u2019erano soprattutto quegli uomini e quelle donne celati nei maestosi artisti. Senza dimenticare un ricchissimo substrato di magnifici caratteristi e doppiatori. Uomini e donne che incarnavano, fuor di grandiloquenza patriotarda, l\u2019Italia. Oggi, i rari Servillo, Giannini, Bellocchio, Amelio, Tornatore, pur ammirevoli, non hanno l\u2019afflato simbolico di chi sgorga dall\u2019anima viva di un popolo. La stessa irriducibile individualit\u00e0 espressiva di Bertolucci impedisce di farne un campione popolare. Mentre Moretti deve ancora capire se sotto questi chiari di luna lo si noter\u00e0 di pi\u00f9 stando in disparte o non venendo per niente. Sono piuttosto gli attori da fiction, o al massimo le Bellucci, gli Accorsi e i Muccino\u2026 i riferimenti di una maggioranza che potr\u00e0 anche onorare i primi, ma sogna di identificarsi con i secondi. Le poche maschere di talento autentico ancora in vita, come Benigni e Verdone, non hanno avuto, per ragioni differenti, la forza di affermarsi come ambasciatori spirituali di un comune sentire. Mentre i grulli veri &#8211; quelli che con la farsa imitano la vita &#8211; vengono presi a tal punto sul serio da diventare presidenti del consiglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nei pur simpatici Gassman, Tognazzi e De Sica d&#8217;attualit\u00e0, invece, si scruta la distanza siderale con i Gassman, Tognazzi e i De Sica di ieri; si percepisce la regressione in atto. Che da un\u2019altra angolazione gi\u00e0 avevo esaminato nel tragico, quanto emblematico, parallelo fra Gianni Agnelli e Lapo Elkann, sul quale torno per un attimo. Limitandoci all\u2019aspetto formale, il dramma di Lapo \u00e8 che rende caricaturale il meglio dello \u00abstile italiano\u00bb, che lui ha ereditato, ma impunemente oltraggia. E lo d\u00e0 in pasto alla sesquipedale ignoranza delle masse. Per la gelida cronaca recente, Elkann non indossava &#8220;ballerine con fiocco&#8221; al Franca Sozzani Award di Venezia, come scritto dal 101% dei commentatori, compresa Anna Rossi de il Giornale; bens\u00ec delle pumps, che rappresentano l&#8217;apogeo dell&#8217;eleganza formale maschile per quanto concerne la calzatura. Reinterpretandole a suo modo, con originalit\u00e0 da paiass, sotto un \u00abdiscutibile\u00bb smoking in solaro, ha cos\u00ec ridicolizzato l\u2019ultima orma di signorilit\u00e0 che ci restava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche nella musica, seppur non sia possibile immaginare l\u2019epifania di nuovi Bertoli o De Andr\u00e9, la finezza sociologica e la rabbia antisistema del rap italiano rappresentano, specie nelle ultime declinazioni, la nemesi di una nazione. La rapidit\u00e0 con cui questa cifra stilistica subumana si sta propagando fra le nuove generazioni, senza distinzione di estrazione, \u00e8 terrificante. Ci sono poche cose sulla terra che mi infondono mestizia, afflizione, quanto quel tragicomico maledettismo da hinterland milanese: un disagio esistenziale inconsolabile, senza scampo. Una lavatrice che brucia in un campo nomadi, gli spettacoli di mimo del circo bulgaro, una bambina di dieci anni che bestemmia, per quanto atroci, sono comunque meno desolanti di una strofa come &#8220;bella raga, giorno di paga, lo prende in bocca e lo fa sparire tipo maga&#8221;. Se Dio non ci avesse portato in dono Capossela, ci sarebbe di che dubitare della sua esistenza, almeno in questo Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tornando al cinema, quando a posteriori ammiriamo le sublimi schermaglie fra il giudice Mariano Bonifazi (Ugo Tognazzi) e l\u2019imprenditore Lorenzo Santenocito (Vittorio Gassman) nel lungometraggio In nome del popolo italiano di Dino Risi, rivediamo i tipi umani di oggi e le loro piccinerie; ma l\u2019immensit\u00e0 di chi li tratteggiava e di chi li personificava aveva il prodigioso potere di elevarli, affrancando un popolo intero.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/WEs0-5RCshQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se prima era dunque agevole riconoscere la nostra grandezza proprio nella rappresentazione delle nostre miserie, oggi nelle miserie che rappresentiamo c\u2019\u00e8 solo l&#8217;iperrealismo della nostra pochezza. Perch\u00e9 da La grande guerra uscivi, malgrado tutto, fiero di essere italiano; mentre da La grande bellezza esci vergognandotene un poco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Mentre riguardavo Il Padrino \u2013 Parte II in ossequio al titanico Gastone Moschin, ivi nel ruolo di Don Fanucci, pensavo alla grande recita nazionale. Se le meschinit\u00e0, le tare, i vizi degli italiani sembrano sempre gli stessi, \u00e8 certamente cambiata la superficie riflettente e con essa la portata e il rifratto di quelle stesse debolezze. Un tempo &#8211; in un elenco volutamente antirigoristico &#8211; c\u2019erano De Sica, Rossellini, Visconti, Risi, Antonioni, Leone, Fellini, Monicelli, Soldati, Pasolini, Sordi, Loren, Lisi, Volont\u00e9, Gassman, Tognazzi, Moschin, Villaggio, Petri, Mangano, Bava, Pedersoli, Fabrizi, Troisi, De Filippo, Mastroianni, Randone, Magnani, Ferrati, Albertazzi, Rossellini, Rosi, Celi, [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/2017\/09\/05\/gastone-moschin-e-litalia-che-muore\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":1096,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[79480,16568,44,87],"tags":[389368,37818,259143,26],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/678"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1096"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=678"}],"version-history":[{"count":23,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/678\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":701,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/678\/revisions\/701"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=678"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=678"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/bassi\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=678"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}